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    Predefinito Le eclissi tra miti e scoperte

    Il cielo è stato considerato immutabile per molto tempo ed i fenomeni che avvengono sulla volta celeste, ripetendosi con grande regolarità, hanno permesso di stabilire alcune delle principali unità di tempo: il giorno, il mese e l'anno. Ogni deviazione da questo "normale" comportamento degli astri, quale poteva essere l'apparire di un oggetto celeste nuovo o, al contrario, la sparizione di uno ben conosciuto, provocava in chi ne era testimone suggestioni profonde e quasi sempre grande timore.

    La vita sulla Terra dipende strettamente dalla luce e dal calore che il Sole ci invia quotidianamente: la sua scomparsa improvvisa durante un'eclisse era quanto di più temibile si potesse immaginare. Per secoli la gente ha considerato le eclissi un evento terribile e funesto, presagio di sventura, e ha compiuto rituali, cerimonie e sacrifici per esorcizzarle. Gli antichi, però, si accorsero presto che le eclissi non sono un fenomeno unico, ma si presentano con una certa regolarità: incominciarono allora a registrare con grande precisione i tempi delle varie fasi delle eclissi di Sole e di Luna, annotando talvolta anche la percentuale di oscuramento del disco, o se il Sole e la Luna fossero sorti o tramontati nel corso del fenomeno. Lo scopo principale di queste osservazioni così dettagliate era quello di imparare a prevedere il fenomeno e cercare delle correlazioni con il moto del Sole e della Luna.
    Gli astronomi dell'antica Grecia e quelli arabi del Medioevo misurarono i tempi delle eclissi viste dalle diverse località, per determinarne le differenze di longitudine.
    In Cina e Babilonia, invece, le eclissi venivano predette ed osservate per ricavare degli auspici di carattere astrologico. Anche gli storici antichi, pur possedendo una scarsa dimestichezza con l'astronomia, mostrarono sempre un grande interesse per le eclissi solari. Nel riportare questi eventi, infatti, ne sottolineavano l'aspetto spettacolare e annotando anche particolari come la comparsa delle stelle in cielo nel caso di eclissi totali.

    Le fonti storiche principali sulle eclissi che sono arrivate fino a noi riguardano per lo più i Babilonesi, i Cinesi, gli Arabi e gli Europei, ma si hanno testimonianze più o meno dirette anche per i Maya, gli antichi Egizi e addirittura per alcune civiltà preistoriche. L'uomo preistorico, infatti, fu un attento osservatore dei fenomeni naturali e applicò il suo ingegno, se non per comprenderne le cause, almeno per stabilire e memorizzare in qualche modo quando essi si verificavano e se si ripetevano. Ormai, ad esempio, è praticamente certo che il complesso megalitico di Stonehenge fosse un osservatorio astronomico concepito con molta precisione.

    Molti popoli hanno sviluppato fin dai tempi più antichi i propri miti e le proprie leggende riguardo alle eclissi, spesso credendo che esse fossero il presagio di qualche catastrofe naturale o della morte o disfatta di un re e imputando quasi sempre il fenomeno a vari tipi di creature mostruose che divoravano il Sole o la Luna.
    Nell'antico Egitto si credeva che le eclissi avvenissero perché un maiale nero, il demone Set travestito, saltava sull'occhio di Horus, il dio del Sole.
    Per le antiche tribù norvegesi, il mago Loki veniva incatenato dagli dei. Per vendicarsi, creava lupi giganteschi: Mànagarmer, che causava le eclissi lunari inghiottendo la Luna, e Skoll, che causava quelle solari mangiandosi il Sole.
    Presso i Buriati, nella Siberia orientale, era diffusa la credenza di un mostro chiamato Alkha, che inseguiva continuamente e divorava il Sole e la Luna. Alla fine gli dei, esasperati per i ripetuti oscuramenti del mondo, tagliarono Alkha in due. La metà inferiore cadde sulle terra, ma quella superiore continuò a ossessionare i cieli: questo é il motivo per cui le eclissi accadono ancora, di tanto in tanto.
    In Cina e in India, era un enorme drago invisibile a divorare il Sole e la Luna.

    Tuttavia ci furono anche credenze più ottimistiche riguardo a questo fenomeno naturale. Ad esempio, per alcune tribù di pellerossa canadesi (i Tlingit), il fenomeno avveniva quando la Luna andava a visitare il marito, per altre (gli Algonchini) era dovuto al fatto che il Sole prendeva suo figlio tra le braccia. A Tahiti, le eclissi erano interpretate come il congiungimento amoroso del Sole e della Luna. Perfino ai giorni nostri, presso certe tribù eschimesi e artiche, si crede che le eclissi siano un segno della benevolenza divina: il Sole e la Luna lasciano temporaneamente il proprio posto in cielo per controllare che sulla Terra vada tutto bene.
    Naturalmente, accanto alle visioni mistiche, cominciarono a svilupparsi anche spiegazioni fisiche, a partire da quella più importante, cioè l'allineamento tra Terra, Sole e Luna. Si ritiene che già nel Paleolitico Superiore l'uomo fosse in grado di registrare abbastanza accuratamente le fasi lunari, e quindi di avere una buona base di partenza per approfondire la questione.

    Dal sito: www.pd.astro.it (sito divulgativo dell'INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica)

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    I Babilonesi
    Gli osservatori babilonesi cominciarono studi sistematici dei più vari fenomeni celesti dal 750 a.C. circa. Le registrazioni incise su tavolette di argilla a caratteri cuneiformi sono venute alla luce circa un secolo fa, tra le rovine della città di Babilonia. Gli astronomi babilonesi non giunsero a capire le vere cause delle eclissi, ma probabilmente le appresero dai Greci durante il periodo ellenistico a Babilonia (dalla fine del IV secolo a.C. in poi). Le loro osservazioni, però, sono tra le più precise e non hanno eguali nel mondo antico. Si ha notizia di circa 50 eclissi lunari, che coprono un intervallo temporale compreso tra il 700 a.C. e il 50 a.C. Le registrazioni di eclissi solari sono solamente una decina, tra il 350 a.C. e il 50 a.C.
    Altre notizie relative all'eclissi lunari, probabilmente copiate da testi babilonesi perduti, si trovano nell'Almagesto, la grande opera di Astronomia matematica scritta intorno al 150 d.C. da Tolomeo, che menziona 19 eclissi di Luna avvenute tra il 720 e il 380 a.C., tratte da antichi elenchi babilonesi e le utilizza per i suoi calcoli, come aveva fatto già in precedenza Ipparco.
    Per quanto riguarda le eclissi solari, la registrazione babilonese più completa è quella del 15 aprile 136 a.C., per la quale si trovano informazioni su due tavolette distinte. Mettendo insieme i due frammenti, la traduzione potrebbe essere la seguente:

    "Anno 194 (Seleucide), XII mese intercalare, giorno 29.Al ventiquattresimo grado dopo il sorgere si ha un'eclisse solare.Iniziò nel lato sud-occidentale.In 18 gradi nel corso del mattino divenne totale.Si resero visibili Mercurio, Venere e le stelle normali;Giove e Marte, che erano nel loro periodo di sparizione, divennero visibili in quest'eclisse…Si liberò dell'ombra da sud-ovest a nord-est.Durò 35 gradi tra l'inizio, la fase massimae la ricomparsa".

    Questa è l'unica registrazione babilonese di un'eclisse totale: nessun'altra fase, se non la totalità, potrebbe soddisfare questa descrizione così precisa.


    Stele della Mesopotamia risalente al 1100 a.C.
    In alto si distinguono Venere, la Luna e il Sole.



    I Cinesi
    Le osservazioni cinesi coprono un periodo maggiore rispetto a quello babilonese, all'incirca dal 720 a.C., con alcune registrazioni relative anche a secoli precedenti, la cui datazione è però molto incerta.In totale si hanno più di cento registrazioni diverse, i cui manoscritti originali sono andati perduti. Originariamente, infatti , erano scritte su ossa o su canne di bambù e solo successivamente su carta. Ci si deve accontentare perciò di riassunti stampati in trattati di astronomia speciali che venivano inseriti nelle storie ufficiali delle varie dinastie.
    Le registrazioni più antiche segnalano solamente il verificarsi dell'eclisse. Quelle di Sole furono registrate con regolarità a partire dal 709 a.C., mentre quelle di Luna furono tralasciate fino al 400 d.C., poiché le eclissi di Luna non erano ritenute di importanza astrologica.
    E' cinese la più antica registrazione di un'eclisse di Sole. Essa risale al 22 ottobre 2134 a.C., cioè a più di 4000 anni fa. Gli storici, a dire la verità, non sono molto certi di questa data. Gli annali, che riportano l'evento, possono avere un errore di 200 anni. La vera spiegazione delle eclissi fu compresa dai Cinesi solamente intorno al I secolo d.C., cioè cinque secoli dopo rispetto al greco Anassagora.
    La prima registrazione precisa di un'eclisse di Sole è del 10 agosto 454, ed è la seguente:

    Periodo del regno di Hsiao-chien, I anno, VII mese,giorno ping-shen, primo giorno del mese.Il Sole fu eclissato: fu totale e tutte le costellazioni brillarono in cielo.

    Capita di trovare anche la notizia di eclissi parziali, nelle quali il Sole viene descritto come una specie di "uncino". Molto spesso le registrazioni cinesi sono accompagnate da commenti astrologici.
    E' rimasta anche la descrizione di un'eclisse anulare relativa al 21 gennaio 1292 d.C.. Il fenomeno, che fu visto nella capitale, la moderna Pechino, è riportato nel trattato astronomico della storia della dinastia Yuan:

    Periodo del regno Chih-yuan, XXIX anno, I mese, giorno chia-wu. Il Sole fu eclissato. Il buio invase il Sole, che non fu totalmente coperto. Fu come un anello d'oro.

    La predizione delle eclissi era un compito molto importante per gli antichi astronomi cinesi, poiché dovevano essere pronti a spaventare il drago. Nel 2134 a.C. i due astronomi reali, Hi e Ho, sapevano che stava per verificarsi un'eclisse. Ma secondo la leggenda quel giorno erano ubriachi e non furono in grado di compiere i rituali del battito di tamburi e del lancio di frecce. Quando l'eclisse si verificò, l'imperatore - che era considerato il "Figlio del Cielo" - colto impreparato, si infuriò moltissimo, e benché poi il Sole fosse tornato a splendere, ordinò che Hi e Ho fossero decapitati a causa della loro negligenza.


    L'Islam
    Tra l'800 e il 1000 anche gli astronomi arabi misurarono i tempi di molte eclissi, osservate principalmente da Baghdad e dal Cairo. Un esempio è quella del 22 aprile 981 l'astronomo Ibn Junus registrò al Cairo:

    Ci siamo raccolti ad osservare l'eclisse a al-Zaraf nella moschea di Ibn Nasir al-Maghribi. Abbiamo visto l'inizio quando l'altezza della Luna era di circa 21°.Circa un quarto del diametro lunare fu eclissato. La Luna riacquistò completamente il suo splendore quando mancava circa Un quarto d'ora al sorgere del Sole.

    Sono poche le cronache medievali di eclissi di Sole totali. Quella del 20 giugno 1061 viene descritta con queste parole:

    Mercoledì, quando mancavano due nottialla fine del mese di Jumadal-Ula,due ore dopo l'alba, il Sole fu totalmente eclissato.Scese il buio e gli uccelli cadevano in volo.Gli astrologi avevano previsto che un sesto del Sole sarebbe rimasto non eclissato,ma questo non si verificò.Il Sole riapparve dopo quattro ore e una frazione.L'eclisse non interessò l'intero Sole in località diverse da Baghdad e dalle sue province.

    L'astrologia araba inserisce fra la Terra e il Sole un ottavo pianeta che serve solo per le eclissi e per il resto è invisibile.


    Gli antichi Egizi
    L'astronomia presso gli antichi Egizi era abbastanza sviluppata. Essi misurarono la durata dell'anno osservando il sorgere di Sirio, la stella più luminosa del firmamento. Inoltre la grande Piramide di Giza è più o meno allineata con i quattro punti cardinali. Tutto questo dimostra che gli Egizi osservavano attentamente gli eventi celesti.Nonostante questo, in tutti i reperti storici che riguardano l'antico Egitto non è mai stato trovato alcun riferimento alle eclissi, né di Sole né di Luna.Questa lacuna ha sorpreso molti storici: certamente questo popolo doveva aver assistito a mnolte eclissi nel corso dei secoli. È impossibile pensare che una civiltà che adorava il Sole, dal quale traeva calore e nutrimento, restasse indifferente alla sua apparente scomparsa ! Forse l'immagine dell'eclisse è stata tramandata in forma simbolica. La corona solare ha un'apparenza particolare durante alcune eclissi. La sua forma e le sue dimensioni variano secondo un periodo di 11 anni, cioè il ciclo di attività delle macchie solari.
    Durante le fasi di minima attività delle macchie, la luminosità della corona è minore, ma la regione equatoriale si estende in lunghi pennacchi di gas incandescente, come si vede nel disegno di S.P. Langley, che raffigura l'eclisse del 29 luglio 1878.


    Alcuni storici hanno notato che potrebbe esistere un'analogia tra questi pennacchi e le ali simboliche del dio del Sole raffigurato qui sotto.


    Questa fu una delle prime rappresentazioni del Sole presso gli antichi Egizi, e compare spesso all'ingresso delle tombe e dei templi, forse per raffigurare la vittoria della luce sull'oscurità; talvolta questa immagine include anche due teste di serpente e i corni di capra, anch'essi simboli del Sole. Forse l'immagine dell'eclisse solare è stata stilizzata in questo simbolo.


    I Maya (300 - 900 d.C.)
    I Maya non possedevano le conoscenze necessarie per determinare se un'eclisse di Sole fosse visibile nelle zone in cui abitavano, ma sembra che anche le eclissi non visibili, e che quindi non avevano potuto osservare, fossero comunque state da loro previste e registrate.Esistono infatti nel Codice di Dresda alcune tavole che riguardano la previsione delle eclissi. Le tavole riportano dei periodi di 177 o 178 giorni (che corrispondono a 6 cicli di fasi lunari), intervallati in modo apparentemente casuale da periodi di 148 giorni (corrispondenti a 5 mesi lunari).Ora, le eclissi hanno luogo solo quando Sole e Luna si trovano all'incirca ai nodi dell'orbita lunare: questo avviene ogni 173.31 giorni. Le registrazioni Maya mostrano che le eclissi hanno luogo solo durante questi periodi particolari, che si ripetono ogni sei mesi (177 giorni): i 4 giorni di differenza richiedono la correzione di un ciclo da 177 giorni con uno di 148.



    Due pagine della tavola delle eclissi solari del codice di Dresda (scritto
    su foglie vegetali). I punti rappresentano il numero 1, le barre orizzontali
    il numero 5 e le posizioni, che devono essere lette verticalmente dall'alto
    al basso, sono espresse in potenze di venti (noi contiamo in potenze di dieci).



    Gli Europei
    Le registrazioni di antiche eclissi che ci vengono dalle regioni dell' Europa sono di notevole interesse, ma molto spesso restano incerti sia la data che il luogo di osservazione.A partire dall'800 e fin verso il 1400, i cronachisti europei in varie città e monasteri presero nota di numerose eclissi, con descrizioni molto particolareggiate.Nella cronaca di Onorio, presbitero di Augsburg, si legge:

    … Un'eclisse di Sole avvenne il quarto giorno prima delle none di Augusto (2 agosto). Nel meriggio, per circa un'ora, così come non la si vedeva da mille anni.Il cielo intero divenne buio come di nottee le stelle furono viste quasi dappertutto.Alla fine il Sole, emergendo dal buio, apparve come una stella, in seguito aveva la forma della Luna Nuova, più tardi assunse la sua forma originale.

    Dal sito: www.pd.astro.it (sito divulgativo dell'INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica)

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    Alcune eclissi storiche

    22 Ottobre 2137 a.C.
    Si verificò un’eclisse solare totale che portò alla morte di due astronomi cinesi, Hsi e Ho, poiché non avevano preavvisato l’imperatore di ciò che stava accadendo. Infatti si riteneva che, durante un’eclisse, un drago ingoiasse il Sole; affinchè il fenomeno non riducesse l’autorità dell’imperatore, lo stesso avvertiva il popolo di ciò che stava per accadere. Quella volta il popolo non fu preavvisato, ma il drago restituì ugualmente la preda solare. Ciononostante, l'Imperatore fece tagliare la testa ai due sventurati.

    28 maggio 584 a.C.
    La più famosa eclisse solare dei tempi classici è quella che si è verificata nel mezzo della battaglia tra Persia e Lidia. I due eserciti stavano combattendo quando si verificò un'eclisse di Sole e il giorno si fece notte. Questa eclisse fu predetta anche da Talete (ca 624 - 548 a.C.), astronomo e filosofo greco, ma la sua predizione non era conosciuta dai popoli in lotta.Secondo lo storico greco Erodoto (V sec. d.C.), entrambe le parti guardarono all'eclisse come ad un presagio e immediatamente cessarono di combattere, dopo ben 6 anni di guerra.

    480 a.C.
    Erodoto, con divertita ironia, narra dell'eclissi di sole che spaventò Serse nel momento in cui stava per sferrare il disastroso attacco alla Grecia nel 480 a.C. I suoi magi, però, lo assicurarono che l'eclissi era un buon segno, perchè la Luna è con noi, il Sole è con i Greci: se la luna oscura il sole, quindi, la vittoria è sicura. Non fu così e infatti i Persiani subirono la pesante sconfitta di Salamina.

    33 d.C. .
    Secondo i Vangeli, la morte di Cristo sulla croce fu preceduta da tre ore di oscurità. In realtà la crocifissione, avvenuta prima della Pasqua ebraica, che si celebra con il plenilunio, non avrebbe potuto essere accompagnata da un'eclisse di sole, che è incompatibile con un periodo di luna piena. Nel 33 d.c. ci fu davvero un’eclissi, e avrebbe potuto essere compatibile col periodo stimato per la morte di Gesù, ma non fu visibile da Gerusalemme.
    Da un punto di vista strettamente religioso, visto l'eccezionalità dell'evento, è possibile far riferimento in qualche modo ad un miracolo che sconvolse lo spazio-tempo creando un'eclissi dal nulla. Se lo leggiamo invece da laici, è possibile considerare la possibilità di una invenzione narrativa degli Evangelisti, determinata dalla suggestione che accumunava l'eclissi agli eventi luttuosi.

    5 maggio 840 d.C.
    Si dice che l'imperatore Luigi di Baviera, figlio di Carlo Magno e capo di un grande impero, morì di spavento durante i cinque minuti di totalità dell'eclisse di cui fu testimone nell'840 d.C. La sua morte diede il via ad una lotta per la successione al trono tra i suoi tre figli, una guerra che terminò tre anni più tardi con lo storico trattato di Verdun e la divisione dell'impero in tre regioni, le attuali Francia, Germania e Italia.

    22 maggio 1453
    Durante l’assedio di Costantinopoli, un'eclisse lunare abbattè il morale degli assediati e fece cadere la città in mano ai turchi.

    29 febbraio 1504
    Durante il suo quarto viaggio alla volta dell'America, nel 1503 Cristoforo Colombo si arenò sulle coste della Giamaica, nella baia di Santa Gloria, poiché le sue navi erano danneggiate. Anche le sue provviste erano ormai esigue, ma le popolazioni locali si rifiutarono di fornirgli del cibo, in cambio di gioielli. Allora Colombo escogitò un piano per ingannarli. Aveva a bordo una copia di uno dei libri di Regiomontano che conteneva le predizioni di eclissi lunari - una delle quali prevista per il 29 febbraio 1504. La sera in cui si sarebbe verificata l'eclisse organizzò un incontro con i capi delle popolazioni indigene e disse loro che Dio era molto offeso e che avrebbe fatto sparire la Luna. Come previsto, un'ombra scura cominciò a passare sul disco lunare. Gli indigeni, spaventati, dissero a Colombo che gli avrebbero fornito il cibo se avesse interceduto per loro presso Dio. Dopo essersi ritirato a "conferire" con l’Alto, poco prima della fine dell'eclisse totale, Colombo tornò dicendo che Dio li aveva perdonati. La Luna tornò a splendere e Colombo ottenne le scorte di cibo.


    Parte di una pagina tratta dal Calendarium pubblicato da Regiomontano
    nel 1474. A destra c'è la previsione dell'eclisse di Luna del 29 febbraio 1504,
    che Colombo sfruttò per spaventare gli indigeni giamaicani.


    1851
    Durante la totalità dell'eclisse di quest'anno fu scattata la prima fotografia della corona del sole. La dagherrotipia (fotografia) provò che le corona era parte del Sole piuttosto che della Luna , come gli osservatori precedenti erano propensi a credere.

    18 luglio 1860
    Padre Angelo Secchi riuscì a fotografare la corona solare e diede la prova che le protuberanze solari non sono un'illusione ottica, ma un vero fenomeno fisico.

    1868
    Con lo sviluppo della spettroscopia, della quale Secchi fu pioniere, questo nuovo metodo di indagine venne utilizzato anche durante l'eclisse del 18 agosto 1868, visibile in India e Malesia. Durante questa eclisse si scoprì che sul Sole erano presenti tracce di un elemento fino ad allora sconosciuto. I due scopritori raccomandarono che il nuovo elemento fosse chiamato elio, dal greco helios, che significa Sole. 27 anni dopo l'elio, il secondo elemento più abbondante nell'Universo, fu trovato anche sulla Terra.

    29 maggio 1919
    Quest'eclisse di sole è stata utilizzata per confermare la Teoria della Relatività di Einstein. L'esperimento cercava di verificare la sua predizione che la velocità della luce sarebbe stata leggermente rallentata dalla gravità. Ne parleremo più diffusamente in seguito.

    30 giugno 1973
    Quest'eclisse fu seguita per 74 minuti a bordo del Concorde 001, che volò sull'Africa lungo la linea di totalità.

    11 agosto 1999
    L'ultima eclisse del secondo millennio fu prevista da Nostradamus. Dalle Centurie, quartina numero 72: L'anno mille novecentonovantanove sette mesi, verrà dal Cielo un gran Re di spavento. Dunque l'anno lo scrive chiaramente. Il mese non è luglio come farebbe pensare quel “sette mesi”, in realtà si tratta di agosto, se consideriamo che noi usiamo il calendario gregoriano, mentre Nostradamus usava il giuliano e pare, a detta di molti interpreti delle Centurie, che con complicatissimi calcoli si arrivi a determinare anche l'esatto giorno, ossia l'undici agosto. Ed ecco di nuovo le paure ancestrali, la convinzione che l'ultima eclissi di fine millennio possa essere l'inizio dell'Apocalisse.

    Un’ultima curiosità... Plutarco era un avido narratore di presagi connessi ad eclissi e molti personaggi delle sue Vite Parallele nascono, muoiono, o compiono grandi gesta in coincidenza di eclissi di sole o luna. Romolo supera tutti: secondo Plutarco, viene concepito durante una eclissi di Sole e muore (o viene assunto in cielo come divinità) durante un'altra.

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    L'eclissi di Sole del 1919

    L'eclissi di Sole del 29 maggio 1919 è passata alla storia per aver fornito una prova della teoria della Relatività Generale di Einstein (teoria che uno studio rivoluzionario, ad opera del fisico australiano Paul Davies, mette attualmente in dubbio…).
    Questa fu la prima occasione in cui venne dimostrato che un corpo massiccio esercita la sua attrazione gravitazionale anche sulla radiazione elettromagnetica come la luce visibile, e non solo sui corpi materiali. L'effetto di questa attrazione è una leggera deflessione della radiazione dalla propria traiettoria rettilinea. Nei primi anni di questo secolo, si pensò di usare le eclissi totali di Sole per misurare questo effetto. Durante un'eclisse totale, infatti, si possono vedere alcune delle stelle più brillanti del cielo. Confrontando una lastra fotografica ripresa al telescopio durante l'eclissi con una della stessa regione del cielo ripresa durante la notte, si sarebbero potute notare delle differenze nella posizione delle stelle. L'effetto è tanto maggiore quanto più vicine sono le stelle al Sole, come si vede nella figura qui sotto. (N.B. non si intende realmente vicine, ma più o meno nella stessa direzione sulla volta celeste).




    La deflessione della luce nel campo gravitazionale del Sole.
    La stella che si trova nella posizione reale A viene vista dall'osservatore
    nella posizione apparente A', a causa della deflessione dei raggi di luce
    emessi dalla stella. La stella B, essendo più lontana
    dall'asse Sole-osservatore, subisce una deflessione minore.

    Per lungo tempo non fu possibile portare a termine questa prova, anche per gli impedimenti causati dalla prima Guerra Mondiale. Nel 1919 l'astronomo e professore inglese Sir Arthur Stanley Eddington riuscì ad organizzare l'osservazione di un'eclissi totale di Sole, che sarebbe avvenuta il 29 maggio di quell'anno. L'eclissi era ideale per una verifica di questo genere, perché in quel periodo dell'anno si sarebbe potuto vedere un gruppo molto ricco di stelle brillanti, le Iadi.

    Vennero inviate due spedizioni, una guidata dallo stesso Eddingotn nell'isola Principe, al largo della Guinea Spagnola, l'altra a Sobral, in Brasile. La seconda fu molto fortunata: il tempo era splendido e si ottennero ben otto lastre fotografiche utili. La spedizione di Eddington, invece, si trovò nel bel mezzo di un'acquazzone, proprio mentre l'eclissi incominciava. Per fortuna, quando la fase parziale era già molto avanzata, smise di piovere e le nuvole si diradarono: gli astronomi poterono scattare sedici lastre, delle quali però solo due risultarono utilizzabili.
    Le stelle presenti sulle lastre fotografiche vennero confrontate con la posizione delle stesse stelle in condizioni normali: la deviazione della luce proveniente dalle stelle più vicine al bordo del Sole risultò all'incirca di 1.98", in buon accordo con quella prevista dalla teoria della Relatività di Einstein.
    L'annuncio venne dato nel novembre dello stesso anno: era nata una nuova visione del mondo fisico.

    Dal sito: www.pd.astro.it (sito divulgativo dell'INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica)


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    Le prossime eclissi di Sole visibili in Italia

    31 Maggio 2003
    In Italia sarà visibile al tramonto, quindi bassa sull'orizzonte. A Milano l’oscuramento del disco solare sarà dell’ 80%, a Catania del 72%. Oscuramenti maggiori si osserveranno per esempio a Vienna (83%) e Copenaghen (90%).

    3 Ottobre 2003
    In Europa il massimo oscuramento si avrà in Spagna e Portogallo. A Madrid l'eclissi sarà anulare, inizierà alle 7 e 40 (Tempo Universale), avrà il massimo alle 8 e 58 e terminerà alle 10 e 23. A Milano l’oscuramento del disco solare sarà del 70%, a Roma del 73%, a Catania del 72%.

    29 Marzo 2006
    In Europa il luogo migliore per osservare questa eclissi sarà la Turchia. Ad Ankara l'oscuramento raggiungerà il 97%, ad Atene l'86%. A Milano il 49%, a Roma il 59% e a Catania il 72%.

    4 Gennaio 2011
    L'eclissi sarà parziale. Da buona parte dell'Europa si vedrà sorgere il Sole già eclissato. La visibilità sarà migliore spostandosi verso Nord: a Copenaghen l'oscuramento sarà dell'82.6%, a Berlino dell'80.6%. A Milano del 73%, a Roma del 70%, a Catania del 65%.

    20 Marzo 2015
    La fascia di totalità passerà a Nord della Scandinavia e della Gran Bretagna, l'oscuramento sarà dell'86.8% a Greenwich, dell' 83.9% a Copenaghen. Le condizioni osservative peggioreranno andando verso Sud, così a Milano l’oscuramento del disco solare sarà del 71%, a Roma del 62%, a Catania del 51%.

    25 Ottobre 2022
    Questa eclissi parziale sarà maggiormente visibile in Nord Europa, ma senza raggiungere valori di oscuramento rilevanti. A Copenaghen esso sarà del 46.9 %, a Berlino del 43.1 %, a Vienna del 41.5 %. A Milano solo del 28%, a Roma del 27%, a Catania del 24%.

    Agosto 2026
    Questa eclissi totale avrà la sua zona di maggior visibilità in prossimità dell'Islanda, mentre sarà visibile al tramonto nel Nord della Spagna. L'oscuramento sarà completo a Reykjavik, del 92.3% a Greenwich, del 92.8% a Parigi, del 97.3 % a Bordeaux. In Italia l'oscuramento sarà inferiore al 95%.

    Qui una cartina con le eclissi totali (mondiali) dal 1996 al 2020.

    Dal sito: www.pd.astro.it (sito divulgativo dell'INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica), che ho saccheggiato senza pietà…



    L'eclissi totale di Sole dell'11 Agosto 1999

  6. #6
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    Oggi il sole si è oscurato in Australia e Sudafrica

    LUANDA - Il sole si è oscurato completamente stamattina in tutta l'Africa meridionale per una rara eclissi totale. A Luanda, la capitale dell'Angola, l'eclissi è iniziata alle 6,15 (ora locale e italiana). Il cono d'ombra proiettato dalla Luna ha quindi attraversato a una velocità di oltre 5.000 chilometri orari il continente, ha oscurato zone della Namibia, dell'Angola, del Botswana, dello Zimbabwe e del Sudafrica fino a lasciare la terraferma nella regione di Xai Xai in Mozambico e a proseguire sul mare verso l'Australia.
    All'oscurarsi del sole, un silenzio totale è piombato al Kruger National Park, in Sudafrica. Solo quando la luce è tornata, uccelli e animali hanno ricominciato a muoversi e a fare rumore. E' venuto freddo, il cielo è diventato scuro e il silenzio assoluto: questa la descrizione dei testimoni dell'evento.

    SUD AUSTRALIA - Oltre 50mila persone si sono mobilitate per assistere al fenomeno nel sud desertico dell'Australia.. Qui le nuvole si sono fatte largo proprio nel momento dell'oscuramento del sole, quasi fossero il sipario di un palco. Si tratta della prima eclissi di questo genere nel Paese da oltre un quarto di secolo (la precendente risale al 1976), ed è durata solo 32 secondi.




    L'eclissi vista dal Parco nazionale Kruger in Sudafrica

  7. #7
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    (*) Quando avvengono le eclissi o compaiono le comete nei segni di Terra esse preannunciano povertà e carestia a causa dell’eccessiva siccità; nei segni d’Acqua a causa dell’eccessiva pioggia; nei segni d’Aria esse annunciano venti fortissimi, sedizioni e pestilenze; nei segni di Fuoco terribili guerre e stragi.

    (*) Le eclissi operano sulle Città, sulle Province e sui Regni con più forza che sulle singole persone di condizione privata o anche su Re e Principi, poiché i loro effetti riguardano preferibilmente la moltitudine.

    ... (*) da Anima Astrologia di Gerolamo Cardano...



    INTERPRETAZIONE ASTROLOGICA DI UN’ECLISSI
    (secondo Bette Denlinger)


    Come ha detto Cardano, le eclissi "riguardano la moltitudine" ed hanno più importanza rispetto agli avvenimenti mondani che nella vita di tutti i giorni.

    Un’eclissi solare, e anche ogni Luna Nuova, ha in sé il senso della seminagione, del nuovo inizio, dell’avvio, e un nuovo schema di riferimento. Menti più sapienti della mia hanno sconsigliato, comunque, di iniziare qualsiasi impresa tre giorni prima o tre giorni dopo una Luna Nuova, che ci sia eclissi oppure no. L’eclissi solare è una congiunzione e perciò vuol dire "enfasi", "risalto".

    L’eclissi lunare ha in sé il senso della culminazione, con la raccolta di ciò che fu iniziato in passato e la realizzazione del frutto del lavoro e del pensiero. Nuovamente, è sconsigliabile iniziare qualsiasi progetto durante il periodo di sei giorni che comprende la Luna Piena. Un’eclissi lunare è un’opposizione e può portare nell’interpretazione il concetto di "relazione".

    L’eclissi solare, con il Sole oscurato, avrebbe visto nei tempi antichi i veggenti predire la fine di qualcuno in posizione elevata, come ad esempio un Re, una Regina (una principessa Diana?) o un leader religioso (madre Teresa), poiché il Sole nell’astrologia mondana rappresenta quelli che sono in posizione elevata, le posizioni di potere o di importanza.

    L’eclissi lunare, con la Luna rossa come se fosse coperta di sangue, sarebbe stata preannunciata come una calamità che colpisce la gente comune, in quanto governata dalla Luna, e in particolare avrebbe fatto presagire insufficienza di raccolto agricolo, mandrie di animali distrutte dalla carestia, pestilenze, inondazioni e disastri che avrebbero colpito i bisogni e i prodotti quotidiani.

    A entrambi i tipi di eclissi sono attribuiti "siccità…terremoti…penuria dei frutti della terra…terribili incendi".

  8. #8
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    L’eclissi totale di Sole è tra gli spettacoli più affascinanti che la natura ci regala. Le fasi iniziali, l'abbassamento della luce, le ombre, i cambiamenti atmosferici, l’oscurità assoluta, la sensazione che il tempo si fermi e che stia per succedere qualcosa di straordinario... tutto sembra unico.

    Si può quindi ben comprendere come mai in tempi antichi le eclissi provocassero stupore e paura, e venissero considerate da molti popoli presagio di morte o di disastri naturali, soprattutto terremoti. La cosa curiosa è che a volte questi fenomeni coincidono davvero. Per esempio, il terremoto che ha raso al suolo l'Iran nel settembre del 1978 è avvenuto circa tre ore prima di un eclissi totale di Luna visibile sul luogo. E l’eclissi solare dello scorso marzo ha coinciso con gravi inondazioni in diversi paesi del centro Europa.

    Le culture a conoscenza della natura transitoria del fenomeno eclissi, e pertanto in grado di predire la sua apparizione, svilupparono rituali per spaventare e allontanare il mostro - drago o serpente che fosse – che minacciava di divorare il Sole.

    Gli antichi Cinesi cercavano di fare molto rumore per spaventare e scacciare il drago, percuotendo pentole, suonando tamburi e scoccando frecce alla volta del cielo. Questa tradizione è sopravvissuta in un certo senso fino al secolo scorso, quando ancora la Marina Imperiale Cinese era solita sparare cannonate durante l'eclissi, per scacciare simbolicamente il drago invisibile.

    In India, la gente si immergeva fino al ginocchio nell'acqua di un fiume, confidando che questo gesto potesse aiutare la Luna e il Sole a difendersi dal drago. In Giappone si usava invece ricoprire i pozzi, per evitare che vi cadesse il veleno proveniente dal cielo oscuro. Gli Indios della Colombia afferravano le loro armi e intonavano inni di guerra, promettendo al Sole e alla Luna di pentirsi delle proprie colpe e di impegnarsi di più, da quel momento in poi, nelle proprie mansioni: per dimostrarlo si mettevano a irrigare i campi e a lavorare a ritmi forsennati proprio durante il fenomeno.


    Un petroglifo nord-americano.
    E' considerato la raffigurazione di un'eclissi solare.

  9. #9
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    Ed ecco come il monaco benedettino Rodolfo il Glabro, nelle sue Storie del Mille, descrive con toni apocalittici l'eclissi totale di sole del 29 giugno 1033...

    ... Lo stesso anno, il millesimo dopo la passione del Signore, il terzo giorno delle calende di luglio, un venerdì, ventottesimo giorno della luna, si verificò un’eclisse o oscuramento del sole, che durò dalla sesta ora di quel giorno fino all’ottava e fu davvero terribile. Il sole prese un colore zaffiro, e portava nella sua parte superiore l’immagine della luna al primo quarto. Gli uomini, guardandosi tra loro, si vedevano pallidi come morti, Le cose tutte sembravano immerse in un vapore color zafferano. Allora uno stupore e uno spavento immenso pervasero il cuore degli uomini. Tale spettacolo, ben lo comprendevano, annunciava che qualche funesta calamità stava per abbattersi sul genere umano. E infatti lo stesso giorno, che era quello della nascita degli Apostoli, nella chiesa di San Pietro alcuni nobili romani, congiurati, si sollevarono contro il papa di Roma, vollero ucciderlo, non vi riuscirono, ma lo cacciarono tuttavia dal suo seggio…

  10. #10
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    Massimo Centini

    ECLISSI LUNARE: IL TERRORE DEL POPOLO


    Una fonte molto importante per la conoscenza del Cristianesimo delle origini è costituita dai Sermoni di san Massimo (IV secolo), il vescovo che dal pulpito si impegnò ad abbattere la diffusa fede pagana autoctona. […]

    Tra le numerose prese di posizione contro il paganesimo - che sono ben chiare nei suoi Sermoni - vorremmo soffermarci sull'atteggiamento contro le pratiche contadine effettuate in occasione dell'eclissi lunare (Sermoni, 30; 31).
    L'eclissi lunare, che produsse molta agitazione tra il popolo delle campagne torinesi, causando - sembra - fenomeni di isteria collettiva, era accompagnata da esperienze di carattere rituale in cui, per gli uomini di Chiesa, pareva agitarsi il demone del paganesimo. Massimo mantenne un atteggiamento di distacco, senza scivolare nella mera demonizzazione, ma attribuendo una gran parte delle cause di tali manifestazioni ad un poco morigerato consumo del vino. Egli, però, non si affidò alla sola ironia e cercò di individuare nella vicenda un aspetto metaforico, destinato comunque a svolgere un ben preciso ruolo pastorale: "Verso sera si sono avute tali grida concitate di popolo da far giungere la sua empietà sino al cielo. Quando domandai che significasse tutto quel rumore, mi dissero che le vostre grida prestavano soccorso alla luna in travaglio, aiutata nella sua eclissi dalle vostre urla. Da parte mia risi, e restai sorpreso della vostra leggerezza per il fatto che voi, come cristiani devoti, prestavate aiuto a Dio. In effetti gridavate perché a causa del vostro silenzio quell'elemento non andasse in rovina. Prestavate dunque aiuto a Dio come se Egli non fosse per nulla in grado, senza le vostre grida, di preservare gli astri che aveva creato. Fate proprio bene nel prestare soccorso alla divinità in modo che col vostro aiuto possa governare il cielo. Ma se volete farlo più comodamente dovreste stare svegli tutte le notti. Non pensate, però, quante volte la luna, proprio mentre voi dormivate, ha sofferto senza tuttavia precipitare dal cielo? E non è forse vero che verso sera si oscura sempre mentre mai è in travaglio verso il mattino? Ma, secondo voi, essa ha l'abitudine di essere in pena soltanto alla sera, quando il ventre è appesantito dalla cena abbondante e la testa sconvolta da coppe sempre più ricolme. È proprio allora che per voi la luna è in azione, quando anche il vino agisce. Allora, dico, secondo voi è offuscato dagli incantesimi il globo della luna quando dai calici vengono offuscati anche gli occhi. Da ubriaco, dunque, come puoi vedere quanto a riguardo della luna avviene in cielo se non vedi quanto a tuo riguardo avviene in terra?"

    Non dimentichiamo che le rituali chiassate che accompagnavano le eclissi di luna, pare fossero piuttosto diffuse: indubbiamente curiosa l'affinità tra l'episodio di san Massimo e un caso analogo accaduto nel IX secolo in Germania e riportato da J. C. Schmitt. L'arcivescovo di Magonza Rabano Mauro, "tra l'imbrunire e l'inizio della notte", fu messo in allarme da "una così spaventosa vociferazione del popolo che la sua irreligione sembrava dover penetrare in cielo. Quando chiesi loro cosa volevano ottenere con quella chiassata, mi risposero che le loro grida dovevano venire in soccorso della luna sofferente che si sforzavano di aiutare durante la sua eclissi".
    Quella gente non si contentava di far chiasso; brandendo armi, tirando frecce verso la luna e scagliando torce accese verso il cielo gettava un vero grido di guerra: "Vinceluna" (vinca la luna). "Mi misi a ridere e mi stupii che, nella loro semplicità, quei cristiani andassero in aiuto di Dio come se, malato e debole, fosse incapace, senza l'aiuto delle nostre voci, di difendere l'astro da lui creato" ( J. C. Schmitt, Medioevo superstizioso, Laterza, Bari 1997). […]

    I rituali legati all'eclissi di luna, che determinarono l'atteggiamento irrazionale della popolazione, non vanno comunque visti come casi isolati e sorti da tutta una serie di credenze presenti in particolare nella cultura popolare. Infatti la fenomenologia lunare, considerata a livello popolare il risultato di un'azione magica, già in quel periodo fu anche analizzata con chiavi di lettura "scientifiche"; è il vescovo a fornircene un esempio: "In effetti se alla luna non fosse stata data dal Creatore una sua finalità, non esisterebbe in tutte le cose il mutamento che conosciamo. In realtà quando la luna cala, il mare si ritrae e quando essa cresce quello aumenta. (...) Inoltre, persino dei pesci si afferma che sono più in carne quando la luna è piena mentre risultano vuoti e ridotti di peso quando essa decresce". Nelle tradizioni popolari, spesso, le superstizioni legate alle eclissi lunari si basavano su credenze che collegavano tali fenomeni ai sortilegi dei maghi e delle streghe. Si riteneva quindi necessaria la partecipazione di tutta la collettività, che con urla e schiamazzi avrebbe così "sorretto" l'astro aiutandolo a non morire.

    Stralci da un articolo di Massimo Centini pubblicato su Il Giornale dei misteri n°435 (febbraio 2008)




 

 
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