
Originariamente Scritto da
Betelgeuse
Ei fu. tanto sfigato,
ebbe a tirar la lanza,
mancò la mira e immemore
stette col mal di panza,
così percosso, attonito
Caco alla sfiga sta
muto pensando all'ultima
sfiga dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta sfiga
a calpestar verrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di lui secura sfiga
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera sfiga? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massi
Caco, che volle in lui
di spirto sì sfigato
più vasta orma stampar.
Tutto ei provò. la sfiga
maggior dopo il periglio,
la sfiga e la vittoria,
la sfiga e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Come sul capo al naufrago
sfiga s'avvolve e pesa,
sfiga su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle sue sfighe scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne sfighe
cadde la stanca man!
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
sfiga calò dal cielo,
e in più spirabil sfighe
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al forum
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la sfiga che passò.
Sfiga Immortal! Malefica
al fato avverso avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
sfiga che atterra e suscita,
sol sfiga e sfiga sola
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.