però usi il cellulare è come le discariche e le autostrade tutti le vogliono ma lontano da casa proprio


però usi il cellulare è come le discariche e le autostrade tutti le vogliono ma lontano da casa proprio
la tecnologia è una cosa buona quando usata con coscienza e intelligenza.
sono convinta , benfy, che tu usi il forno a microonde , ma non ci infileresti la testa dentro mentre è in funzione, per farti un sonnellino.
i cellulari vanno bene, ma di antenne si mettono solo quelle necessarie e solo nei posti in cui c'è una ragionevole sicurezza che non possano dare fastidio, cioè si mettono LONTANO DALLE CASE.
quando un sindaco, e specialmente un assessore alla ecologia iscritto a LEGAAMBIENTE, non ha un minimo di progettualità e di buon senso nel dare le concessioni vuol dire che è un incapace.
Sarà mica che in Legaambiente li scelgono poco svegli apposta?
dolcino,sei sarcastico per il tipo di torre o di disegno?
Nell'ultimo anno ho ascoltato commenti sia dell'Arpa sia di dei vari esperti contro. Sono giunta alla conclusione che nessuno dei due dice qualcosa di affidabile al 100% e che nessuno è riuscito a portarmi le prove del fatto che le antenne non facciano male nè quelle che lo facciano.
Allora, davanti ad un ragionevole dubbio, io mi baso su questo: la gente dormirebbe male con un' antenna vicino, non sarebbe serena a causa di questo dubbio di potersi ammalare di leucemia.
Questo non è più un dubbio. C'è un vero disagio della popolazione, quindi è meglio mettere le antenne lontano dalle case, visto che tanto per i gestori non cambia assolutamente niente.
Abbiamo fatto le prove. Ossona è copertissima per i cellulari con le antenne che ci sono già ,quindi, se il gestore le mette nella area tecnologica che c'è già invece che sulla torre, non ha nessun danno e i suoi clienti non avranno problemi di copertura.
La foto che ho postato è una cosa che circola in paese: la chiamano "La tur la g'ha i scalman",


Ciao volevo solo ricordare a tutti quelli che parlanosenza aver mai avuto esperienze nel campo ( ma questo vale in tutti i settori) e naturalmente vivono tranquillamente in ambienti dove l'inquinamento acustico non assume contorni macroscopici come da Ilaria.... che è facile criticare iniziative come questa quando si è lontani da pericoli come questi ! Io posso riportare la mia esperienza di circa 15 anni fa :
-Vivevo in brianza immerso nel verde ( ero scappato dalla città proprio per problemi di inquinamento , in quel periodo acustico e di smog) e mi sono ritrovato nel bel mezzo di un giardino/parco un pilone della luce !!sapete quelli con tutti i fili attaccati che fanno zzrrrrrrrrrrr di notte ? ecco proprio lui !!
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Bene a fronte di ns proteste al comune ci siamo visti rimbalzare con motivazioni più o meno simili a quelle che stanno dando ad Ilaria . Ora a distanza di anni ( guarda caso ) cominciano a spuntare casi di TUMORI ai residenti che abitano li da più tempo ! Come la mettiamo ? Purtroppo gli effetti di queste radiazioni si vedono solo dopo 10,15, e anche 20 anni ...poi è troppo tardi ..o no ? Perchè allora non preveniamo prima ..piuttosto che "piangere dopo ?" bye
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Stammattina l'H3G è riuscita a montare la sua antennaccia.
abbiamo fatto resistenza passiva e mi sono fatta spostare dai carabineiri.
ero sdraiata davanti alla porta della torre.
ce ne sono voluti 4 belli grossi per tirarmi via...
Siamo in attesa del primo consiglio comunale in cui presenterò una mozione per farla spostare nell'area tecnologica del paese.


a pensare che qua è l'udc che fa la campagna contro le antenne
viva la coerenza![]()
questo post è da un forum di Verdi, che non mi sono particolarmente simpatici e che oggi , ad Ossona, dormivano.
Spett. Forum,
sono appena rientrato dopo una pausa di ferie ed apprendo che il Tar Lazio (Ord. 24.6.04) ha fornito l'ennesima, clamorosa interpretazione delle norme che regolano il complesso fenomeno della installazione delle SRB di telefonia mobile, assegnando valore speciale (e, dunque, preminente) al D.Lgs. 259 (c.d. Codice delle Comunicazioni elettroniche), secondo cui è sufficiente l'autocertificazione (D.I.A.) per detti impianti piuttosto che quanto prescrive il Testo Unico sull'Edilizia (D.P.R. 380/01).
Una bella mazzata, l'ultima di una serie che ha visto progressivamente azzerare le garanzie di tutela della popolazione dalla proliferazione selvaggia di infrastrutture di telecomunicazione sul territorio urbano.
Già l'8 aprile scorso, il medesimo Tribunale, decidendo su un ricorso del medesimo gestore, aveva cassato l'ultimo dei baluardi che si ergevano a garanzia del cittadino, la distanza di 50 metri dai c.d. "luoghi sensibili" (scuole, ospedali, case di cura e di riposo), introdotto nel 1998 da una delibera di Giunta del Comune di Roma.
Ma in precedenza alcune pronunce avevano contribuito a smantellare il sistema di garanzie e tutele, introducendo principi di favore per gli operatori di TLC, sui quali pesa, a questo punto, il sospetto di aver "comprato" il sistema delle istituzioni giurisdizionali e politiche italiane !
Sembrano parole grosse, le mie, ma basta scorrere i dati di H3G, una delle compagnie che più d'ogni altra si è impegnata economicamente nell'avventura dell'Umts, il cellulare di terza generazione, per comprendere la vastità e gravità del fenomeno:
a.. 22 miliardi di dollari messi in campo da Hutchison Whampoa, il colosso asiatico guidato dal plurimiliardario cinese Li Ka-Shing;
b.. una rilevante fetta di questi investimenti è servita per accaparrarsi i più agguerriti esperti forensi in grado di sostenere su ogni piazza esperienze giudiziarie di ogni tipo;
c.. non è un caso che le maggiori pronunce dei Tar sono l'effetto dei ricorsi promossi dagli uffici legali di H3G;
d.. non è un caso che questa compagnia, che in Italia partiva enormemente svantaggiata rispetto ai gestori c.d. storici (Tim e Vodafone), non disponendo di siti ove installare le SRB, in pochi mesi ha raddoppiato gli utenti, raggiungendo la ragguardevole cifra di un milione di abbonati e coprendo quasi il 70% del territorio italiano;
e.. tutto ciò, permettetemelo, non può essere attribuito esclusivamente ad una efficace strategia di mercato !
Dopo questa ulteriore mazzata si impone un cambio di strategia anche da parte di chi, come noi, è impegnato su vari fronti, non tanto per contrastare l'affermarsi di tecnologie più affinate ed evolutive, quanto per sostenere forme di progresso compatibili con la qualità della vita, per contribuire a sperimentare forme di controllo del territorio in grado di saper coniugare diverse esigenze, per contrastare, questo si, modelli culturali degenerativi.
A proposito di questi ultimi sarà utile conoscere la filosofia a cui si
ispirano alcuni gestori, enfatizzando le caratteristiche dei loro prodotti.
Riferisce Vincenzo Novari, amministratore delegato di H3G, in alcune interviste:
a.. "La videochiamata è il nostro piatto forte e trasformerà completamente il modo di comunicare. Io, come tanti, lavoro tutto il giorno e non riesco quasi mai ad andare a prendere mio figlio a scuola. Pensate, però, se potessi dirgli bravo quando ha fatto un buon compito di storia, guardandolo
in faccia, facendogli capire come sono contento" (La Repubblica,
24.11.2002);
b.. "Se sono in una sala d'attesa con il bambino o sto facendo la spesa e devo tenerlo buono e distrarlo un po', allora ha senso comprare cinque minuti di cartoni animati sul telefonino." La Repubblica, Affari & Finanza,19.07.2004).
Se questi, dunque, sono i presupposti educativi a cui si ispira il nuovo modello di comunicazione, è facile immaginare che in una società in cui i rapporti interpersonali sono impostati prevalentemente secondo modalità virtuali, anche il rapporto familiare finirà per essere omologato.
Sarebbe grave se tale approccio prevalesse e se gli adulti credessero sufficiente interloquire con i propri figli via etere, sostituendo uno schermo all'intensità del contatto diretto !
Mi ricollego, pertanto, al dibattito in corso su questo Forum, per sostenere la necessità di incidere su questi fenomeni aberranti prima ancora che essi deflagrino nella società come ordigni silenziosi ma irrefrenabili. E' alla Scuola ed alla Famiglia che bisogna guardare. Qui si affermano modelli culturali degenerativi che si impongono nella società come icone emulative. Ed è qui che bisogna incidere, attraverso azioni di informazione capillare, didattica educativa, con l'obiettivo di costruire una coscienza più
sensibile al rispetto della salute e dell'ambiente.
In questa battaglia, senz'altro la più difficile perchè si combatte nel cuore della società, le famiglie e le istituzioni scolastiche hanno un ruolo fondamentale e strategico.
Noi, in questa fase, stiamo vivendo (e subendo) la parte più esterna e periferica di questa battaglia, quella finalizzata a contrastare il
moltiplicarsi delle antenne, ovvero gli effetti di questa devastante
cultura, che è divenuta cultura dominante, di governo, dunque ufficializzata e sponsorizzata.
Fino ad oggi ci siamo illusi di poter fermare o rallentare l'arrogante
strapotere politico, economico, mediatico dei gestori scendendo in piazza, organizzando presidi, mobilitando proteste, attivando le coscienze. Abbiamo fermato alcune gocce, non abbiamo arginato la cascata !
Tutti contro: governo, istituzioni, amministratori, regioni, enti locali, Tar, Consiglio di Stato e perfino la Corte Costituzionale, la cui lettura delle sentenze dell'autunno scorso sembra lasciare pochi margini di azione a tutela di diritti oramai trascesi ad interessi de-legittimati !
Proviamo, allora, ad evitare che i nostri figli possano subire questa
omologazione culturale degenerativa attivando, accanto alle azioni dimostrative, pur sempre efficaci, contro questo o quell'impianto, una coscienza educatrice capace di permeare la società ed indirizzarla verso modelli di sviluppo culturale più sostenibili.
capito?
Una multinazionale asiatica di un multimiliardario capitalista cinese, che viene in Padania e chiama i carabinieri per mettere su una antenna nel centro di un paesino contro le firme di 1300 persone.