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  • ProPalestina,Vs la destabilizzazione Geopolitica Mediorientale

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Risultati da 21 a 30 di 164
  1. #21
    antinazista feroce
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    In Origine postato da Biordo
    A parte che è eccessivo dire che "non avevamo industria pesante", con un po' di programmazione avremmo senz'altro potuto arrivare ad una produzione bellica adeguata.

    Nella I guerra mondiale entrammo con una produzione bellica da terzo mondo, che però nel 1918 era diventata di tutto rispetto al livello delle grandi potenze o poco sotto.

    Il fatto è che il regime si rifiutò di comprendere la lunghezza e durezza del conflitto per almeno i primi 12-18 mesi e dopo era già troppo tardi.

    Almeno fino al 1942 il fascismo voleva dare un patina di normalità alla vita quotidiana (si continuò addirittura a giocare il campionato di calcio) che mal si conciliava con lo sforzo bellico.

    Detto questo, se anche avessimo avuto armi migliori, l'IDIOZIA dei comandi difficilmente le avrebbe sapute usare.

    Chiaro esempio è la marina, che aveva tutti i mezzi per dominare il Mediterraneo, ma che subì un'umiliazione dopo l'altra.

    La verità è che il fascismo fece una guerra alla carlona rivelandosi per quello che era nel 1939: UN REGIME DI BUFFONI.
    non era un regime di buffoni, almeno questi sono dei professionisti, erano semplicemente degli avventurieri. Il che a volte è peggio

  2. #22
    antinazista feroce
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    Comunque nemmeno Hitler pensava ad una guerra lunga, era difficile da prevedere con i successi che raccoglieva. Il discorso non è su questo: prevedere la lunghezza della guerra, era decidere se farla o meno. Non si intravedeva nessun altro mezzo per modificare l'equilibrio europeo, la diplomazia aveva fatto cilecca. L'Inghilterra anche se poi fu una delle vincitrici certo non prevedeva di perdere a pezzi l'impero e di cedere tutta la supremazia ai cugini d'oltreoceano. La Francia poi non fu in grado di prevedere un bel nulla. Mussolini non era certo peggio dei primi ministri inglese e francese, solo che era una pate importante della sua politica quella di diomostrare la bellicosità dell'Italia, un pò come fanno i cani da guardoia: abbaiare ma stare attenti a mordere per non buscarle. Cercò anche di convincere Hitler di raggiungere un qualche accordo con l'URSS, quando oramai avevano tutti e due l'acqua alla gola.

  3. #23
    antinazista feroce
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    In Origine postato da italianuova2
    A mio modesto parere la guerra è sempre sbagliata.
    L'Italia era impreparata?
    Forse non avevamo i mezzi ma avevamo molta volontà.
    In qualunque caso io avrei optato per un'alleanza con Hitler stile Franco, appoggio si ma non avrei mandato i miei uomini.
    Ma cosa si può dire possiamo giudicare ?
    Quando entrammo in guerra la Germania sembrava avesse vinto e noiavremmo avuto una fetta.
    Non dimentichiamoci dell'onore dimostrato in Russia dai nostri alpini (più temuti della Wermacht).
    Infine dico di poter essere orgoglioso di aver combattuto criminali dello spessore Americano, Sovietico e inglese.
    In effetti la premessa è giusta, non esclusivamente per motivi morali ma anche per gli enormi costi in vite emane e risorse economiche necessarie per condurre una guerra.
    Poi entrano in campo i fattori personali, così importanti in un regime a capo unico, Mussolini accettava mal volentieri la parte di eterno secondo che oramai Hitler gli aveva assegnato.

  4. #24
    email non funzionante
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    In Origine postato da giacomino
    In effetti la premessa è giusta, non esclusivamente per motivi morali ma anche per gli enormi costi in vite emane e risorse economiche necessarie per condurre una guerra.
    Poi entrano in campo i fattori personali, così importanti in un regime a capo unico, Mussolini accettava mal volentieri la parte di eterno secondo che oramai Hitler gli aveva assegnato.
    mi riferivo alla spesa umana invite

  5. #25
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    Predefinito DI NUOVO FERRUCCIO

    Eccomi di nuovo qui con il mio Nome e non piu' Sfondri.


    Un saluto

  6. #26
    Makeru ga, katta
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    L'Italia non era assolutamente preparata alla guerra. Mancava di carri pesanti, di trasporti truppe, di autocarri, di uniformi ed armi leggere adeguate al tempo, di mezzi anticarro, di truppe di riserva, di caccia monoplani, di grandi riserve di carburante, di materiali strategici, di portaerei. Mancavamo di morale (pochissimi italiani erano nell'esercito per combattere. La maggioranza era in divisa perchè era meno costoso fare il soldato che il bracciante nei campi del meridione), soprattutto di fedeltà al regime. Si era fascisti per non essere bastonati e costretti a bere l'olio di ricino, se non mandati al confino, costretti a lasciare il paese od ammazzati. In quste condizioin, è difficile immaginare che i soldati si battessero con quello spirito guerriero che il regime ostentava.

    Eppure qualcosa l'Italia avrebbe anche potuto combinare, soprattutto se si pensa che avevamo delle truppe d'elite, varie corazzate, la Folgore, la X Mas con i sommozzatori (che fecero dei bei danni alla flotta inglese), un buon numero di sommergibili, uno dei migliori aereosiluranti di tutta la guerra (il SM79, il "gobbo"), una marina dotata di ottime corrazzate e soprattutto che questa poteva concentrarsi totalmente su un unico obbiettivo mentre i nostri nemici dovevamo barcamenarsi in tutti i mari del globo. Quel che occorreva erano comandanti capaci ed esperti, in grado di mettere in piedi e pianificare una strategia efficace concentrando quel che avevamo su un ristretto numero di obbiettivi. Se ciò non avvenne non fu tanto per le mancanze che ho elencato all'inizio, quanto per il vero motivo per cui l'Italia perse la guerra nel momento stesso della dichiarazione: perchè avevamo comandanti totalmente incapaci. La Wermacht riuscì sempre a mantenere una forte indipendenza dal partito nazista (uno dei motivi per cui Hitler non si fidava dei suoi generali, in particolare Rommel e Rundstedt), l'esercito italiano no. Il partito fascista corruppe pesantemente un esercito che aveva già una lunga tradizione di incompetenza (Lamarmora, Cadorna), mettendo al comando gente solo perchè fedele al regime, e non per meriti militari (Visconti Prasca e Graziani in particolare. Il primo comandava l'armata che doveva spezzare le reni ai greci, ma fu respinto in Albania, il secondo aveva il compito di battere gli inglesi nel '40, e manca poco perdeva tutta la Libia.)
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    devono stare a destra.

  7. #27
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    Forse Mussolini pensava piu' all'E-42 che doveva tenersi a Roma appunto nel 1942 e di cui molte opere si possono vedere anche oggi ( per esempio il palazzo della Civilta' del Lavoro ).

    Nessuno avrebbe mai potuto prevedere una guerra su tala scala e su tanti fronti.In quest'ottica bastava quanto avevamo piu' per fare scena che altro con comandanti regi eredi di quelle disgrazie che furono in generali piemontesi dal 48 fino al 1918.

    Un saluto

  8. #28
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    In Origine postato da marcejap


    Eppure qualcosa l'Italia avrebbe anche potuto combinare, soprattutto se si pensa che avevamo delle truppe d'elite, varie corazzate, la Folgore, la X Mas con i sommozzatori (che fecero dei bei danni alla flotta inglese), un buon numero di sommergibili, uno dei migliori aereosiluranti di tutta la guerra (il SM79, il "gobbo"), una marina dotata di ottime corrazzate e soprattutto che questa poteva concentrarsi totalmente su un unico obbiettivo mentre i nostri nemici dovevamo barcamenarsi in tutti i mari del globo. Quel che occorreva erano comandanti capaci ed esperti, in grado di mettere in piedi e pianificare una strategia efficace ......
    aggiungerei l'invitto corpo d'armata alpino (i miei valligiani....) per quanto riguarda i reparti. Sui comandanti poco da dire: geni della situazione non ne avevamo proprio (se x questo nemmeno gli alleati, che xò avevano i mezzi....) a memoria mi viene in mente solo il generale Nasi che fece numeri da circo equestre resistendo agli inglesi intorno a gondar (AOI) per mesi dopo la resa dell'amba alagi.

    (apro un 3ad sulle imprese italiane nella II gm)

  9. #29
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    In Origine postato da durrutibus
    aggiungerei l'invitto corpo d'armata alpino (i miei valligiani....) per quanto riguarda i reparti. Sui comandanti poco da dire: geni della situazione non ne avevamo proprio (se x questo nemmeno gli alleati, che xò avevano i mezzi....) a memoria mi viene in mente solo il generale Nasi che fece numeri da circo equestre resistendo agli inglesi intorno a gondar (AOI) per mesi dopo la resa dell'amba alagi.

    (apro un 3ad sulle imprese italiane nella II gm)
    Ricordo che lo STAVKA russo cito' gli alpini in un suo bollettino
    con la frase:

    solo il corpo alpino italiano esce imbattutto dal suolo di Russia.

    Winston Churchill disse di Junio Valerio Borghese: e' stato l'unico europeo continentale che non ha perso la guerra ( o qualche cosa del genere ).

    Tra le imprese italiane durante la seconda guerra mondiale metterei in prima linea le imprese della Decima Mas.

    Il piu' grande generale fu il Maresciallo Kesselring.Il peggiore il generale amricano Clark.Questo a detta dello dello storico inglese Erich Morris ( La campagna d'Italia una guerra inutile ).

    Un saluto

  10. #30
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    Nessuno avrebbe mai potuto prevedere una guerra su tala scala e su tanti fronti.
    Dichiarando guerra a Gran Bretagna, Francia, Urss ed Usa, era chiaro che sarebbe stata una guerra di enorme portata, destinata inevitabilmente alla sconfitta. La responsabilità va ascritta senza ombra di dubbio a chi la guerra la dichiarò: il Duce.

    In quest'ottica bastava quanto avevamo piu' per fare scena che altro con comandanti regi eredi di quelle disgrazie che furono in generali piemontesi dal 48 fino al 1918.
    Il carattere corruttore del fascismo penetrò profondamente negli ambienti militari. Si era nominati generali solo in base ale conoscenze nel regime, non per le capacità. I generali italiane della IIGM erano peggiori di quelli della prima, che bene o male alla fine vinsero (anche perchè alle spalle non avevano un regime pieno solo della sua retorica, ma un governo che impegnò tutte le sue risorse per la vittoria finale).
    _______________________
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