IRAN/ USA ANCORA INDECISI SU COME AFFRONTARE L'INCOGNITA TEHERAN
21/07/2004 - 200
Il Council on Foreign Relations sconsiglia attacco militare

New York, 21 lug. (Apcom) - Il rapporto che la commissione indipendente dell'11 settembre pubblichera' domani conferma parte dei timori dell'amministrazione americana sull'Iran: undici dei 19 dirottatori dell'11 settembre sarebbero transitati dal paese per entrare nei campi di addestramento in Afghanistan. La repubblica islamica che confina con l'Iraq e' ritenuta dal governo di Washington una minaccia. E, in quanto tale, va tenuta sotto controllo.

Gli Usa accusano l'Iran di sostenere il terrorismo, di possedere armi di distruzione di massa e annuncia possibili azioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Le stesse accuse che, poco piu' di un anno fa, venivano mosse nei confronti dell'Iraq.

E ora, Washington punta nuovamente il dito sulle attivita' nucleari dell'Iran, accusando Teheran di mirare alla tecnologia per produrre una bomba atomica e affermando che questo rappresenta una minaccia per l'incolumita' mondiale. La rappresentante iraniana a Washington, Rend al-Rahim, sta continuando un lavoro difficile di pubbliche relazioni e "pulizia" dell'immagine negativa dell'Iran del paese. In un'intervista rilasciata all'Associated Press, ha rivelato che il suo paese ha svolto diverse operazioni di sostegno alla ricostruzione irachena, non ultimo l'arresto di 200 ribelli afgani intercettati lungo i confini del paese.

Per quanto riguarda il programma nucleare, l'Iran si difende sottolineando come questo sia puramente civile e non abbia nulla a che fare con i presunti programmi di costruzione di arsenali nucleari; suo scopo è soddisfare la richiesta di energia elettrica del paese in costante crescita demografica. L'amministrazione americana pero' non ritiene valida questa spiegazione e chiede ad altre nazioni, come Gran Bretagna, Francia e Germania di intervenire, aumentando la pressione sul paese. Ha anche cercato di convincere l'organo Onu sul nucleare, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, a portare il problema all'attenzione del Consiglio di Sicurezza. Senza, almeno per ora, alcun successo.

Uno studio messo a punto dal Council on Foreign Relations, uno dei think tank statunitensi piu' ascoltati a Washington, invita il governo di Washington al dialogo tra le parti. Il rapporto, che conta tra i suoi autori l'ex consigliere alla sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski e l'ex direttore della Cia, Robert Gates, suggerisce al governo americano di cercare di evitare una nuova crisi nella zona del Golfo. "Meglio cercare di dialogare con l'attuale regime e trovare una soluzione, che ricorrere allo scontro frontale" si legge in un estratto del rapporto. In particolare Brzezinski sottolinea come sia piu' utile, nel medio e lungo periodo, cercare di intavolare un dialogo tra Usa e Iran per raccogliere il massimo consenso possibile a livello internazionale.

Per Gates, gli Stati Uniti non possono pensare di iniziare un'operazione militare nei confronti dell'Iran anche "perche' i principali impianti nucleari si trovano nei pressi di centri abitati. Attaccare Teheran - si legge nel rapporto - significherebbe galvanizzare il supporto dei paesi arabi vicini nei confronti dell'Iran, rischiando di destabilizzare Afghanistan e Iraq".