La prima opera che le edizioni di Ar misero in stampa fu Saggio sulla ineguaglianza delle razze umane di De Gobineau.Una ricognizione dei casi biologici della forma assoluta.Non un testo razzista,per come si intende il razzismo nel seno della modernità,cioè come singulto xenofobo,espressione di captivitas diaboli personale.Cosi lontano,quel testo, dalla modernità non era il grimaldello per alcuna campagna avversativa.Era piuttosto l'occasione per una meditazione profonda intorno ai lineamenti dell'umano.Vi si invocava la purezza...Purezza è gentilezza,gentilezza è appartenenza ad una gens:
precisione di profili,non meticciato.
Le varie genti diverse,come sono diverse le piante e gli animali,gli animali tra loro,le piante tra loro,le razze degli alani e quelle dei setter,avrebbero dovuto operarsi a creare l' armonia di una contiguità che non fosse confusione.L'opera di de Gobineau celebrava,implicitamente,le migliori espressioni dell'humanitas:
il rispetto,l'attenzione reciproca,la fedeltà,la bellezza del particolare.
Finchè l'archittetura non sarà detta un sopruso,allo stesso modo non potrà esserlo la teoria del razzismo,che ad ogni tipo vuole riconoscere la propria specificazione-l'impressione della radice.
Quale affronto all'umanitarismo delle missioni,in cui tre quarti del denaro vanno ad arrichire i già richhied un quarto ad avvilire i condannati dai ricchi alla miseria!Niente viene avvertito più abberante del razzismo.




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