...la tua gente
Berlusconi ogni tanto cita De Gasperi. Gli piace. Ha detto: «Ci vuole pazienza per governare gli italiani». Sante parole.
Però ci vuole molta pazienza anche a essere mal governati da statisti italiani. Se abbiamo un debito da repubblica delle banane non credo la responsabilità sia mia o tua, caro lettore.
Le nostre spese di casa sono in equilibrio con le entrate.
La spesa pubblica, no.
Iniziò Spadolini a scialacquare e a stampare bot come la Banda dei disonesti (film di Totò) e da allora non ci siamo più ripresi.
Ma i cittadini non hanno colpa, nemmeno gli evasori fiscali se nessuno li costringe a versare l'obolo nella cassa comune.
È la stessa storia della patente a punti.
Ottima idea e di respiro europeo. Bravo Lunardi. I primi giorni di vita, il nuovo codice stradale funzionò a meraviglia. Tutti in giro con le cinture di sicurezza allacciate, disciplinati, rispettosi dei limiti di velocità eccetera. Un mese più tardi, eravamo tornati alle vecchie e cattive abitudini. Ovvio. Gli automobilisti si sono presto accorti che nessuno castiga i "reprobi" né lungo le autostrade né in città (mai un agente che ti sottoponga al test dell'etilometro) e si sono stancati di comportarsi correttamente costatando le altrui scorrettezze.
Le norme senza sanzioni a chi le viola sono inefficaci; conviene abolirle: una presa per i fondelli di meno.
Idem le tasse. Aliquote alte non servono se poi non si denuncia fino all'ultimo centesimo perché tanto è lo stesso.
Tremonti era un mago a escogitare sistemi teorici allo scopo di raccattare quattrini; però all'atto pratico ne incassava pochi, ed era sempre in affanno.
Ci sarà un perché. O gli italiani non si fidavano dei suoi condoni e delle sue cartolarizzazioni oppure se ne fregavano.
Ricordate il centrodestra degli esordi? Non aveva ancora cominciato a lavorare e dichiarò: qui mancano trentamila miliardi, li ha sperperati l'Ulivo; e ora chi copre il buco? Appunto, chi? Siccome tocca comunque a noi coprirlo, meritava che Berlusconi e Tremonti facessero a quel tempo la grande manovra addossandola alla sinistra spendacciona (che arrivò ad abolire il ticket per mendicare voti col risultato di devastare i bilanci della Sanità).
Niente. Non osarono bussare a soldi; quindi i nodi sono venuti al pettine e il governo ha dovuto fare oggi ciò che avrebbe potuto fare tre anni fa riducendo contestualmente le tasse (Irap e Irpef). La riduzione invece giunge adesso con troppo ritardo per essere efficace ai fini della ripresa economica.
Oddio, meglio tardi che mai. Tuttavia è onesto ammetterlo: un'occasione sprecata.
Il Cavaliere, superati gli sbandamenti provocati dalla sconfitta europea e dalle verifiche, sembra rinfrancato e desideroso di recuperare i passi perduti.
È costretto a farlo. Se continuasse nella politica del tirare a campare correrebbe il rischio di sprofondare e perire nella palude. È indispensabile una scossa che ricarichi il morale a chi nel 2001 favorì la vittoria della Casa delle libertà. Altrimenti alle regionali dell'anno venturo sarà una catastrofe, e i terminali dodici mesi di legislatura saranno una penosa agonia per l'Italia, per il centrodestra e il suo leader.
Al quale pertanto forniamo un suggerimento pur consapevoli che, come al solito, non lo ascolterà salvo pentirsene (tardivamente). Domani è già agosto e tra breve il premier andrà in Sardegna e qui si tratterrà fino alla riapertura del Parlamento.
Nella sua megavilla riceverà, oltre a una pletora di lacché, i vari Putin con cui suppongo stringa buoni affari.
Non importa. Unire l'utile al dilettevole è ammesso.
Ma fra un contratto e una cena, un tuffo in piscina e una telefonata all'allenatore del Milan, perché non fare un salto in qualche paesino del sud e del centrosud dove la fiducia (in lui) vacilla e aumenta lo sconforto, il senso d'abbandono?
Forza Cavaliere, un dì bagno in acqua salata e un dì bagno di folla, chessò, in provincia di Avellino.
L'alternativa all'oblio è il ripristino della linea diretta con la tua gente.
VITTORIO FELTRI su Libero
saluti




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