Vi segnalo un interessante sito americano che sta facendo un'importante campagna di sensibilizzazione negli USA contro il riscaldamento globale (mentre scrivo + di 604.000 iscritti) http://stopglobalwarming.org


Vi segnalo un interessante sito americano che sta facendo un'importante campagna di sensibilizzazione negli USA contro il riscaldamento globale (mentre scrivo + di 604.000 iscritti) http://stopglobalwarming.org


Ovviamente è importante fronteggiare questo problema e fare in modo che il danno causato dall'attività umana sia ridotto al minimo, ma gli ambientalisti cosa rispondono a chi afferma che la causa principale del surriscaldamento sarebbe l'attività solare che provoca aumento di temperatura e effetto serra anche su Marte e, più in generale, mostra i suoi effetti in tutto il sistema solare?




Ma certo.
Però è più consolante pensare che questo cambiamento sia in gran parte (?) dovuto a cause naturali che fanno parte di un "ciclo" del Sole.
Tra l'altro ho letto che negli anni '70 ci si preoccupava, facendo previsioni catastrofiche, non per il riscaldamento ma per il raffreddamento della terra!


Clima: rapporto ONU, tra 20 anni effetti devastanti. Catastrofe ambientale alle porte
info: www.fronteverde.org
WASHINGTON (Usa) 16.03.07 - Un atteso rapporto Onu lancia l'allarme rosso sui cambiamenti climatici: bisogna agire subito e ridurre l'emissione di gas nocivi se si vogliono evitare conseguenze devastanti per il nostro pianeta. Fra vent'anni vi saranno già centinaia di milioni di persone senza acqua. Nel 2050 l'Europa potrebbe perdere tutti i suoi ghiacciai. Nel 2100 metà delle vegetazione mondiale sarà estinta. L'appello lanciato ai governi di tutto il mondo dall'Intergovernmental Panel on Climate Change, un network che fa capo alle Nazioni Unite, che ha compilato il rapporto con il contributo di circa mille esperti, presenta contenuti inquietanti. Il documento finale verrà presentato ad aprile in Belgio, ma anticipazioni sulla bozza sono già trapelate sui media. Tra gli ammonimenti del rapporto: centinaia di milioni di persone rimarranno senza acqua nei prossimi due decenni, mentre epidemie come la malaria si estenderanno anche a zone non tropicali; vaste aree sono a rischio inondazioni a causa dell'innalzarsi del livello dei mari e interi habitat potrebbero essere sconvolti (con l'estinzione di intere specie animali). Tra i più a rischio: gli orsi polari entro il 2050 potrebbero essere visti solo dietro le reti degli zoo. Una catastrofe ambientale è alle porte. La bozza del rapporto dovrà passare il vaglio delle commissioni nazionali ma il messaggio dovrebbe restare lo stesso quando verrà presentato ufficialmente il mese prossimo a Bruxelles, proprio dove l'Unione Europea la scorsa settimana ha stabilito la riduzione sostanziale entro il 2020 delle emissioni di gas dannosi.


Si, tutti gli anni spostano la scadenza di uno...


3/5/2007 - Il dossier WWF "Fermare il cambiamento climatico è possibile" presenta 15 casi virtuosi in cui governi, aziende e singoli cittadini riducono davvero le emissioni di CO2
Fermare il corso del cambiamento climatico si può: lo confermano i produttori di energia rinnovabile delle Filippine, gli inquilini delle case a impatto zero in Gran Bretagna, i giudici australiani che bloccano l’ampliamento di impianti vecchi e inquinanti, le multinazionali che hanno diminuito le proprie emissioni fino al 40%. Dall’India al Brasile, le iniziative per risparmiare energia e ridurre l’inquinamento da CO2 stanno sviluppandosi in ogni parte del mondo. Così, mentre alcuni governi si ostinano a ritardare l’azione, il passaggio a un sistema energetico più pulito e più efficiente per alcuni è iniziato da un pezzo.
“Oggi abbiamo a disposizione tutti gli strumenti tecnologici ed economici necessari – commenta Michele Candotti, Segretario generale del WWF Italia - I governi devono valorizzare le soluzioni che puntano sull’efficienza energetica e sull’energia pulita, e rimuovere gli ostacoli che tuttora ne impediscono lo sviluppo .E’ fondamentale che il terzo gruppo di lavoro del Comitato Intergovernativo sul Mutamento Climatico (IPCC), riunito a Bangkok questa settimana, spieghi chiaramente come il costo dell’inazione sia molto più alto di quello che serve per “ripulire” le nostre economie. Questo vale anche per l’Italia, che rischia di pagare molto caro il ritardo e le timidezze nell’avviare la ‘nuova rivoluzione industriale’ dell’efficienza e delle energie pulite, e che attualmente è invece in controtendenza sul fronte delle emissioni di CO2 (+13%, mentre dobbiamo ridurre del 6,5% entro il 2012 e molto di più in futuro)”.
Il dossier WWF Fermare il cambiamento climatico è possibile presenta 15 casi virtuosi in cui governi, aziende e singoli cittadini riducono davvero le emissioni di CO2 e contrastano ogni giorno, in concreto, il riscaldamento globale del pianeta. E proprio mentre a Bangkok il terzo gruppo di lavoro del Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) sta definendo il suo rapporto sulla mitigazione, in Thailandia continua a dare frutti l’emendamento legislativo che consente ai piccoli produttori di energia rinnovabile di vendere da 1 a 10 MW di elettricità alle centrali nazionali, contrastando un’industria del carbone sempre più contestata.
Perché l’aumento della temperatura globale si mantenga sotto la soglia critica dei 2°C, il mondo deve ridurre le emissioni di CO2 di oltre il 50% entro la metà di questo secolo. Ed è ormai chiaro che “si può fare”. Puntuali valutazioni economiche indipendenti hanno confermato che questo investimento ripaga: secondo il Rapporto Stern del 2006 non fare niente può costare alle economie mondiali fino al 20% del loro PIL, mentre il costo dell’azione non supera l’1%. Ma la buona riuscita di questa “azione contro il tempo” non può prescindere da un intervento globale, a ogni livello della comunità mondiale, coinvolgendo i piani alti della politica come ogni singolo cittadino.
Governi, imprese, individui: sono questi i tre grandi ambiti delle buone pratiche evidenziate dal WWF, che proponiamo qui attraverso sei casi esemplari. A livello di politiche, il governo britannico ha stabilito che entro il 2016 tutte le case di nuova costruzione saranno a zero emissioni di CO2 (sulla scia della campagna WWF One million sustainable homes), mentre quello brasiliano, che sta elaborando un Piano Energetico Decennale, si è convinto che un taglio drastico agli sprechi e un investimento nelle nuove tecnologie e nelle energie rinnovabili, può rendere superflua la costruzione di nuove infrastrutture per la produzione di energia su larga scala, garantendo un risparmio di 15 miliardi di dollari americani e di 413 milioni di tonnellate di CO2 (come indicato nel rapporto WWF Sustainable Electricity Agenda 2020).
Importanti risultati arrivano anche dal mondo delle imprese. Le 12 compagnie - del calibro Johnson&Johnson, IBM, Nike, Sony, Lafarge e Tetra Pak - che hanno aderito al programma WWF dei Climate Savers, non solo stanno sensibilmente riducendo le proprie emissioni, ma si stanno rendendo conto che la riduzione delle emissioni conviene. Rispetto al 1990 Lafarge, azienda leader nei materiali industriali e nel cemento, ha ridotto dell’8,3% le emissioni lorde nei paesi industrializzati e del 12,7% le emissioni mondiali per tonnellata di cemento, mentre l’IBM ha ridotto le proprie emissioni del 40%, scoprendo di aver risparmiato per questo ben 115 milioni di dollari. Sul fronte delle compensazioni di emissioni di CO2 (carbon offsetting), che consentono di “rimediare” all’inquinamento prodotto tramite l’investimento in progetti ambientali o di acquisire crediti da scambiare sui mercati ufficiali, la certificazione del Gold Standard, promossa nel 2003 dal WWF per garantire la reale efficacia delle compensazioni e oggi supportata da 38 organizzazioni, ha garantito la bontà di 10 progetti a livello mondiale, mentre 60 sono in fase di approvazione.
Al comune cittadino sembreranno azioni complesse e lontane dalla sua portata, ma in tutto il mondo singoli individui stanno dimostrando che ognuno, nel suo piccolo, può fare qualcosa di importante. In Svizzera, per esempio, sono 50.000 gli iscritti a Mobility, l’associazione svizzera per il car-sharing, che mette a disposizione 2000 automobili in 1000 località diverse, garantendo una importante riduzione di CO2 oltre che un significativo cambiamento nello stile di vita dei cittadini; mentre in Gran Bretagna la campagna Unpluggit! non solo ha convinto migliaia di persone a staccare dalla presa il carica-batterie dei propri cellulari quando non sono in uso, ma sta facendo una forte pressione sull’industria della telefonia mobile perché introduca strumentazioni energeticamente meno dispendiose.
L'impegno WWF per il clima >
Pensare al clima? conviene! Leggi le interviste a IBM e Sony, "Climate savers" del WWF, pubblicate su Ecomondo, il mensile WWF in collaborazione con Vita >
http://beta.wwf.it/client/ricerca.as...1979&content=1


grazie delle info!! Ieri sera sono stato ad un incontro con Luca Mercalli proprio su questi "scottanti" temi..




AMBIENTE InviaStampaGli scienziati hanno le prove, l'Antartide sta fondendo
Il fenomeno più significativo osservato negli ultimi 30 anni
Dal satellite Nasa arriva l'allarme
Il Polo Sud comincia a sciogliersi
PASADENA (CALIFORNIA) - Il Polo Sud, fino ad oggi rimasto in apparenza estraneo al trend del surriscaldamento del pianeta riconducibile all'inquinamento, comincia a mostrare le prime crepe. L'occhio del satellite non sbaglia e gli scienziati hanno potuto riconoscere il dissolvimento di blocchi dislocati in punti diversi della zona ovest del continente. In tutto un'area vasta quanto la California.
"L'Antartide ha mostrato fin'ora di resistere al riscaldamento, eccetto che per la zona della penisola antartica", dice Konrad Steffen, direttore del centro di ricerche di Boulder in Colorado che, sulla base di dati inviati dal satellite Nasa QuikScat, ha fatto la scoperta. "Adesso però si riconoscono i primi segni dell'impatto del surriscaldamento anche in questa parte del globo: si tratta del fenomeno più vasto riscontrato dal satellite negli ultimi 30 anni".
I dati si riferiscono al periodo 1999-2005: pare sia bastata una settimana di caldo intenso due anni fa a ingenerare uno scioglimento della coltre più superficiale, poi ricongelatasi con le temperature notturne e con le successive nevicate.
La preoccupazione maggiore degli scienziati è che la neve sciolta possa produrre crepe nei blocchi sottostanti, insinuandosi fino agli strati più profondi, determinando così il distacco di zolle bianche dal continente antartico e il loro scivolamento graduale nell'oceano.
Il fenomeno non è stato registrato immediatamente proprio per il fatto che il manto più esterno è tornato a cristallizzarsi. L'aspetto superficiale appare quindi immutato. Gli strumenti del satellite però - gestito dagli scienziati del laboratorio Nasa di Pasadena, in California - funzionano sulla base di impulsi radar che vengono inviati sulla superficie di ghiaccio e ne misurano l' "eco" prodotta, "scannerizzandone" così lo spessore e mettendo in evidenza il processo di scioglimento e ricongelamento che li ha interessati.
I dati hanno permesso di vedere che si sono liquefatti strati in zone dell'entroterra distanti fino a 900 chilometri dall'oceano e ad altitudini (oltre i 1800 metri) che facevano escludere la possibilità di un fenomeno simile.
L'Antartide costituisce la principale riserva d'acqua dolce del pianeta ed è pertanto fondamentale monitorarne costantemente l'evoluzione. E questo anche per l'innescarsi di un insieme di conseguenze dagli effetti per ora imponderabili: proprio il processo di scioglimento e riversamento negli oceani potrebbe, alterando il livello delle acque e il loro grado di salinità, traformare il sistema delle correnti e influenzare successivi mutamenti climatici.
(16 maggio 2007)
http://www.repubblica.it/2007/05/sez...ico-fonde.html