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Libia, sequestrato peschereccio italiano con 7 persone a bordo
Il 'Tramontana' è stato abbordato da una motovedetta libica nel golfo della Sirte. Il ministro degli Esteri Moavero: "Serve rapido rilascio"
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"ScarFacebook" calza a pennello ...
Il latitante Salvini e Mannelli
(di Roberta Labonia) – Salvini, quello che prima ancora di essere Ministro, da europarlamentare, a Bruxelles non lo vede nessuno o quasi e quando ci va inveisce contro l’Europa ma non ci lavora dentro per cambiarla. La sua linea politica è la latitanza.
Salvini, quello che nei primi 5 mesi del 2019 al Viminale si fa vedere a malapena una ventina di volte, gli altri giorni latita, è in giro a fare comizi nelle piazze o in diretta FB. Lì è sempre presente.
Del resto lo avete votato per questo, mica per fare il Ministro ve’?
Salvini, quello che si defila dal giudizio del Tribunale dei Ministri di Catania. Da cuor di leone organizza sequestri ad effetto di qualche decina di irregolari a bordo di navi ONG, proclama che si farà processare poi ci ripensa, se la fa sotto e latita invocando l’immunità parlamentare.
Salvini, quello che il 25 aprile alla Festa della Liberazione Nazionale non si fa vedere, pure lì latita e va a Corleone, lancia in resta, a sconfiggere la mafia. Tutta, tranne quella che ronza intorno agli uomini del suo partito.
Salvini, quello che in Commissione Antimafia, che più volte lo ha convocato fin da dicembre scorso, non si presenta. Lui latita per evitare di chiarire “la posizione della Lega” in merito a presunti legami con organizzazioni mafiose.
Salvini, quello che ai vertici sull’immigrazione, presenti tutti i ministri dell’Interno europei, latita, perchè lui è lui e gli altri non sono un c@@@o, (Marchese del Grillo docet).
Salvini, quello che richiesto di riferire in Senato sul “rubligate” e sul suo uomo Savoini intercettato mentre tenta il colpaccio di un maxi finanziamento russo, latita l’aula e non si presenta. Non si vergogna, il diversamente uomo delle Istituzioni Salvini, che il suo Presidente del Consiglio Conte va in sua vece a riferire per rispetto al Parlamento sovrano. Per lui le parole pronunciate da Conte che lo sbugiardano “valgono meno di zero”.
Salvini, quello che latita l’incontro istituzionale di Palazzo Chigi perchè il Governo (non lui), ha avviato il confronto con i sindacati. E sì perché lui i sindacati se li convoca “aumm aumm” al Viminale, dove tutto fa tranne ciò che gli compete in base al suo ministero.
Salvini, quello che l’irriverente vignettista satirico Mannelli battezza come il latitante “scarfacebook”.
Mi viene il sospetto che abbia messo in fila i fatti, non le sue chiacchiere, s’è fatto una domanda e s’è dato una risposta.
Non spesso, ma a volte capita.


A breve, anche una class-action degli avvoltoi ...
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