questo dalla sbornia del Papeete non ne ha più azzeccata una che sia una
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Bruno Vespa è anche basta ad essere stipendiato dalla RAI.
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Not in my name
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Premesso che i miei predecessori sparavano ai fascisti e ai nazisti - quindi parlo solo per precisione storica - le normative adottate nel ventennio in materia di lavoro furono sostanzialmente tre:
1) legge 26 aprile 1934, n.653, sulla protezione delle donne e dei fanciulli, con precise disposizioni sul trasporto e sollevamento pesi, e il R.D. 7 agosto 1936, n. 1720, che approvò le Tabelle indicanti i lavori per i quali era vietata l’occupazione dei fanciulli e delle donne minorenni.
2) R.D. 28 agosto 1924, n. 1422, furono adottati i provvedimenti previdenziali sull’assicurazione obbligatoria contro l’invalidità e la vecchiaia.
3) R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – che all’art. 437 introdusse la fattispecie del delitto di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. Inoltre, il codice sancì agli artt. 589 e 590 le fattispecie di omicidio colposo e di lesioni personali colpose: reati configurabili nelle ipotesi infortunistiche occorse in azienda per inosservanza delle disposizioni sulla sicurezza del lavoro.
In materia di orario di lavoro il 10 marzo 1923 viene approvata la giornata lavorativa di 8 ore. Ma a quanto mi risulta i giorni lavorativi erano 6, per cui o Vespa sbaglia per amore filiale o è stato frainteso da qualche giornalista che non vedeva l'ora di attaccarlo.
Ovviamente tali conquiste o concessioni del governo fascista furono assai sinistramente vanificate dalle pessime scelte politiche che caratterizzarono il ventennio.
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... :facepalmi: