
Originariamente Scritto da
MrBojangles
Davanti a via della Scrofa si può trovare un po' di tutto: anche "orfanelli" ...
La propaganda della #Meloni:
"Sulle nomine delle partecipate si lavora guardando al merito". (cit.)
E la realtà:
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Giuseppina Di Foggia, in amicizia con
Arianna Meloni, va alla presidenza di ENI.
Stipendio di 500 mila euro l’anno, più la buonuscita da Terna di 6 o 7 milioni. Alla buona uscita dovrebbe rinunciare, vedremo se le approveranno la deroga.
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Francesco Macrì, dirigente di FdI, nonché ex consigliere comunale di Arezzo, va alla presidenza di Leonardo.
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Paolo Scaroni, già Presidente del Milan e grazie a Marina Berlusconi che “possiede” Forza Italia,
è confermato alla presidenza di Enel.
Sempre grazie a Forza Italia
Stefano Cuzzilla va invece alla presidenza di Terna.
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Sandro Pappalardo, ex assessore nella giunta Musumeci (FdI) e
vicino ad Arianna Meloni, va
alla presidenza dell’Enav.
Nel gennaio 2025 si è scoperto che
non poteva cumulare lo stipendio da 500 mila euro lordi alla pensione, ma grazie ad un emendamento della maggioranza ha risolto il suo problema.
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Antonella Ballone, candidata di FI trombata alle Europee 2024,
va nel CdA di Enav analogamente a Stella Mele, candidata di FdI trombata alle Politiche 2018 e pure alle Europee 2019.
C’è posto pure per un consulente del ministro Adolfo Urso, l’avvocato
Stefano Arcifa.
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Benedetta Fiorini ex deputata della Lega dal 2018 al 2022, va all’Eni. Fiorini
fa parte pure della sottocommissione del ministero della Cultura che ha bocciato i contributi pubblici al docufilm su
Giulio Regeni, altro motivo di cui andare fieri.
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Alessandro Monteduro, capo di gabinetto del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano,
entra nel CdA di Enel.
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Johanna Arbib Perugia, indicata addirittura dal presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi (quello delle accuse infamanti e a quanto pare non proprio disinteressate, al M5S), é
confermata nel cda.
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Federica Seganti, ex assessore regionale della Lega,
va nel cda di Eni.
�� Un altro ex deputato della Lega,
Trifone Altieri, la milanese Elena Vasco, vicina a Italia Viva, la lobbista Enrica Giorgetti, moglie dell’ex ministro Maurizio Sacconi (Forza Italia), vanno nel cda di Leonardo.
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I sindacalisti della Ugl Salvatore Muscarella e Francesco Scacchi, legato al sottosegretario leghista Durigon, vanno in Poste Italiane.
Uno schiaffo alla Cisl che in Poste ha il 66% di adesioni tra i lavoratori: l’Ugl ha il 4,6%
(cit. Di Foggia e DragoniIl, Fatto Quotidiano).
Un elenco lungo, che solleva una domanda semplice: queste nomine secondo Voi premiano competenza e merito oppure solo familismo ed appartenenza politica?