

Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.




Gli ipse dixit, quelli bbbèlli ...
«Abbiamo ancora una Costituzione in Italia?».
Era furente Giorgia Meloni quel 15 maggio 2020 contro il «Decreto Rilancio» del governo Conte bis alle prese col Covid che quel giorno aveva visto il bilancio italiano salire a 31.610 morti.
Emergenza? «Cosa c’è di così urgente da scavalcare il Parlamento nel bonus monopattini, nella lievitazione delle poltrone delle società pubbliche e nella sanatoria dei clandestini?».
E il tweet chiudeva appunto: «Abbiamo ancora una Costituzione in Italia?».
Un tormentone. Su tutto. Con governi vari.
«I provvedimenti d’urgenza non risolvono nulla. L’esecutivo continua a produrre questi indulti mascherati e a colpi di fiducia li approva, impedendo la discussione e mortificando il Parlamento» (ansa 4-2-14).
«È gravissimo che Renzi dichiari apertamente l’intenzione di scavalcare il Parlamento in tema di norme del servizio pubblico radiotelevisivo. E ancora più grave la volontà di avvalersi di un decreto legge che è uno strumento giuridico previsto dalla Costituzione solo nei casi di necessità e urgenza» (facebook 23-2-15).
«Il governo chiede 4 voti di fiducia in 48 ore su temi sensibili come la giustizia penale e civile e il green pass. Il Parlamento è mortificato, l’opposizione non è in grado e non può dire la sua. Una deriva preoccupante per la democrazia» (ansa 21-9-21).
«Draghi e la sua maggioranza minestrone dovrebbero ascoltare i buoni consigli di una opposizione sempre costruttiva nonostante i loro continui tentativi di minare il sistema democratico a colpi di fiducia» (ansa 26-12-21, contro gli «strumenti inutili, libertici ed economicidi come il Green pass»).
«L’apposizione della fiducia sul decreto Covid sull’obbligo vaccinale per gli over 50 è l’ennesimo sfregio del Governo Draghi al Parlamento. (…) Una scelta molto grave (…) che calpesta l’articolo 1 della Costituzione e nega a centinaia di migliaia di cittadini il diritto di lavorare» (ansa 23-2-22).
«Un governo litigioso e diviso su tutto che va avanti a colpi di fiducia continua a mortificare il Parlamento e la democrazia» (ansa 21-5-22)
E via così…
Poi, IERI (inopinatamente?), come ha accertato Openpolis col suo prezioso monitoraggio delle attività parlamentari, il governo Meloni è salito a cento decreti legge tondi tondi.
Tutti urgentissimi?
E cento tondi tondi sono stati i voti di fiducia, ovviamente concessi e plauditi da una maggioranza strabordante.
Lei dirà: «Così fan tutti».
Sarà… Ma va girata alla Giorgia di oggi l’allarme drammatico della Giorgia di ieri: «Abbiamo ancora una Costituzione in Italia?».
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Si sono sparati sui C. ...
La riforma che punta a stravolgere la legge sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio (157/92) è stata depositata in Senato. La novità fondamentale è che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni – diversamente da quanto annunciato – ha rinunciato a presentare un disegno di legge governativo, collegato alla legge di Bilancio, che in Aula avrebbe avuto la priorità e avrebbe permesso di liberalizzare la caccia prima della prossima stagione venatoria, che si aprirà nella terza settimana settembre. Al suo posto c’è un disegno di legge parlamentare, firmato da tutti partiti di maggioranza (Malan per FdI, Romeo per la Lega, Gasparri per FI e il vicecapogruppo dei civici d’Italia Salvitti)


È un disegno di legge pazzesco, che praticamente permette di cacciare quasi tutto quasi sempre. Mi stupisco che la Brambilla che ha fatto una legge che protegge più gli animali domestici delle persone, non si sia ribellata.
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