Oddio, vi sono sindacati e sindacati. Se la tua affermazione può essere condivisibile per CGIL, CISL e UIL, non credo che lo possa essere anche per sindacati quali l'USI-AIT, lo SLAI-COBAS, i CUB-RdB ed altri. Anche sindacati che poi vogliono realizzare un cambiamento radicale del modo di produzione, è normale ed auspicabile che accettino provvisori miglioramenti contingenti delle condizioni dei lavoratori all'interno del sistema nel quale tutti viviamo. Un altro conto è invece l' "accordo al ribasso" per cui se partendo da 10 i datori di lavoro vogliono togliere 4, i sindacati "riescono" a far togliere "solo" 3. A quesrto dico chiaramente no. Punto esenziale di partenza deve essere da parte dei sindacati che gli interessi di datori di lavoro e lavoratori sono opposti ed inconciliabili, rifiutando così l'ottica della concertazione per cui l'interesse dei lavoratori possa essere ricercato congiuntamente a quello degli industriali e a quello del paese (leggi Stato).In Origine Postato da Gian_Maria
Il sindacato anche se può apparire più vicino alla classe lavoratrice, in realtà lo è di più alla classe capitalista. Esso è uno degli essenziali ingranaggi che permette alla macchina capitalista sfruttatrice di funzionare.
Cordialmente.




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