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Discussione: Saludos

  1. #21
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    Un saluto a tutti voi,
    è già da un po’ che seguo – anche se in maniera discontinua – questo e altri spazi di dibattito dedicati alla Sardegna. Finora non sono mai intervenuto perché cerco di evitare di partecipare a discussioni su argomenti che non conosco bene, e purtroppo la mia conoscenza della situazione politica, sociale e linguistica in Sardegna è limitata (senza contare non conoscendo sa limba sarda, la mia comprensione si limita solitamente al senso generale degli interventi in tale lingua ed è un po’ poco per partecipare pienamente a una discussione).
    Se ho deciso di intervenire in questo forum è solo perché, come friulano, mi sono sentito chiamato direttamente in causa dall’intervento di Angela e ne sono rimasto profondamente amareggiato per il ritratto ingeneroso che viene fatto della mia gente.
    Io credo che in qualsiasi posto ci siano i razzisti, gli arroganti, gli ignoranti o le emerite teste di c.... ciò vale per il Friuli, per la Sardegna e per il resto del mondo, ma credo sia ingiusto e scorretto generalizzare ed estendere a tutti le caratteristiche o i comportamenti di qualcuno. Scusa Angela, tu stessa nel tuo intervento fai una distinzione tra statunitensi e statunitensi, ma allora perché non usi lo stesso riguardo verso i friulani? O dovrei forse pensare nemmeno tu sei immune al virus del razzismo?
    Io sono un nazionalitario friulano, credo nel diritto dei popoli all’autodeterminazione e nella solidarietà internazionale. Per questo simpatizzo e appoggio la battaglia di libertà dei sardi, al pari di quella di baschi, catalani, irlandesi, occitani, ecc. Finora mi sono sempre trovato a mio agio coi militanti di queste nazionalità (sardi compresi) perché nonostante situazioni a volte profondamente diverse, esiste una base di esperienze e idealità comuni che costituisce un punto di partenza importante per superare eventuali diffidenze o incomprensioni. Dici di essere in Friuli da due anni, ma in questo periodo hai provato ad avvicinarti all’ambiente nazionalitario friulano - è vero che oggi non abbiamo un partito di riferimento, ma ci sono altre strutture associative attive sul territorio - o a conoscere un po’ più a fondo la realtà friulana, o magari ad imparare la nostra lingua?
    Hai scritto “L’unica cosa che abbiamo in comune è quel decreto che considera le nostre lingue delle minoranze.” Non ho il tempo di approfondire l’argomento, ma prova solo a riflettere sul fatto che siamo le due nazionalità minorizzate principali all’interno dello stato italiano, che siamo le zone in cui ci sono più postazioni e servitù militari e potrei continuare con altri esempi che dimostrano quanto abbiamo in comune e quanto sarebbe importante collaborare più fattivamente tra di noi. Se ti fermi alle apparenze fai il gioco dei colonizzatori che ci voglioni divisi o, meglio ancora, in contrasto. Quello che poi tu chiami “decreto” è una legge in cui, per la prima volta nella sua storia, lo stato italiano riconosce le comunità linguistiche (il termine “nazionali” non sarebbe mai passato) presenti all’interno dei confini statali. È una legge piena di limiti e di difetti, ma se sapremo usarla (cosa che finora non abbiamo saputo fare) sarà un’arma importante per invertire il processo di snazionalizzazione in atto. Vorrei anche ricordarti che per arrivare a quel risultato ci sono voluti anni di lotte dentro e fuori il parlamento. Leggiti pure gli atti parlamentari e ci troverai i nomi di Lizzero, Baracetti, Schiavi Fachin, Ruffino... tutti friulani che si sono battuti anche per i diritti linguistici dei sardi. Erano forse anche loro ignoranti e razzisti come hai scritto tu?
    Forse i tuoi commenti nascono dal fatto che frequenti solo cierti ambienti, ma, per esempio, a Radio Onde Furlane (emittente di Udine che trasmette prevalentemente in friulano, nata con l’obiettivo di sostenere l’autodeterminazione della nazionalità friulana), dall’inizio dell’anno, ci sono già state quattro trasmissioni dedicate alla realtà nazionale e linguistica sarda, più uno speciale di un’ora in occasione di “Sa Die de sa Sardigna”.
    Nel tuo intervento dici anche: “I sardi, qui vengono appellati sardagnoli, forse per ignoranza, voglio pensare questo, o forse per razzismo, perché tanta gente pensa di noi che siamo terroni, ma hanno trovato un altro termine per definirci: meridionali”. Il termine popolare sardegnolo/sardagnolo non è diffuso solo in Friuli, ma anche in buona parte dell’Italia. Il termine “sardegnûl” è entrato in friulano proprio dall’italiano, e la prima attestazione scritta in cui mi sono imbattuto è del 1921, dopo la prima guerra mondiale (infatti prima della guerra di sardi se n’erano visti ben pochi da queste parti). Nonostante la diffusione popolare del termine (che però qua da noi non ha nessun intento offensivo), la commissione di normalizzazione della lingua friulana ha deciso, proprio per rispetto verso i sardi, di utilizzare come ufficiale il termine “sart” (maschile) e “sarde” (femminile). Non è poi così male per un popolo formato in maggioranza da ignoranti e da razzisti, che ne dici?
    Evidentemente tutto questo non lo sai, ma almeno ti sei mai posta il problema del perché certi friulani possono non apprezzare i “sardi”? A parte la diffidenza verso chi è diverso che è diffusa pressoché ovunque, dovresti tener presente che buona parte dei sardi che vivono da noi sono militari, carabinieri, poliziotti o uomini della GdF e non è che ciò stimoli molto la socializzazione... Aggiungici poi gli stereotipi e i luoghi comuni sui sardi che giungono dall’Italia e quelli tramandati dalla memoria popolare (la maggior parte delle centinaia e centinaia di friulani internati tra il 1915 e il 1919 perché giudicati “antiitaliani”, “austriacanti” quando non esplicitamente “propugnatori della repubblica friulana” venivano internati in Sardegna e non è che abbiano trasmesso un gran bel ricordo di quella esperienza...). Affermazioni come le tue comunque non contribuiscono a far cambiare atteggiamento a quei friulani che, sbagliando, hanno pregiudizi nei confronti dei sardi. Sul mettere sullo stesso piano sardi ed italiani del Sud, non è nemmeno questo un tratto specifico dei friulani e deriva molto spesso dalle divisioni geografiche pressapochistiche diffuse da giornali e televisioni. Se pensi che, solo per fare un esempio, nel diario di uno degli internati cui accennavo prima (stiamo parlando di 90 anni fa e di una persona che aveva ben altri problemi...) si distingue chiaramente tra Sardegna e Sud Italia, mi sembra che ancora una volta le tue dichiarazioni non siano corrette.
    Ho già scritto troppo, voglio solo aggiungere che il tuo modo di fare non cambia il mio atteggiamento di stima e simpatia per quei sardi che si battono per i loro diritti e per la loro libertà, ma mi lascia comunque un profondo senso di amarezza.
    Saludi. Mandi.
    Cuant che la gnove gjenerazion e sarà imbevude fin a la medole di tâl spirt di indipendence e a si varà formade une salde cussience nazionâl, che finore e mancje ancje tes personis studiadis, i Furlans no formaran plui une ecezion fra ducj i popui de tiere... e la pome de libertât, completamentri madure e colarà a la plui lizere bavesele.

    Achille Tellini (1866-1938)

  2. #22
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    In Origine postato da Çorut
    Un saluto a tutti voi,
    è già da un po’ che seguo – anche se in maniera discontinua – questo e altri spazi di dibattito dedicati alla Sardegna. Finora non sono mai intervenuto perché cerco di evitare di partecipare a discussioni su argomenti che non conosco bene, e purtroppo la mia conoscenza della situazione politica, sociale e linguistica in Sardegna è limitata (senza contare non conoscendo sa limba sarda, la mia comprensione si limita solitamente al senso generale degli interventi in tale lingua ed è un po’ poco per partecipare pienamente a una discussione).
    Se ho deciso di intervenire in questo forum è solo perché, come friulano, mi sono sentito chiamato direttamente in causa dall’intervento di Angela e ne sono rimasto profondamente amareggiato per il ritratto ingeneroso che viene fatto della mia gente.
    Io credo che in qualsiasi posto ci siano i razzisti, gli arroganti, gli ignoranti o le emerite teste di c.... ciò vale per il Friuli, per la Sardegna e per il resto del mondo, ma credo sia ingiusto e scorretto generalizzare ed estendere a tutti le caratteristiche o i comportamenti di qualcuno. Scusa Angela, tu stessa nel tuo intervento fai una distinzione tra statunitensi e statunitensi, ma allora perché non usi lo stesso riguardo verso i friulani? O dovrei forse pensare nemmeno tu sei immune al virus del razzismo?
    Io sono un nazionalitario friulano, credo nel diritto dei popoli all’autodeterminazione e nella solidarietà internazionale. Per questo simpatizzo e appoggio la battaglia di libertà dei sardi, al pari di quella di baschi, catalani, irlandesi, occitani, ecc. Finora mi sono sempre trovato a mio agio coi militanti di queste nazionalità (sardi compresi) perché nonostante situazioni a volte profondamente diverse, esiste una base di esperienze e idealità comuni che costituisce un punto di partenza importante per superare eventuali diffidenze o incomprensioni. Dici di essere in Friuli da due anni, ma in questo periodo hai provato ad avvicinarti all’ambiente nazionalitario friulano - è vero che oggi non abbiamo un partito di riferimento, ma ci sono altre strutture associative attive sul territorio - o a conoscere un po’ più a fondo la realtà friulana, o magari ad imparare la nostra lingua?
    Hai scritto “L’unica cosa che abbiamo in comune è quel decreto che considera le nostre lingue delle minoranze.” Non ho il tempo di approfondire l’argomento, ma prova solo a riflettere sul fatto che siamo le due nazionalità minorizzate principali all’interno dello stato italiano, che siamo le zone in cui ci sono più postazioni e servitù militari e potrei continuare con altri esempi che dimostrano quanto abbiamo in comune e quanto sarebbe importante collaborare più fattivamente tra di noi. Se ti fermi alle apparenze fai il gioco dei colonizzatori che ci voglioni divisi o, meglio ancora, in contrasto. Quello che poi tu chiami “decreto” è una legge in cui, per la prima volta nella sua storia, lo stato italiano riconosce le comunità linguistiche (il termine “nazionali” non sarebbe mai passato) presenti all’interno dei confini statali. È una legge piena di limiti e di difetti, ma se sapremo usarla (cosa che finora non abbiamo saputo fare) sarà un’arma importante per invertire il processo di snazionalizzazione in atto. Vorrei anche ricordarti che per arrivare a quel risultato ci sono voluti anni di lotte dentro e fuori il parlamento. Leggiti pure gli atti parlamentari e ci troverai i nomi di Lizzero, Baracetti, Schiavi Fachin, Ruffino... tutti friulani che si sono battuti anche per i diritti linguistici dei sardi. Erano forse anche loro ignoranti e razzisti come hai scritto tu?
    Forse i tuoi commenti nascono dal fatto che frequenti solo cierti ambienti, ma, per esempio, a Radio Onde Furlane (emittente di Udine che trasmette prevalentemente in friulano, nata con l’obiettivo di sostenere l’autodeterminazione della nazionalità friulana), dall’inizio dell’anno, ci sono già state quattro trasmissioni dedicate alla realtà nazionale e linguistica sarda, più uno speciale di un’ora in occasione di “Sa Die de sa Sardigna”.
    Nel tuo intervento dici anche: “I sardi, qui vengono appellati sardagnoli, forse per ignoranza, voglio pensare questo, o forse per razzismo, perché tanta gente pensa di noi che siamo terroni, ma hanno trovato un altro termine per definirci: meridionali”. Il termine popolare sardegnolo/sardagnolo non è diffuso solo in Friuli, ma anche in buona parte dell’Italia. Il termine “sardegnûl” è entrato in friulano proprio dall’italiano, e la prima attestazione scritta in cui mi sono imbattuto è del 1921, dopo la prima guerra mondiale (infatti prima della guerra di sardi se n’erano visti ben pochi da queste parti). Nonostante la diffusione popolare del termine (che però qua da noi non ha nessun intento offensivo), la commissione di normalizzazione della lingua friulana ha deciso, proprio per rispetto verso i sardi, di utilizzare come ufficiale il termine “sart” (maschile) e “sarde” (femminile). Non è poi così male per un popolo formato in maggioranza da ignoranti e da razzisti, che ne dici?
    Evidentemente tutto questo non lo sai, ma almeno ti sei mai posta il problema del perché certi friulani possono non apprezzare i “sardi”? A parte la diffidenza verso chi è diverso che è diffusa pressoché ovunque, dovresti tener presente che buona parte dei sardi che vivono da noi sono militari, carabinieri, poliziotti o uomini della GdF e non è che ciò stimoli molto la socializzazione... Aggiungici poi gli stereotipi e i luoghi comuni sui sardi che giungono dall’Italia e quelli tramandati dalla memoria popolare (la maggior parte delle centinaia e centinaia di friulani internati tra il 1915 e il 1919 perché giudicati “antiitaliani”, “austriacanti” quando non esplicitamente “propugnatori della repubblica friulana” venivano internati in Sardegna e non è che abbiano trasmesso un gran bel ricordo di quella esperienza...). Affermazioni come le tue comunque non contribuiscono a far cambiare atteggiamento a quei friulani che, sbagliando, hanno pregiudizi nei confronti dei sardi. Sul mettere sullo stesso piano sardi ed italiani del Sud, non è nemmeno questo un tratto specifico dei friulani e deriva molto spesso dalle divisioni geografiche pressapochistiche diffuse da giornali e televisioni. Se pensi che, solo per fare un esempio, nel diario di uno degli internati cui accennavo prima (stiamo parlando di 90 anni fa e di una persona che aveva ben altri problemi...) si distingue chiaramente tra Sardegna e Sud Italia, mi sembra che ancora una volta le tue dichiarazioni non siano corrette.
    Ho già scritto troppo, voglio solo aggiungere che il tuo modo di fare non cambia il mio atteggiamento di stima e simpatia per quei sardi che si battono per i loro diritti e per la loro libertà, ma mi lascia comunque un profondo senso di amarezza.
    Saludi. Mandi.
    Le risposte ai tuoi quesiti le può dare solo Angela.
    Benvenuto nel forum.
    Credo che tutto il mondo è paese, le persone incivili ci sono dappertutto.
    Sistematicamente i Sardi sono assimilati agli abitanti del sud d'Italia, questo perché c'è tanta ignoranza sulla nostra storia, con questo non voglio assolutamente offendere i meridionali. Come gli stessi Friulani non sono assimilabili ai veneti o ad altri popoli del nord d'Italia.

    Saluti
    Antonio

  3. #23
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    Un saluto a tutti voi,
    è già da un po’ che seguo – anche se in maniera discontinua – questo e altri spazi di dibattito dedicati alla Sardegna. Finora non sono mai intervenuto perché cerco di evitare di partecipare a discussioni su argomenti che non conosco bene, e purtroppo la mia conoscenza della situazione politica, sociale e linguistica in Sardegna è limitata (senza contare non conoscendo sa limba sarda, la mia comprensione si limita solitamente al senso generale degli interventi in tale lingua ed è un po’ poco per partecipare pienamente a una discussione).
    Se ho deciso di intervenire in questo forum è solo perché, come friulano, mi sono sentito chiamato direttamente in causa dall’intervento di Angela e ne sono rimasto profondamente amareggiato per il ritratto ingeneroso che viene fatto della mia gente.
    Io credo che in qualsiasi posto ci siano i razzisti, gli arroganti, gli ignoranti o le emerite teste di c.... ciò vale per il Friuli, per la Sardegna e per il resto del mondo, ma credo sia ingiusto e scorretto generalizzare ed estendere a tutti le caratteristiche o i comportamenti di qualcuno. Scusa Angela, tu stessa nel tuo intervento fai una distinzione tra statunitensi e statunitensi, ma allora perché non usi lo stesso riguardo verso i friulani? O dovrei forse pensare nemmeno tu sei immune al virus del razzismo?
    Io sono un nazionalitario friulano, credo nel diritto dei popoli all’autodeterminazione e nella solidarietà internazionale. Per questo simpatizzo e appoggio la battaglia di libertà dei sardi, al pari di quella di baschi, catalani, irlandesi, occitani, ecc. Finora mi sono sempre trovato a mio agio coi militanti di queste nazionalità (sardi compresi) perché nonostante situazioni a volte profondamente diverse, esiste una base di esperienze e idealità comuni che costituisce un punto di partenza importante per superare eventuali diffidenze o incomprensioni. Dici di essere in Friuli da due anni, ma in questo periodo hai provato ad avvicinarti all’ambiente nazionalitario friulano - è vero che oggi non abbiamo un partito di riferimento, ma ci sono altre strutture associative attive sul territorio - o a conoscere un po’ più a fondo la realtà friulana, o magari ad imparare la nostra lingua?
    Hai scritto “L’unica cosa che abbiamo in comune è quel decreto che considera le nostre lingue delle minoranze.” Non ho il tempo di approfondire l’argomento, ma prova solo a riflettere sul fatto che siamo le due nazionalità minorizzate principali all’interno dello stato italiano, che siamo le zone in cui ci sono più postazioni e servitù militari e potrei continuare con altri esempi che dimostrano quanto abbiamo in comune e quanto sarebbe importante collaborare più fattivamente tra di noi. Se ti fermi alle apparenze fai il gioco dei colonizzatori che ci voglioni divisi o, meglio ancora, in contrasto. Quello che poi tu chiami “decreto” è una legge in cui, per la prima volta nella sua storia, lo stato italiano riconosce le comunità linguistiche (il termine “nazionali” non sarebbe mai passato) presenti all’interno dei confini statali. È una legge piena di limiti e di difetti, ma se sapremo usarla (cosa che finora non abbiamo saputo fare) sarà un’arma importante per invertire il processo di snazionalizzazione in atto. Vorrei anche ricordarti che per arrivare a quel risultato ci sono voluti anni di lotte dentro e fuori il parlamento. Leggiti pure gli atti parlamentari e ci troverai i nomi di Lizzero, Baracetti, Schiavi Fachin, Ruffino... tutti friulani che si sono battuti anche per i diritti linguistici dei sardi. Erano forse anche loro ignoranti e razzisti come hai scritto tu?
    Forse i tuoi commenti nascono dal fatto che frequenti solo cierti ambienti, ma, per esempio, a Radio Onde Furlane (emittente di Udine che trasmette prevalentemente in friulano, nata con l’obiettivo di sostenere l’autodeterminazione della nazionalità friulana), dall’inizio dell’anno, ci sono già state quattro trasmissioni dedicate alla realtà nazionale e linguistica sarda, più uno speciale di un’ora in occasione di “Sa Die de sa Sardigna”.
    Nel tuo intervento dici anche: “I sardi, qui vengono appellati sardagnoli, forse per ignoranza, voglio pensare questo, o forse per razzismo, perché tanta gente pensa di noi che siamo terroni, ma hanno trovato un altro termine per definirci: meridionali”. Il termine popolare sardegnolo/sardagnolo non è diffuso solo in Friuli, ma anche in buona parte dell’Italia. Il termine “sardegnûl” è entrato in friulano proprio dall’italiano, e la prima attestazione scritta in cui mi sono imbattuto è del 1921, dopo la prima guerra mondiale (infatti prima della guerra di sardi se n’erano visti ben pochi da queste parti). Nonostante la diffusione popolare del termine (che però qua da noi non ha nessun intento offensivo), la commissione di normalizzazione della lingua friulana ha deciso, proprio per rispetto verso i sardi, di utilizzare come ufficiale il termine “sart” (maschile) e “sarde” (femminile). Non è poi così male per un popolo formato in maggioranza da ignoranti e da razzisti, che ne dici?
    Evidentemente tutto questo non lo sai, ma almeno ti sei mai posta il problema del perché certi friulani possono non apprezzare i “sardi”? A parte la diffidenza verso chi è diverso che è diffusa pressoché ovunque, dovresti tener presente che buona parte dei sardi che vivono da noi sono militari, carabinieri, poliziotti o uomini della GdF e non è che ciò stimoli molto la socializzazione... Aggiungici poi gli stereotipi e i luoghi comuni sui sardi che giungono dall’Italia e quelli tramandati dalla memoria popolare (la maggior parte delle centinaia e centinaia di friulani internati tra il 1915 e il 1919 perché giudicati “antiitaliani”, “austriacanti” quando non esplicitamente “propugnatori della repubblica friulana” venivano internati in Sardegna e non è che abbiano trasmesso un gran bel ricordo di quella esperienza...). Affermazioni come le tue comunque non contribuiscono a far cambiare atteggiamento a quei friulani che, sbagliando, hanno pregiudizi nei confronti dei sardi. Sul mettere sullo stesso piano sardi ed italiani del Sud, non è nemmeno questo un tratto specifico dei friulani e deriva molto spesso dalle divisioni geografiche pressapochistiche diffuse da giornali e televisioni. Se pensi che, solo per fare un esempio, nel diario di uno degli internati cui accennavo prima (stiamo parlando di 90 anni fa e di una persona che aveva ben altri problemi...) si distingue chiaramente tra Sardegna e Sud Italia, mi sembra che ancora una volta le tue dichiarazioni non siano corrette.
    Ho già scritto troppo, voglio solo aggiungere che il tuo modo di fare non cambia il mio atteggiamento di stima e simpatia per quei sardi che si battono per i loro diritti e per la loro libertà, ma mi lascia comunque un profondo senso di amarezza.
    Saludi. Mandi.
    Beni benniu çorut!

    Ho letto attentamente ciò che hai scritto, e mi trovo decisamente daccordo! Penso che se i Ladini sono il popolo sottoposto alla Repubblica Italiana più affine a voi Friulani, subito dopo seguono a ruota i Sardi. Anche la Lingua Friulana rispetto alla Lingua e ai dialetti italiani ha una esoticità tipica della nostra Lingua!

    Per quanto riguarda la questione "meridionali", io francamente vivo in Lombardia, e non ho mai sentito parlare dei sardi accomunandoli con gli italoromanzi del Sud. Nutro grande rispetto per quei popoli, ma le differenze storiche, geografiche, etniche, linguistiche e culturali sono talmente macroscopiche, che parlano da sole!
    Se vi riferite al fatto che spesso si parla geograficamente di "Sud e Isole", altrettanto spesso la Sardegna, che è una entità geograficamente distaccata, ma che per comodità gli italiani tendono ad accorpare a "qualcosa", viene considerata "centrale" o comunque "di mezzo", stupidamente potrei limitarmi a citare il meteo, per poi proseguire con le reti di distribuzione delle multiunazionali ecc... Se vi riferite alla "Cassa del Mezzogiorno", beh tra le provincie comprese in quell'ente c'erano provincie depresse di mezza italia centrale, infatti tralasciando l'Abruzzo che storicamente (e culturalmente) ha sempre fatto parte dell'entità politica meridionale (dlineatasi sin dal medioevo con vari nomi, tra cui Regno delle Due Sicilie), nella cassa del Mezzogiorno facevano parte anche Sardegna, un paio di provincie del Lazio e un paio delle Marche (chi darebbe ad un laziale o aun marchigiano del meridionale).

    Il termine "sardagnöl" qui in Lombardia viene usato con accezione negativa per apostrofare noi sardi, ma detto tra noi, non ho mai sentito sparare a zero sui sardi come invece capita tra italiani... A pelle penso che noi sardi siamo i "cittadini della Repubblica Italiana" più neutrali, meno "odiati", non siamo ne carne ne pesce, ma una cosa ancora diversa...




    Unu saludu mannu fintzas a Angela! T'apu jai conota in su forum Sardinnya, tengu prexei de biri ki imoi frecuentas is fora politigus puru!

    Po sa kistioni de sa Lingua, seu disgustau, no nci ndi ollu bintrai, ca a parri miu olit posta atentzioni a su ki nareus: e' cosa leja intendi nai cosa a is ki fueddant campidanesu nendi ki olint sigai su pobulu sardu, e a pustis intendi inzurtas a pitz'e kini kistionat atru dialetu ki no siat su logudoresu, poita si doi est motivu de sigamentu, custu est s'arratzismu internu!
    Sosuntù, una cosa est pentzai ki po sa Natzioni olit postu unu standard po pigai fortza e unidadi (si pentzas custu deu arrespetu su pentzamentu cosa tua, ma tengu dudas a pitz'e sa possibilidadi de du attuai imoi), ma cosa mala est ponni lacanas de puresa... ca si unu standard olit postu, a marolla at a cuntentai totus po essi acetau, ca si olis cuntentai feti una minoria, sa mayoria ki est stetia innyorada at a luttai contra... La priorità è ora gettare le basi per la nascita di una forte autocoscienza dell'essere sardi in sè, senza distinzioni dialettali, distribuire in partenza patenti razziali non può che procurare nemici, altro che unità!
    Cun amistadi.


    Saluti a tutti! / Saludus a totus!

  4. #24
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    Predefinito saludos.....

    [QUOTE]In Origine postato da Cristianu



    penso che noi sardi siamo i "cittadini della Repubblica Italiana" più neutrali, meno "odiati", non siamo ne carne ne pesce, ma una cosa ancora diversa..
    ************************
    SIAMO "SARDI"


    ... La priorità è ora gettare le basi per la nascita di una forte autocoscienza dell'essere sardi in sè, senza distinzioni dialettali, distribuire in partenza patenti razziali non può che procurare nemici, altro che unità!
    Cun amistadi.
    ************************
    LA NOSTRA UNITà DI POPOLO SARDO

    BASTA VOLERLA
    con umiltà iniziando da noi per primi
    avere forza e crederci per vederla
    alla fine realizzata.Solo uniti si può
    andar avanti.
    a si fueddai

  5. #25
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    Predefinito Re: saludos.....

    [QUOTE]In Origine postato da eleonora
    In Origine postato da Cristianu



    penso che noi sardi siamo i "cittadini della Repubblica Italiana" più neutrali, meno "odiati", non siamo ne carne ne pesce, ma una cosa ancora diversa..
    ************************
    SIAMO "SARDI"


    Eya o Lionora! Seus sardus, no spannyolus, no italianus, no francesus: sardus feti!

  6. #26
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    Predefinito

    Grazie a Antoneddu e a Cristianu per il benvenuto.
    Il mio intervento naturalmente voleva solo essere una risposta a quanto scritto da Angela, per cui spero possa essere proprio lei, quando darà nuovamente un'occhiata al forum, a rispondermi.
    Per il resto, il contributo che posso dare, se vi interessa, è spiegare come abbiamo affrontato certe problematiche qua in Friuli: per esempio sulla questione della lingua (grafia, variante standard, ecc.) ci siamo fatti una "bella" esperienza. Le ricette che funzionano in un luogo molto spesso non funzionano in un altro, ma ogni tanto servono a trovare la strada giusta.
    Saludi. Mandi.
    Cuant che la gnove gjenerazion e sarà imbevude fin a la medole di tâl spirt di indipendence e a si varà formade une salde cussience nazionâl, che finore e mancje ancje tes personis studiadis, i Furlans no formaran plui une ecezion fra ducj i popui de tiere... e la pome de libertât, completamentri madure e colarà a la plui lizere bavesele.

    Achille Tellini (1866-1938)

  7. #27
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    In Origine postato da Çorut
    Grazie a Antoneddu e a Cristianu per il benvenuto.
    Il mio intervento naturalmente voleva solo essere una risposta a quanto scritto da Angela, per cui spero possa essere proprio lei, quando darà nuovamente un'occhiata al forum, a rispondermi.
    Per il resto, il contributo che posso dare, se vi interessa, è spiegare come abbiamo affrontato certe problematiche qua in Friuli: per esempio sulla questione della lingua (grafia, variante standard, ecc.) ci siamo fatti una "bella" esperienza. Le ricette che funzionano in un luogo molto spesso non funzionano in un altro, ma ogni tanto servono a trovare la strada giusta.
    Saludi. Mandi.
    ciao, benvenuto anche da me, io sono perdu e lavoro con la e per la lingua sarda
    io (e credo proprio anche gli altri) sarei felicissimo se mi dicessi la vostra ricetta!
    ciao

  8. #28
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    Grazie Perdu,
    sono ben felice di spiegare quello che è stato fatto in Friuli, ma credo sia il caso di aprire un nuovo 3d.
    No so come vi va meglio, se aprirlo su questo forum oppure su un'altro di quelli che frequentate, essendo un "novizio" lascio a voi la decisione e rimango in attesa di vostre nuove.
    Saludi. Mandi.
    Cuant che la gnove gjenerazion e sarà imbevude fin a la medole di tâl spirt di indipendence e a si varà formade une salde cussience nazionâl, che finore e mancje ancje tes personis studiadis, i Furlans no formaran plui une ecezion fra ducj i popui de tiere... e la pome de libertât, completamentri madure e colarà a la plui lizere bavesele.

    Achille Tellini (1866-1938)

  9. #29
    Morigadori
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    In Origine postato da Çorut
    Grazie Perdu,
    sono ben felice di spiegare quello che è stato fatto in Friuli, ma credo sia il caso di aprire un nuovo 3d.
    No so come vi va meglio, se aprirlo su questo forum oppure su un'altro di quelli che frequentate, essendo un "novizio" lascio a voi la decisione e rimango in attesa di vostre nuove.
    Saludi. Mandi.
    Questo è il forum dove si tratta maggiormente di lingua Sarda.

    http://www.politicaonline.net/forum/...php?forumid=27

    Saluti
    Antoneddu

  10. #30
    Tornata!
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    In Origine postato da Çorut
    Un saluto a tutti voi,
    è già da un po’ che seguo – anche se in maniera discontinua – questo e altri spazi di dibattito dedicati alla Sardegna. Finora non sono mai intervenuto perché cerco di evitare di partecipare a discussioni su argomenti che non conosco bene, e purtroppo la mia conoscenza della situazione politica, sociale e linguistica in Sardegna è limitata (senza contare non conoscendo sa limba sarda, la mia comprensione si limita solitamente al senso generale degli interventi in tale lingua ed è un po’ poco per partecipare pienamente a una discussione).
    Se ho deciso di intervenire in questo forum è solo perché, come friulano, mi sono sentito chiamato direttamente in causa dall’intervento di Angela e ne sono rimasto profondamente amareggiato per il ritratto ingeneroso che viene fatto della mia gente.
    Io credo che in qualsiasi posto ci siano i razzisti, gli arroganti, gli ignoranti o le emerite teste di c.... ciò vale per il Friuli, per la Sardegna e per il resto del mondo, ma credo sia ingiusto e scorretto generalizzare ed estendere a tutti le caratteristiche o i comportamenti di qualcuno. Scusa Angela, tu stessa nel tuo intervento fai una distinzione tra statunitensi e statunitensi, ma allora perché non usi lo stesso riguardo verso i friulani? O dovrei forse pensare nemmeno tu sei immune al virus del razzismo?
    Io sono un nazionalitario friulano, credo nel diritto dei popoli all’autodeterminazione e nella solidarietà internazionale. Per questo simpatizzo e appoggio la battaglia di libertà dei sardi, al pari di quella di baschi, catalani, irlandesi, occitani, ecc. Finora mi sono sempre trovato a mio agio coi militanti di queste nazionalità (sardi compresi) perché nonostante situazioni a volte profondamente diverse, esiste una base di esperienze e idealità comuni che costituisce un punto di partenza importante per superare eventuali diffidenze o incomprensioni. Dici di essere in Friuli da due anni, ma in questo periodo hai provato ad avvicinarti all’ambiente nazionalitario friulano - è vero che oggi non abbiamo un partito di riferimento, ma ci sono altre strutture associative attive sul territorio - o a conoscere un po’ più a fondo la realtà friulana, o magari ad imparare la nostra lingua?
    Hai scritto “L’unica cosa che abbiamo in comune è quel decreto che considera le nostre lingue delle minoranze.” Non ho il tempo di approfondire l’argomento, ma prova solo a riflettere sul fatto che siamo le due nazionalità minorizzate principali all’interno dello stato italiano, che siamo le zone in cui ci sono più postazioni e servitù militari e potrei continuare con altri esempi che dimostrano quanto abbiamo in comune e quanto sarebbe importante collaborare più fattivamente tra di noi. Se ti fermi alle apparenze fai il gioco dei colonizzatori che ci voglioni divisi o, meglio ancora, in contrasto. Quello che poi tu chiami “decreto” è una legge in cui, per la prima volta nella sua storia, lo stato italiano riconosce le comunità linguistiche (il termine “nazionali” non sarebbe mai passato) presenti all’interno dei confini statali. È una legge piena di limiti e di difetti, ma se sapremo usarla (cosa che finora non abbiamo saputo fare) sarà un’arma importante per invertire il processo di snazionalizzazione in atto. Vorrei anche ricordarti che per arrivare a quel risultato ci sono voluti anni di lotte dentro e fuori il parlamento. Leggiti pure gli atti parlamentari e ci troverai i nomi di Lizzero, Baracetti, Schiavi Fachin, Ruffino... tutti friulani che si sono battuti anche per i diritti linguistici dei sardi. Erano forse anche loro ignoranti e razzisti come hai scritto tu?
    Forse i tuoi commenti nascono dal fatto che frequenti solo cierti ambienti, ma, per esempio, a Radio Onde Furlane (emittente di Udine che trasmette prevalentemente in friulano, nata con l’obiettivo di sostenere l’autodeterminazione della nazionalità friulana), dall’inizio dell’anno, ci sono già state quattro trasmissioni dedicate alla realtà nazionale e linguistica sarda, più uno speciale di un’ora in occasione di “Sa Die de sa Sardigna”.
    Nel tuo intervento dici anche: “I sardi, qui vengono appellati sardagnoli, forse per ignoranza, voglio pensare questo, o forse per razzismo, perché tanta gente pensa di noi che siamo terroni, ma hanno trovato un altro termine per definirci: meridionali”. Il termine popolare sardegnolo/sardagnolo non è diffuso solo in Friuli, ma anche in buona parte dell’Italia. Il termine “sardegnûl” è entrato in friulano proprio dall’italiano, e la prima attestazione scritta in cui mi sono imbattuto è del 1921, dopo la prima guerra mondiale (infatti prima della guerra di sardi se n’erano visti ben pochi da queste parti). Nonostante la diffusione popolare del termine (che però qua da noi non ha nessun intento offensivo), la commissione di normalizzazione della lingua friulana ha deciso, proprio per rispetto verso i sardi, di utilizzare come ufficiale il termine “sart” (maschile) e “sarde” (femminile). Non è poi così male per un popolo formato in maggioranza da ignoranti e da razzisti, che ne dici?
    Evidentemente tutto questo non lo sai, ma almeno ti sei mai posta il problema del perché certi friulani possono non apprezzare i “sardi”? A parte la diffidenza verso chi è diverso che è diffusa pressoché ovunque, dovresti tener presente che buona parte dei sardi che vivono da noi sono militari, carabinieri, poliziotti o uomini della GdF e non è che ciò stimoli molto la socializzazione... Aggiungici poi gli stereotipi e i luoghi comuni sui sardi che giungono dall’Italia e quelli tramandati dalla memoria popolare (la maggior parte delle centinaia e centinaia di friulani internati tra il 1915 e il 1919 perché giudicati “antiitaliani”, “austriacanti” quando non esplicitamente “propugnatori della repubblica friulana” venivano internati in Sardegna e non è che abbiano trasmesso un gran bel ricordo di quella esperienza...). Affermazioni come le tue comunque non contribuiscono a far cambiare atteggiamento a quei friulani che, sbagliando, hanno pregiudizi nei confronti dei sardi. Sul mettere sullo stesso piano sardi ed italiani del Sud, non è nemmeno questo un tratto specifico dei friulani e deriva molto spesso dalle divisioni geografiche pressapochistiche diffuse da giornali e televisioni. Se pensi che, solo per fare un esempio, nel diario di uno degli internati cui accennavo prima (stiamo parlando di 90 anni fa e di una persona che aveva ben altri problemi...) si distingue chiaramente tra Sardegna e Sud Italia, mi sembra che ancora una volta le tue dichiarazioni non siano corrette.
    Ho già scritto troppo, voglio solo aggiungere che il tuo modo di fare non cambia il mio atteggiamento di stima e simpatia per quei sardi che si battono per i loro diritti e per la loro libertà, ma mi lascia comunque un profondo senso di amarezza.
    Saludi. Mandi.

    Mandi Corut. Sono Ben felice di risponderti, e anche io con un grande senso di amarezza. Forse mi sono spiegata male, ho riletto il mio 3d. Non sono assolutamente razzista nei confronti dei friulani, anzi, come ho detto molte volte, non qui, considero la tua Terra come la mia seconda madre, visto che io sono sarda e lo sono fino nel profondo dell'animo e questo non può negarlo nessuno. In tre anni ho cercato di comprendere la vostra lingua, ma non di impararla e nemmeno di parlarla, semplicemente perchè il friulano non è l'inglese che ti metti lì con una grammatica e lo apprendi.
    Sinceramente? Non ho mai voluto provare a parlarlo, perchè (e questa è una cosa personale) detesto chi, come me si sposta in un'altra regione per lavoro e poi torna parlando una lingua "continentale". Lo trovi razzista? Io penso che chi faccia così rinneghi le proprie origini. Il friulano lo capisco benissimo, se lo parlano lentamente. Non capisco il carnico e credo che che non proverò mai a comprenderlo. E' troppo difficile.
    Ma sai che ti dico amico mio? Ho una grande amarezza nel cuore, e deriva dalla tua Terra, una Terra che non mi ha voluto più far lavorare a causa della mia provenienza e del mio accento. Dopo otto mesi di ricerca son dovuta tornare a Casa per cercare un lavoro, lasciando lì molto ma molto più di quanto chiunque possa mai immaginare. Ho avuto datori di lavoro friulani e non friulani, ma spiegami una cosa...... Come mai i datori di lavoro friulani mi trattavano senza alcun rispetto?
    Come mai invece il rispetto l'ho avuto da chi non è friulano, seppur nella tua Terra?
    Io condivido tutto ciò che hai scritto, ma in questo momento sono molto amareggiata, molto più di te, per come sono stata trattata da tante persone, e per il modo in cui son stata costretta a scappare dal Friuli. Tu non ci crederai forse ma quando ho passato il confine col Veneto ho pianto, perchè io ho amato quella Terra e quella gente molto più a volte di quanto chi ci abita riesca a fare.
    Se vuoi questo discorso lo possiamo approfondire via mail o in pvt, perchè non mi va di scrivere le mie cose private su un forum..... per quanto queste persone siano magnifiche.


    Basos a Eleonora.... e a tottu.......

 

 
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