...Oriana Fallaci
Ma quanto è fallace la Fallaci
Non ho mai condiviso le invettive della Fallaci contro il mondo arabo. Tuttavia, quando tre anni fa apparve "La rabbia e l'orgoglio", non potei fare a meno di apprezzare la sua originalità e il suo coraggio.
Nel nostro mondo culturale comandato dittatorialmente dalla sinistra, la quale ha sempre parteggiato a spada tratta per gli arabi contro gli occidentali, la Fallaci ha indubbiamente rischiato grosso operando una condanna senza riserve del mondo arabo. Il rischio è stato vantaggioso, anzi le ha procurato un successo tale da offuscare le innumerevoli pubblicazioni della sinistra sul tema.
Giù il cappello, quindi.
Quando però è apparsa di recente " La forza della ragione", è stato per me come un fulmine a ciel sereno.
Come vedere la divina Venere fra le braccia di un pompiere.
Non ho dubbi, in questi anni la Fallaci è terribilmente invecchiata. Forse la colpa di questo mio giudizio deriva dal fatto che per impazienza ho iniziato a leggere il suo libro dalla fine.
E l'epilogo ha avuto un effetto di choc. La Fallaci si presenta in esso come un'irriducibile lodatrice del passato. Che belli i tempi in cui il bottegaio doveva calcolare con la sua testa il prezzo del formaggio!
Così era costretto a sapere la matematica. Oggi invece ci pensa la bilancia elettronica.
Che belli i tempi in cui ancora non esistevano computer e si era costretti a conoscere l'ortografia! Ma soprattutto che belli i tempi in cui non si era costretti a vedere le tv americane, che pretendono di sostituirsi al cervello degli ascoltatori. Ragionamenti che non solo si possono ascoltare da una vecchietta priva di cultura, ma che fioriscono anche in bocca ai conservatori più reazionari del nostro tempo.
Superfluo mostrare la banalità di tale rimpianto e confutare l'idea che il progresso abbia intorpidito l'intelligenza.
La Fallaci denunzia un declino generale dell'intelligenza: per lei il cervello è un muscolo e la tecnologia americana l'ha atrofizzato. Non è vero: sarebbe come se l'accidentale assenza di una doccia atrofizzasse il senso dell'igiene.
Una polemica di retroguardia
Questa deriva passatista non solo denota un invecchiamento della Fallaci, ma insinua il dubbio che sin dal principio la sua linea di rigorismo mangia arabi sia stata sbagliata.
Lo confermano le pagine da lei dedicate a Fini a Gerusalemme. Al proposito si può pur capire lo sdegno della Mussolini, che è sempre stata fascista e non può perdonare a Fini la sua abiura. Ma che si scandalizzi la Fallaci, che si dichiara antifascista a ogni pie' sospinto, è illogico, come lo è la sua stessa polemica antiebraica.
Per lei dovrebbe essere vietato ogni ripensamento delle proprie idee ed esclusa ogni via di mezzo tra due fronti contrapposti. Venendo alla fattispecie, oggi i due fronti sono da un lato il terrorismo, dall'altro la civiltà americana.
È proprio sicura la Fallaci che la maggioranza delle persone che vivono nei Paesi islamici siano solidali coi terroristi e coi loro delitti?
Anzitutto sembra ignorare che il mondo arabo non è un blocco unitario, ma è composto da una ventina di nazioni molto diverse fra loro e spesso in antagonismo reciproco.
Ma soprattutto sembra ignorare che la maggioranza della popolazione araba non ama affatto le battaglie politiche, alle quali spesso attribuisce la colpa della propria miseria. In ogni caso, prima di schierarsi inesorabilmente contro il mondo arabo sarebbe doveroso cercare di conoscerlo meglio.
Invece la Fallaci si scandalizza perché nel ' 77 alla Ca' Foscari di Venezia s'aprì un primo seminario per la diffusione della lingua araba, poi seguito da parecchie altre iniziative.
Purtroppo il fallacismo è contagioso e ha contagiato anche parte del mondo politico italiano non di sinistra, che avrebbe invece dovuto operare positivamente sulla questione araba. Il sottoscritto ha visto scontrarsi le esigenze dell'università italo- araba che dirige contro l'indifferenza delle stesse autorità siciliane. Quando si tratta della facciata non esitano a offrire agli amici arabi dolcetti e cassate, che del resto derivano da loro. Ma quando si tratta di misure più sostanziali, sono par a l i z z at i . Eppure la realtà politica e culturale sarebbe abbastanza evidente.
Oggi si scontrano due civiltà, entrambe gloriose, ma che non hanno avuto il bene di conoscere l'illuminismo.
Da un lato v'è la civiltà americana, a cui l'umanità è debitrice di buona parte del progresso tecnologico.
Dall'altra v'è la civiltà araba a cui gli uomini devono, non foss'altro, la scienza dei numeri, senza di cui non vi sarebbe alcuna tecnologia.
Ma sono entrambe prive dell'insegnamento liberale che l'Europa ha ereditato dall'Illuminismo e che nutre ancora quell'umanità che è tipicamente europea.
Compito di un'Europa illuminata sarebbe far prevalere gli interessi culturali, che non mancano né in America né nell'Islam, sull'aridità e la miopia che negli Usa caratterizzano ancora il progresso tecnologico e nell'Islam l'integralismo religioso. A tale scopo il primo libro della Fallaci poteva fungere da sveglia salutare, anche se unilaterale e furibonda. Ma quando il furore invecchia rischia di diventare isterico e perdere la forza propulsiva. Allora non fa che ripetere se stesso, come ha fatto in questi giorni la Fallaci, pretendendo di intervistare se stessa a uso e consumo del successo di vendite. Gli antichi dicevano che i nomi sono conseguenza delle cose: in logica si chiama fallacia ogni errore di ragionamento per colpa di pregiudizio o di faziosità.
Auguriamoci che in futuro la Fallaci si liberi delle sue fallacie.
Armando Plebe su Libero
Illuminismo....Europa....insegnamento liberale....civiltà americana
= Cristianesimo
tutte cosette che la fallace Fallaci non vede nell'Islam.
Perchè?




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