Nel Cielo di Najaf
Ho guardato il cielo stanotte... un cielo senza stelle. Ho ascoltato il silenzio della notte, ho ascoltato ogni sua voce udibile, ho respirato la sua aria. Nella notte da lontano, lontanissimo, eppure così vicino ho udito il pianto inconsolabile di un bambino. Mi sono fatta condurre da quel pianto angoscioso man mano che mi avvicinavo a quel pianto straziante ho udito altri pianti, laceranti grida di terrore, orrore, voci di donne terrorizzate, voci di bambini non più bambini, uomini torturati da altri uomini, umiliati e struprati nella loro umanità.
Una vocina vile mi suggeriva di fermarmi, ho creduto mi scoppiasse il cuore, ma mi diceva lo stesso di andare avanti... finchè sono arrivata a quel bambino, piangeva da notti intere oramai, piangeva perchè il bum bum continuo lo terrorizzava. Ho pensato ad un altro bambino, che piangeva terrorizzato dai fuochi d'artificio, a cui dolcemente la madre diceva non aver paura, guarda che belle le luci, non fanno del male, sono luci. Ho guardato quel bambino completamente impotente, non potevo dirgli nulla, quel bum bum continua, quel bum bum non è solo luce, quel bum bum è morte e terrore. Ho cercato sua madre, non so dov'è, l'immagine di un bambino che piangeva disperato xkè non capiva come mai la madre addormentata lì vicino da giorni non si svegliasse a consolarlo, l'immagine di un bambino ferito sotto le macerie della sua casa, un bambino che guardava quell'uomo armato fare una cosa bruttissima alla sorella, con il padre che urlava legato costretto a guardare e poi scomparso chissà dove, l'immagine di un bambino nel buio della notte terrorizzato dal bum bum nonostante la presenza calda della madre a proteggerlo, dolce nella voce, terrorizzata negli occhi.
Najaf città santa, Najaf città struprata. Quanti uomini sono stati uccisi stanotte? Quante donne sono state violentate? Quante famiglie distrutte? Quanti bambini resi orfani? Quanti mutilati? i luoghi sacri saccheggiati. Per ché? Per che cosa? Per chi?
I nostri più stretti antenati lo chiamavano colonialismo, il colonialismo era colonialismo, la conquista sanguinosa di un paese ricco di petrolio è per noi "liberazione" invece... siamo moderni.
I morti, i shahid, le migliaia le centinaia di migliaia di shahid iracheni in attesa di una vita bellissima eterna certi che verrà un Giorno, in cui davanti ad un Giudice che non terrà conto di interessi economici, in cui le lobby non avranno peso, in cui l'informazione non potrà essere manipolata a beneficio di nessuno, in cui una vita non varrà più di un'altra, in cui nessuno potrà essere sacrificato per un barile di petrolio iracheno etichettato USA nessuno potrà sottrarsi al Suo Giudizio, vittima e carnefice, uno di fronte all'altro. Quanti bambini chiederanno giustizia quel Giorno accusandoci di non aver fatto niente per non farli più piangere?
Poi ci sono gli altri, quelli che non muoiono, quelli che vivranno ricordando una sorella stuprata da un soldato, ricorderrano i bombardamenti della notte, continueranno a fare pipì a letto durante i sonni di morte e orrore, quei bambini che cresceranno con le cicatrici del corpo e dell'anima di una guerra che per noi sarà probabilmente finita e ci dimenticheremo di loro, di quelli che resteranno.Perchè per quanto vogliamo negarlo è questa la guerra, una tragedia a cui i sopravvissuti non potranno mai mettere la parola fine.
è una notte di fuoco a Najaf questa notte. è una notte freddissima dentro il mio cuore. Resisti Najaf!
Vorrei dire al bambino di non piangere più, di non aver paura, ma non posso... non posso.... non posso neanche mettermi i tappi nelle orecchie o girarmi dall'altra parte.
Invece devo stare in ascolto, guardare attentamente, capire se quel bambino potrà smettere di piangere e se lo farà da vivo?
E intanto prego.
una donna irakena




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