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  1. #21
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    Incidenti stradali: due ragazze morte e 2 feriti
    (ANSA) - REGGIO EMILIA, 17 AGO - Due ragazze sono morte e altre 2 persone ferite dopo uno schianto frontale tra due auto avvenuto ieri sera a Reggio Emilia. Le vittime sono Silvia Cigarini, 18 anni, alla guida di un 'Y10', e Giulia Catellani, 17 anni. In gravi condizioni una loro amica, Sara Dallari, 21 anni. Il secondo ferito e' un tunisino di 33 anni, alla guida dell'altra auto, un'Alfa 145. La polizia municipale e' intervenuta ricostruire l'esatta dinamica dello scontro.
    <p><center>Europa Dei Popoli!
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  2. #22
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    Un tunisino armato di coltello l'ha bloccata sulla porta di casa
    Milano, sequestrata e violentata per tre ore
    La vittima è riuscita a fare il numero del 113 e a scappare. Il violentatore arrestato dalla polizia mentre l'inseguiva in strada
    MILANO - Un incubo nella città deserta a Ferragosto. Una giovane martedì sera è stata assalita da un uomo armato di coltello sulla porta di casa mentre stava rientrando verso mezzanotte nella sua abitazione in zona Ripamonti, a Milano. La vittima, sotto la minaccia del coltello, è stata costretta a salire in casa dove è stata violentata e tenuta in ostaggio dall'uomo, Jendoubi Fethi, tunisino di 34 anni, per due-tre ore. Alla fine la donna ha composto il 113, senza però riuscire a chiedere aiuto. La polizia è entrata in azione ugualmente ascoltando la conversazione di ciò che stava avvenendo a microfono aperto e rintracciando la zona di provenienza della chiamata: la ragazza era riuscita a fuggire ed è stata trovata seminuda in strada in stato di shock, inseguita dal tunisino armato di coltello in mano. L'extracomunitario è stato arrestato.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #23
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    Lampedusa, 08:47
    Immigrazione, sbarcati altri due gruppi di clandestini

    Un gruppo di settanta immigrati clandestini è sbarcato nella notte nel porto di Lampedusa. Tutti, tra cui otto minorenni, hanno dichiarato di essere palestinesi, tranne un egiziano e un iracheno. Sempre ieri, verso mezzanotte, erano arrivati altri 60 palestinesi, soccorsi al largo dell'isola.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #24
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    Allontanati gli ex imam delle due città lombarde: da anni predicavano a favore della guerra santa
    Espulso il fanatismo da Como e Varese
    Peruzzotti: le nostre denunce sono fondate. Ma le altre forze politiche dormono

    Due predicatori di odio in meno sul suolo lombardo: si tratta degli ex imam di Como e Varese, espulsi l’altro giorno dal nostro Paese con il nulla osta della Procura di Milano. I due, un tunisino e un marocchino, con le loro prediche integraliste inneggianti alla Jihad, avrebbero potuto creare problemi di ordine pubblico. Il primo sarebbe un certo Ben Snoussi Hassine - tunisino, ex referente della moschea di Como, già nei guai con la giustizia per un pestaggio a un presunto confidente della polizia. Il secondo un certo Abu Ajub, già imam della moschea di Varese, dove si sarebbe fatto notare per la veemenza dei suoi discorsi in moschea e per le sue posizioni estremistiche. «La situazione di allerta rimane piuttosto alta nel nostro Paese - ha commentato il senatore leghista Luigi Peruzzotti - Purtroppo la maggior parte delle forze politiche e delle amministrazioni locali preferisce far finta di niente, sperando che non succeda nulla di grave». Intanto non si ferma l’emergenza immigrazione. Anche ieri ennesimo avvistamento (con annesso salvataggio) di un barcone carico di clandestini al largo delle coste di Lampedusa. E mentre in un centro di accoglienza nel Leccese è scoppiata una rivolta con tafferugli contro le Forze dell’ordine e fuga di sei extracomunitari clandestini, il neo-commissario Ue alla Giustizia, libertà e sicurezza Rocco Buttiglione, ha avanzato l’ipotesi di ripensare la politica delle quote. Immediata la replica del Carroccio per voce del vice-capogruppo alla Camera Guido Rossi, secondo il quale il sistema delle quote «pur non essendo perfetto, attualmente è l’unico a poter garantire una regolamentazione dell’immigrazione». Inoltre, fa notare il parlamentare del Carroccio, «Buttiglione dovrebbe anche proporre delle alternative. Ma mi sembra che ciò non sia stato fatto».


    [Data pubblicazione: 18/08/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #25
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    Arsenale nell’auto, fermato uno slavo


    BOLOGNA - Un piccolo arsenale di armi rubate, nascoste nel bagagliaio dell’auto. Lo hanno sequestrato a Bologna i carabinieri che, durante un controllo stradale nella zona di Borgo Panigale, hanno perquisito la Fiat Tipo condotta da Enis Skrijelj, cittadino slavo di 22 anni. Il giovane, in compagnia della fidanzata, anche lei slava, ha insospettito con la sua guida i militari, che hanno deciso di fermarlo e ispezionare la vettura.
    Nel baule, nascoste nel vano per la ruota di scorta, c'erano due pistole, una Beretta calibro 22 e un revolver calibro 357 Magnum, entrambe con relativo munizionamento, e un fucile da caccia a pompa, modificato in modo artigianale. Le tre armi sono tutte risultate provento di furti, commessi tra la fine del 2003 e i primi mesi di quest’anno, in abitazioni, dove erano regolarmente detenute: le pistole rispettivamente a Bondeno (Ferrara) e a Imola (Bologna), il fucile a S.Giorgio di Piano, nel bolognese. I militari hanno poi perquisito anche l’abitazione dove il ragazzo alloggiava, in zona Barca, ma gli accertamenti hanno dato esito negativo. Per il giovane slavo, irregolare in Italia, sono scattate le manette con le accuse di porto illegale di armi da fuoco e ricettazione.
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  6. #26
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    Che belle notizie...
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  7. #27
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    LA LEGA: VIA CHI NON PAGA. DEVONO ALLA CITTA’ 77.000 EURO
    Brescia apre ai nomadi morosi e “promette” le case comunali


    SIMONE BOIOCCHI
    --------------------------------------------------------------------------------
    BRESCIA (Brèsa) - Grido d’allarme dalla città della Leonessa. Fabio Rolfi, segretario cittadino del Carroccio denuncia la gestione assistenzialista dei campi nomadi da parte dell’amministrazione comunale di Brescia che si batte allo strenuo per combattere la morosità dei propri concittadini e poi chiude occhi e orecchie quando si parla dei debiti accumulati dai tre campi nomadi della città.
    Il “solito” doppiopesismo cui purtroppo siamo abituati ma che non smette mai di stupire.
    Se, infatti, quando una famiglia in difficoltà economica tarda nel pagare una bolletta, ecco subito scattare la mora e se il ritardo continua, la sospensione della fornitura in questione. Prima che il Comune di Brescia si mettesse in moto, invece, è stato necessario che i nomadi ospitati in città arrivassero a “vantare” un debito di 77.000 euro (cifre relative alla sola fornitura elettrica di due dei tre campi cittadini) senza mai vedersi però chiudere i rubinetti.
    «È una vergogna - commenta Fabio Rolfi Segretario Cittadino dei lumbard- i nomadi, molti dei quali ospiti a spese nostre da anni, usufruiscono di strutture comunali realizzate con i soldi dei bresciani e non pagano neppure quello che consumano; 77.000 euro equivalgono a più di 40 milioni di vecchie lire, una cifra spropositata, soprattutto in un periodo in cui il Comune, a causa dei debiti compiuti in passato, si trova costretto a tagliare servizi rivolti alla comunità come ad esempio l’irrigazione di alcune aree verdi e la disinfestazione contro la zanzara tigre che è stata sospesa per mancanza di fondi».
    Numeri che fanno riflettere: leggendoli con attenzione ci si accorge che negli anni diverse famiglie hanno accumulato debiti per 4500 euro.
    Ma non è tutto qui. La Lega Nord bresciana rivela che una delibera della Giunta comunale consente ai nomadi morosi di continuare a soggiornare presso i campi di sosta purché si impegnino a concordare un piano di rientro del debito. «Siamo all’inverosimile - tuona Rolfi - mentre i bresciani devono pagare fino all’ultima lire le utenze delle proprie abitazioni entro la scadenza fissata, i nomadi sono autorizzati a non pagare e possono concordare vie preferenziali con l’amministrazione comunale. Si usano due pesi e due misure, ovviamente a favore dei nomadi, coccolati e protetti dalla giunta di centro sinistra, la quale, peraltro, sta terminando un investimento di 1.000.000 di euro finalizzato a realizzare delle case prefabbricate a favore degli stessi nomadi morosi di via Borgasatollo».
    E ancora non è tutto... Sempre la delibera della giunta comunale di Brescia consente ai nomadi che hanno concordato un piano di rientro del debito la possibilità di accedere a «soluzioni alloggiative diverse» (per esempio essere inseriti in graduatoria per l’assegnazione delle case comunali), a patto che «versino almeno il 30% di quanto dovuto».
    «In sostanza noi bresciani siamo cornuti e mazziati -riprende Rolfi - visto che i nomadi non solo campano a spese nostre, riempiendoci la città di mendicanti e lavavetri, ma possono anche accedere alle case comunali. Non dimentichiamoci che in città stiamo registrando un continuo incremento di furti evidenziato anche dalla stampa locale».
    Una decisione, quella della Giunta comunale, contro la quale il Carroccio ha formalizzato un’interrogazione a firma dell’Onorevole Alessandro Cè per chiedere il ritiro della delibera. «Ci si deve muovere in un modo diverso - spiega Rolfi -. Da una parte bisogna recuperare il dovuto, dall’altra allontanare chi non paga. Ecco perché a settembre abbiamo in programma manifestazioni per spiegare ai cittadini quello che accade all’interno dei Palazzi dell politica locale».
    «I campi nomadi - conclude il segretario cittadino della Lega Nord - devono essere chiusi perché rappresentano una zavorra per le casse del Comune e non hanno risolto il problema dell’integrazione dei nomadi, ora sempre più stanziali, i quali trasformano i campi di accoglienza in area extra lege in cui vale la loro legalità fatta di furti, sfruttamento dei minori... Questi signori devono adeguarsi alla nostra legalità, se vogliono vivere sul nostro territorio, trovandosi quindi un lavoro onesto, rispettando la legge e vivendo del proprio lavoro come fa ogni onesto cittadino bresciano».


    [Data pubblicazione: 19/08/2004]
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    Der Wehrwolf

  8. #28
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    Sequestrata e stuprata da un magrebino
    MILANO - Dopo tre ore da incubo, è riuscita ad allertare il 113 e a far arrestare il bruto

    - Per circa tre ore sequestrata in casa da un uomo armato di coltello è riuscita a comporre il numero del 113, anche se non a chiedere aiuto. Gli agenti della Squadra Volante della Questura di Milano hanno, però, localizzato la zona di provenienza della chiamata, e hanno arrestato un tunisino di 34 anni, Jendoubi Fethi.
    È accaduto la scorsa notte in via Ripamonti, dove una giovane donna che stava rincasando è stata assalita dall’immigrato che minacciandola con un coltello l’ha costretta a salire nel suo appartamento. Qui l’ha molestata sessualmente per un paio d’ore e trattenuta con la forza.
    Ad allertare le forze dell’ordine è stata la stessa donna che ha avuto la prontezza di digitare sul suo cellulare il 113 e, pur senza chiedere aiuto, ha messo la polizia sulle sue tracce.
    L’operatore delle forze dell’ordine ha ricevuto la telefonata alle 00.16. Dall’altra parte della cornetta uno strano trambusto, e la parola “coltello” ripetuta più volte. A quel punto l’agente in servizio al 113 non ha avuto esitazioni: ha bloccato la telefonata e, con il supporto della società di telefonia mobile, è riuscito a risalire alla cella e a localizzare il luogo dal quale era provenuta la strana chiamata, inviando poi delle volanti sul posto.
    La donna, sentito l’arrivo delle auto, si è precipitata fuori, seminuda, nel disperato tentativo di trovare soccorso. Jendoubi Fethi non è riuscito a bloccarla è a quel punto ha deciso di barricarsi nell’appartamento della giovane vittima.
    Gli uomini della volante hanno fatto irruzione, ma l’aggressore ha opposto resistenza. Nella collutazione, ha ferito a una spalla un poliziotto e, riuscendo ad avere la meglio, è fuggito. Ma la sua fuga non è durata a lungo. È stato immediatamente bloccato in via Ripamonti e adesso è in stato di fermo con l’accusa di violenza sessuale e sequestro di persona.
    Jendoubi Fethi abitava nello stesso isolato della vittima ed è sposato con un’italiana.
    [SIZE=3]Il giovane risiede regolarmente nel nostro Paese e ha precedenti penali per droga.[/SIZE=3]

    La vittima è stata minacciata sotto casa con un coltello dall’immigrato, che abita nello stesso palazzo ed è sposato con un’italiana


    [Data pubblicazione: 19/08/2004]


    Quindi è un immigrato regolare. ..MA SUPERIAMO QUESTA STUPIDA DISTINZIONE TRA REGOLARI ED IRREGOLARI!! SONO TUTTI ALLOGENI!! NEMICI DEI NOSTRI POPOLI E DELLA NOSTRA TERRA DA SCACCIARE !!!
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  9. #29
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    Truffava anziani, zingaro in cella
    ASTI - Aveva portato a segno diversi “colpi” fingendosi un agente

    TORINO - Uno dei truffatori che negli ultimi mesi hanno imperversato ad Asti, facendo truffe agli anziani è stato catturato dai carabinieri. In manette è finito un nomade, Emiliano Diglaudi, 33 anni, residente a Nichelino (Torino). È pregiudicato con precedenti sempre per furto. I carabinieri lo hanno sorpreso mentre tentava di portare a termine l’ennesimo raggiro. Per ora hanno accertato che Diglaudi ha derubato altre tre persone sempre ad Asti, due anziani e un invalido.
    Utilizzava una tecnica particolare: vestito con pantaloni scuri, camicia azzurra, cinturone e radio ricetrasmittente si qualificava come agente di polizia. Martedì ha avvicinato davanti casa, nella zona nord della città, una donna di 80 anni e, fingendo di parlare via radio con la centrale operativa della Questura, le ha detto: «Siamo stati informati che lei ha subito un furto nella sua abitazione, sono venuto per controllare che cosa è successo». È salito in casa, si è impossessato del portafogli dell’anziana ed è fuggito in strada. Ma una pattuglia di carabinieri in borghese che da qualche tempo era sulle sue tracce lo ha scorto ed ha avvertito la centrale. Un’ autoradio è stata inviata in zona. C’è stato un breve inseguimento. Il nomade ha cercato di liberarsi del portafogli ma è stato bloccato.


    [Data pubblicazione: 19/08/2004]
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  10. #30
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    Genova, assalita e picchiata ma l’aggressore è in libertà


    GENOVA - Prima ha tentato di violentarla, poi l’ha minacciata e infine l’ha picchiata selvaggiamente a calci e pugni, mandandola all’ospedale. Rintracciato dalla polizia, è stato denunciato per violenza sessuale. I fatti risalgono al 12 agosto, e si sono svolti nel quartiere di Prà. Una donna di 52 anni, che stava rientrando a casa dopo il lavoro, è stata avvicinata da un ragazzo che le ha chiesto qualche spicciolo. Lei ha rifiutato ed è entrata nel portone, ma è stata seguita dall’uomo che l’ha spinta poi in un angolo e ha cercato di usarle violenza. La donna ha reagito, e il giovane ha rinunciato ed è scappato. Dopo qualche giorno, grazie ad un sovrintendente di polizia che l’ha convinta, la donna ha sporto querela e ha dato una descrizione dell’aggressore. Poi è tornata a casa e ha cominciato a ricevere telefonate minacciose dall’uomo che l’ aveva aggredita. Il giorno dopo Ferragosto, la donna stava rientrando a casa dopo aver gettato la spazzatura quando è stata nuovamente assalita dallo stesso uomo che l’ha ripetutamente colpita a calci e pugni, provocandole lesioni guaribili in una decina di giorni. In stato di choc la donna ha telefonato subito al 113 e la polizia è riuscita ad individuare e bloccare il malvivente. L’arresto non è scattato perché è passata la flagranza di reato e perché secondo il magistrato di turno non c’è pericolo di fuga. L’uomo, che ha 38 anni, denunciato per aggressione e tentata violenza sessuale, è in stato di libertà.


    [Data pubblicazione: 19/08/2004]
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