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Discussione: Tema : esiste Satana ?

  1. #11
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    Se vuoi parlare di me apri un post OT, ma non credo sia gradito alla moderazione, quindi evita e vedi di rimanere in tema

  2. #12
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    Originally posted by fuego
    Insomma ti rifugi nel concetto: Abbiamo ragione noi e non si discute.
    Se vuoi prendila così
    Comunque ti ho già risposto altrove. Ti prego di fermarti, in ogni caso, al tema del thread. Grazie.

  3. #13
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    Originally posted by fuego
    Tornando al tema del thread.
    Chi è Satana? Una persona, una forza o cosa altro?
    E quali sono i segni della sua manifestazione?
    Come si riconosce?
    Satana ed i suoi demoni erano angeli creati da Dio, ma che poi gli si sono ribellati per la loro superbia.
    Satana ed i suoi demoni sono essere spirituali personali, non sono simbolici o manifestazioni del male. No. Sono esseri reali, perturbanti e tentatori.
    Diceva Paolo VI all'udienza generale del 15.11.1972:

    ... Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente; ovvero chi ne fa un principio a sé stante, non avente essa pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni.
    Il problema del male, visto nella sua complessità, e nella sua assurdità rispetto alla nostra unilaterale razionalità, diventa ossessionante. Esso costituisce la più forte difficoltà per la nostra intelligenza religiosa del cosmo. Non per nulla ne soffrì per anni S. Agostino: Quaerebam unde malum, et non erat exitus, io cercavo donde provenisse il male, e non trovavo spiegazione (S. Aug. Confess. VII, 5, 7, 11, etc.; PL, 32, 736, 739).
    Ed ecco allora l’importanza che assume l’avvertenza del male per la nostra corretta concezione cristiana del mondo, della vita, della salvezza. Prima nello svolgimento della storia evangelica al principio della sua vita pubblica: chi non ricorda la pagina densissima di significati della triplice tentazione di Cristo? Poi nei tanti episodi evangelici, nei quali il Demonio incrocia i passi del Signore e figura nei suoi insegnamenti? (P. es. Matth. 12, 43) E come non ricordare che Cristo, tre volte riferendosi al Demonio, come a suo avversario, lo qualifica «principe di questo mondo»? (Io. 12, 31; 14, 30; 16, 11) E l’incombenza di questa nefasta presenza è segnalata in moltissimi passi del nuovo Testamento. S. Paolo lo chiama il «dio di questo mondo» (2 Cor. 4, 4), e ci mette sull’avviso sopra la lotta al buio, che noi cristiani dobbiamo sostenere non con un solo Demonio, ma con una sua paurosa pluralità: «Rivestitevi, dice l’Apostolo, dell’armatura di Dio per poter affrontare le insidie del diavolo, poiché la nostra lotta non è (soltanto) col sangue e con la carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori delle tenebre, contro gli spiriti maligni dell’aria» (Eph. 6, 11-12). E che si tratti non d’un solo Demonio, ma di molti, diversi passi evangelici ce lo indicano (Luc. 11, 21; Marc. 5, 9); ma uno è principale: Satana, che vuol dire l’avversario, il nemico; e con lui molti, tutti creature di Dio, ma decadute, perché ribelli e dannate (Cfr. DENZ.-SCH. 800-428); tutte un mondo misterioso, sconvolto da un dramma infelicissimo, di cui conosciamo ben poco.Conosciamo tuttavia molte cose di questo mondo diabolico, che riguardano la nostra vita e tutta la storia umana. Il Demonio è all’origine della prima disgrazia dell’umanità; egli fu il tentatore subdolo e fatale del primo peccato, il peccato originale (Gen. 3; Sap. 1, 24). Da quella caduta di Adamo il Demonio acquistò un certo impero su l’uomo, da cui solo la Redenzione di Cristo ci può liberare. È storia che dura tuttora: ricordiamo gli esorcismi del battesimo ed i frequenti riferimenti della sacra Scrittura e della liturgia all’aggressiva e alla opprimente «potestà delle tenebre» (Cfr. Luc. 22, 53; Col. 1, 13). È il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo così che questo Essere oscuro e conturbante esiste davvero, e che con proditoria astuzia agisce ancora; è il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana. Da ricordare la rivelatrice parabola evangelica del buon grano e della zizzania, sintesi e spiegazione dell’illogicità che sembra presiedere alle nostre contrastanti vicende: inimicus homo hoc fecit (Matth. 13, 28). È «l’omicida fin d a principio ... e padre della menzogna», come lo definisce Cristo (Cfr. Io. 8, 44-45); è l’insidiatore sofistico dell’equilibrio morale dell’uomo. È lui il perfido ed astuto incantatore, che in noi sa insinuarsi, per via dei sensi, della fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica, o di disordinati contatti sociali nel gioco del nostro operare, per introdurvi deviazioni, altrettanto nocive quanto all’apparenza conformi alle nostre strutture fisiche o psichiche, o alle nostre istintive, profonde aspirazioni.
    Sarebbe questo sul Demonio e sull’influsso, ch’egli può esercitare sulle singole persone, come su comunità, su intere società, o su avvenimenti, un capitolo molto importante della dottrina cattolica da ristudiare, mentre oggi poco lo è. Si pensa da alcuni di trovare negli studi psicanalitici e psichiatrici o in esperienze spiritiche, oggi purtroppo tanto diffuse in alcuni Paesi, un sufficiente compenso. Si teme di ricadere in vecchie teorie manichee, o in paurose divagazioni fantastiche e superstiziose. Oggi si preferisce mostrarsi forti e spregiudicati, atteggiarsi a positivisti, salvo poi prestar fede a tante gratuite ubbie magiche o popolari, o peggio aprire la propria anima - la propria anima battezzata, visitata tante volte dalla presenza eucaristica e abitata dallo Spirito Santo! - alle esperienze licenziose dei sensi, a quelle deleterie degli stupefacenti, come pure alle seduzioni ideologiche degli errori di moda, fessure queste attraverso le quali il Maligno può facilmente penetrare ed alterare l’umana mentalità. Non è detto che ogni peccato sia direttamente dovuto ad azione diabolica (Cfr. S. TH. 1, 104, 3); ma è pur vero che chi non vigila con certo rigore morale sopra se stesso (Cfr. Matth. 12, 45; Eph. 6, 11) si espone all’influsso del mysterium iniquitatis, a cui San Paolo si riferisce (2 Thess. 2 , 3-12), e che rende problematica l’alternativa della nostra salvezza.
    La nostra dottrina si fa incerta, oscurata com’è dalle tenebre stesse che circondano il Demonio. Ma la nostra curiosità, eccitata dalla certezza della sua esistenza molteplice, diventa legittima con due domande. Vi sono segni, e quali, della presenza dell’azione diabolica? e quali sono i mezzi di difesa contro così insidioso pericolo?
    La risposta alla prima domanda impone molta cautela, anche se i segni del Maligno sembrano talora farsi evidenti (Cfr. TERTULL. Apol. 23). Potremo supporre la sua sinistra azione là dove la negazione di Dio si fa radicale, sottile ed assurda, dove la menzogna si afferma ipocrita e potente, contro la verità evidente, dove l’amore è spento da un egoismo freddo e crudele, dove il nome di Cristo è impugnato con odio cosciente e ribelle (Cfr. 1 Cor. 16, 22; 12, 3), dove lo spirito del Vangelo è mistificato e smentito, dove la disperazione si afferma come l’ultima parola, ecc. Ma è diagnosi troppo ampia e difficile, che noi non osiamo ora approfondire e autenticare, non però priva per tutti di drammatico interesse, a cui anche la letteratura moderna ha dedicato pagine famose (Cfr. ad es. le opere di Bernanos, studiate da CH. MOELLER, Littér. du XXe siècle, I, p. 397 ss.; P. MACCHI, Il volto del male in Bernanos; cfr. poi Satan, Etudes Carmélitaines, Desclée de Br. 1948). Il problema del male rimane uno dei più grandi e permanenti problemi per lo spirito umano, anche dopo la vittoriosa risposta che vi dà Gesù Cristo. «Noi sappiamo, scrive l’Evangelista S. Giovanni, che siamo (nati) da Dio, e che tutto il mondo è posto sotto il maligno» (1 Io. 5, 19).
    All’altra domanda: quale difesa, quale rimedio opporre alla azione del Demonio? la risposta è più facile a formularsi, anche se rimane difficile ad attuarsi. Potremmo dire: tutto ciò che ci difende dal peccato ci ripara per ciò stesso dall’invisibile nemico. La grazia è la difesa decisiva. L’innocenza assume un aspetto di fortezza. E poi ciascuno ricorda quanto la pedagogia apostolica abbia simboleggiato nell’armatura d’un soldato le virtù che possono rendere invulnerabile il cristiano (Cfr. Rom. 13, 1 2 ; Eph. 6, 11, 14, 17; 1 Thess. 5; 8). Il cristiano dev’essere militante; dev’essere vigilante e forte (1 Petr. 5, 8); e deve talvolta ricorrere a qualche esercizio ascetico speciale per allontanare certe incursioni diaboliche; Gesù lo insegna indicando il rimedio «nella preghiera e nel digiuno» (Marc. 9, 29). E l’Apostolo suggerisce la linea maestra da tenere: «Non lasciarti vincere dal male, ma vinci nel bene il male» (Rom. 12, 21; Matth. 13, 29).

  4. #14
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    Originally posted by fuego
    Insomma per Paolo VI non ci sono segni della presenza di Satana?
    Come non ci sono segni di Satana? Ma come leggi? Da dove lo desumi?

  5. #15
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    Originally posted by fuego
    A parte questi casi macrosopici non mi sembra facile individuare il demonio.
    No?:

    La risposta alla prima domanda impone molta cautela, anche se i segni del Maligno sembrano talora farsi evidenti (Cfr. TERTULL. Apol. 23). Potremo supporre la sua sinistra azione là dove la negazione di Dio si fa radicale, sottile ed assurda, dove la menzogna si afferma ipocrita e potente, contro la verità evidente, dove l’amore è spento da un egoismo freddo e crudele, dove il nome di Cristo è impugnato con odio cosciente e ribelle (Cfr. 1 Cor. 16, 22; 12, 3), dove lo spirito del Vangelo è mistificato e smentito, dove la disperazione si afferma come l’ultima parola, ecc.
    Guarda il fatto che il demonio si nasconda non vedo cosa essere rilevante. A noi basta che esista. Del resto, questa è la logica anche umana: il reo cerca di non venire allo scoperto. Cerca di nascondersi. Ma poi il suo crimine viene fuori. Ma il fatto che si nasconda non vuol dire che non esista il reo, il responsabile del misfatto.
    Comunque il Demonio si nasconde in tutte quelle circostanze nelle quali emerga l'avversione a Dio ed alla Chiesa che è Cristo che cammina nella storia (Cristo è presente nella storia e cammina con essa), specialmente laddove la Chiesa è osteggiata, offesa e perseguitata.

  6. #16
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    Predefinito Amorth

    Su questo tema è da leggere il libro di
    P. Gabriele Amorth, Un esorcista racconta, EDB, Bologna, 2003.
    Una grande testimonianza sull'esistenza dell'odio di Satana e dell'amore di Cristo.

    Rimando anche a un'altra discussione sul Forum CR
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=148681
    Gilbert

  7. #17
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    Predefinito Re: Tema : esiste Satana ?

    Originally posted by
    Sarebbe interessante conoscere i Vostri pareri qualunque essi sìano.
    Non basta comunque dire SI oppure NO ma bisogna anche argomentarlo esaurientemente con dimostrazioni pratiche e non spirituali.
    Si intende Satana in senso generico e non specifico. Ogni religione ha un Satana, persona cattiva e maligna in contrasto con un Dio positivo che desidera solo il bene dell'umanità.
    Portare valide argomentazioni dell'esistenza così come anche della non esistenza.
    Non supporre questo o quello ma "dimostrare" senza citare il contenuto dei libri religiosi.
    come ti è stato detto, il parere dei cattolici è imprescindibile dalla Rivelazione, cioè dalla modalità con cui Dio è entrato in rapporto con noi nella storia, nel passato, ma anche nel presente.
    io credo al Padre, perchè ho creduto e credo nel Figlio, che ho incontrato nella mia vita. quindi se vogliamo è "pratica" la cosa.

    non capisco la contraddizioni tra cose pratiche e cose spirituali, cio' che è spirituale non è fumo...è reale.
    altrimenti sarebbe fumo anche Satana stesso.
    anche perchè l'azione del male personificato da Satana, benchè possa in rari casi, manifestarsi in fenomeni "fisici", è al 99% spirituale, il concetto stesso di "male", riguarda una cosa spirituale.

    un fenomeno fisico non è malvagio, un albero che crolla su una palazzina non è la manifestazione del male, lo è l'intenzione malvagia di un uomo che lo taglia di proposito.
    il male è l'azione che corrompe lo "spirito" di quest'uomo, non ciò che corrompe "fisicamente" la struttura dell'albero.


    premesse queste cose, provo a risponderti.
    un uomo può accorgersi a livello intuitivo dell'esistenza di un male, guardando se stesso e guardando la storia.
    tante ideologie antiche e moderne, falliscono miseramente perchè rinunciano a osservare l'esperienza, censurando il fatto che l'uomo non è affatto buono di natura.

    si identifica il male come un qualcosa, generato da un soppruso..una reazione insomma, non qualcosa che esisterebbe di suo.
    ma questa è cattiva osservazione.
    in questo senso non servono le scritture, basta guardare e riflettere sul proprio peccato, sulla nostra incapacità di essere giusti anche con le persone che amiamo, per intuire che c'è una guerra nel nostro spirito tra due principi attivi (non sto comunque affermando il manicheismo ovviamente).

    ma dicendo ciò, è comunque innegabile che benchè basti osservare l'esperienza, la consapevolezza certa e il nome di questo male, deriva nuovamente dalla Rivelazione.
    cioè è alla luce di quella, che io vedo nel "pratico" dell'esperienza, l'azione di Satana.
    è alla luce di quella che io vedendo le "cadute" del mio spirito, esattamente come descritte nella Rivelazione che finalmente do un nome, a qualcosa che certamente vedevo, ma che solo vagamente potevo definire.

    -------------------------------
    ps
    ma perchè ci sono reply a post inesistenti?

  8. #18
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    Perchè gli originali sono di utenti che hanno chiesto la cancellazione.

 

 
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