Se questo deve essere il risultato di un divertimento, se questo deve essere l'ennesima vittima in pochissimi anni di un gioco antico ma non piu' attuale, se questo deve essere il prezzo da pagare per mantenere in vita una tradizione che non esiste piu', io non ci sto, io non ci sto piu'.
Da bambino una volta mio padre mi ha portato a vedere il Palio di Siena, un evento, un insieme di eccitazione, grandezza, carica elettrica che mi percorreva tutto e perche' un bambino e perche' guardavo con i miei occhi cio' di cui avevo sentito parlare a scuola, tra gli amici, sui libri.
Ieri guardando quel cavallo morente mi sono tornate in mente le parole di mio padre "questo per siena non è un gioco, è siena stessa". Forse erano parole giuste, adatte al momento, ma io inizio a dubitare di questa rappresentazione che vuole partecipe tutta la citta' di Siena.
Il cavallo nei secoli è passato da aiuto per lavori pesanti a mezzo di trasporto a mezzo di sostentamento per popoli affamati sino ad oggi dove l'abbiamo scoperto fondamentale nell'aiutare il recupero di handicap per bambini comunque lesi.
Mi chiedo se di fronte alla gioia della contrada che ieri ha vinto qualcuno si sia soffermato a riflettere. Credo che il Palio di Siena e la citta' tutta debba ripensare a come mantenere in vita questa sua tradizione.
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