Fonte: GiornAL
Disobbedienti alessandrini, impuniti od impunibili?
"Siamo tranquilli, il nostro avvocato ci ha detto di non preoccuparci. Manco avessimo fatto chissà che cosa, poi...". I Disobbedienti alessandrini denunciati per i vari atti di "disobbedienza civile e pacifica" non sono spaventati più di tanto delle varie denunce pendenti, conseguenza delle manifestazioni di protesta degli ultimi tempi.
Da un paio d’anni a questa parte i ragazzi della rete No-Global hanno bloccato un distributore Esso, "disturbato" la filiale della toro Assicurazioni di Piazza della Libertà ad Alessandria, litigato con giovani di parte politica diametralmente opposta, bloccato le casse del supermercato UNES. Tutte esternazioni dettate dalla voglia di esprimere il dissenso per le guerre ingiuste e politiche economiche-sociali sbagliate.
Ma gli atti più eclatanti sono sicuramente la contro-manifestazione del 2 giugno e le mani rosse di vernice contro la Banca San Paolo di Corso Roma, sempre ad Alessandria.
Capitolo denunce. Sarà che i Disobbedienti alessandrini possono contare sugli avvocati migliori in questo campo - quelli che seguono i processi del G8 di Genova contro i "colleghi" manifestanti - o sarà per le solite lungaggini della macchina della giustizia in Italia, ma ad oggi nessun Disobbediente alessandrino è mai stato in un Tribunale a discutere di quanto fatto, nonostante siano stati aperti fascicoli su di loro e siano state depositate denunce, anche personali, per i fatti descritti.
"Forse la Digos ha capito che la repressione scatena una reazione, che scatena repressione e così via", commentano i Disobbedienti. "In base ai rapporti della Questura veniamo denunciati o meno".
Infatti sembra che siano poche, rispetto alle azioni pubbliche fatte, denunce ed avvisi di garanzia spiccati nei confronti degli ormai noti personaggi che gravitano attorno al mondo della disobbedienza civile. E pare che, grazie alla mediazione tra Questore - per nulla intenzionato ad instaurare un regime di polizia ad Alessandria - partiti politici vicini ai ragazzi, ed altre parti in causa, non siano partite le denunce tanto minacciate per le offese del 2 giugno.
Ma l’ultima del San Paolo, quando una ventina di Disobbedienti "timbrò" porte e muri della filiale con mani sporche di vernice rossa (sangue), per punire simbolicamente l’istituto di credito per la sua partecipazione indiretta alla guerra in Iraq, forse non passerà inosservata, come pure le manifestazioni future. Fose, perché visti i tempi della giustizia, se ne parlerà tra due anni.
Come tutti sanno ad Alessandria l'avvocato dei Disobbedineti è pagato da Rifondazione Comunista, avvocato che li scorta sempre durante le loro bravate.




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solo loro ?!?
