Alitalia crolla in Borsa, lo scatto di Cimoli
L’amministratore delegato agli assistenti di volo: il contratto va azzerato, applicare il modello delle low cost
ROMA - Corsa contro il tempo per salvare l’Alitalia. Ma il mercato è pessimista. Ieri i vertici della compagnia aerea hanno cominciato la trattativa con gli assistenti di volo (nuovo incontro lunedì 30), la prima categoria alla quale l’amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, ha presentato il conto: l’azzeramento di tutti i benefici contrattuali accumulati in decenni di storia e un nuovo modello all’insegna dei sacrifici. Negative le prime reazioni del sindacato. Secondo la Fit-Cisl, tra hostess e steward, ci sono i primi 800 esuberi (su un totale di 4.500 assistenti), secondo lo schema illustrato da Cimoli. Oggi toccherà al settore della manutenzione, domani al personale di terra, venerdì ai piloti e lunedì prossimo ai dipendenti dell’information. Sempre lunedì si riunirà il consiglio di amministrazione per esaminare, tra l’altro, lo stato della trattativa. Ma intanto ieri il titolo Alitalia è crollato in Borsa, arrivando a perdere quasi il 7% e chiudendo la seduta con un calo del 5,15% e scambi per l’1,2% del capitale. Ai sindacati degli assistenti di volo Cimoli ha chiesto di ridurre gli equipaggi da 4 a 2-3 persone, secondo la lunghezza delle tratte, di tagliare le ferie, le diarie e di adeguarsi al modello low cost. Un anno fa la sola richiesta dell’ex amministratore delegato, Francesco Mengozzi, di utilizzare meno hostess e steward provocò la paralisi dei voli, con gli assistenti di volo che, in massa, si misero in malattia. Oggi la situazione è cambiata e anche tra i lavoratori e nel sindacato c’è la consapevolezza che si è arrivati all’ultima spiaggia. Ma, alla fine, lo scoglio più pericoloso sarà sempre lo stesso: gli esuberi. E qui che la nave della trattativa potrebbe incagliarsi e naufragare.
Finora il vertice dell’Alitalia non ha scoperto le carte e preferisce parlare di personale da «esternalizzare». Ma è anche vero che Cimoli ha presentato come best practice , cioè come esempio da seguire quello dell’Air Lingus, che ha ridotto del 33% il personale, che per l’Alitalia, al netto degli esodi naturali e dei pensionamenti, potrebbe voler dire qualcosa come 6 mila dipendenti da tagliare. Al ministero del Lavoro, già ai tempi di Mengozzi, si erano esaminate le soluzioni da mettere in campo in termini di ammortizzatori sociali. Si tratterebbe in pratica di estendere anche all’Alitalia, che non ce l’ha, la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione. Ovviamente il decreto arriverà, anche in questo caso, se ci sarà accordo con i sindacati. L’intesa, nei piani di Cimoli, dovrebbe consentire risparmi sul costo del lavoro pari a 310 milioni di euro da qui al 2008. Di questi, 230 milioni di euro dovranno venire dai nuovi contratti, che per i lavoratori saranno quindi al ribasso.
Basta vedere il nuovo contratto proposto ieri dall’azienda per quanto riguarda gli assistenti di volo. Si tratta di una totale riscrittura. Si riparte da zero all’insegna dei risparmi su tutte le voci possibili e immaginabili. Compreso il riposo aggiuntivo (regolarmente retribuito) per le indisposizioni da ciclo mestruale delle hostess. La compagnia ha chiesto ai sindacati di cancellarlo nel quadro di un nuovo regime delle assenze per malattia. Non solo. Sulle tratte aggredite dalle compagnie low cost, Alitalia si adeguerà tagliando i servizi a bordo (un solo assistente) per poter così abbassare le tariffe. Inoltre, secondo la proposta dei vertici aziendali, i tempi di trasferimento degli assistenti di volo su un altro scalo non verrebbero più calcolati come orario di servizio. Sacrifici richiesti anche sulle diarie e sulle ferie. Infine, ci sarebbe un bilanciamento delle basi di volo tra Roma e Milano, col conseguente trasferimento di molti dipendenti verso il capoluogo lombardo. «La proposta di Cimoli ci lascia attoniti», ha detto Massimo Muccioli, presidente dell’Anpav. «Il nostro è un giudizio totalmente negativo. Manca un progetto, così non si va da nessuna parte», ha aggiunto Mauro Rossi della Filt-Cgil.
Enr. Ma




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