Alitalia tocca i minimi in Borsa
Siniscalco, ultimatum ai sindacati
ROMA - "Il tempo sta per scadere". E' il messaggio che il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, lancia ai sindacati sulla vicenda Alitalia. Dalle colonne del Financial Times il ministro minaccia di non approvare il "prestito ponte" da 400 milioni per la compagnia aerea, a meno che i sindacati non diano il via libera al piano di ristrutturazione approntato dall'amministratore delegato Giancarlo Cimoli. Tutto ciò mentre il titolo Alitalia ha toccato questa mattina il minimo storico in Borsa, a quota 0,197 euro.
Siniscalco "ha avvertito i sindacati che il tempo è scaduto per salvare Alitalia, e che secondo quanto ha dichiarato il management resterà senza liquidità in 20 o 30 giorni". E intervenendo al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, un altro ministro, quello per il Infrastrutture Pietro Lunardi, ha rincarato la dose: "Il governo ha fatto tutto quello che poteva fare. Ora la palla è ai sindacati: se loro non collaborano con il governo, 22 mila persone vanno sul marciapiede"
Più sfumata la posizione di Mario Tassone, sottosegretario ai Trasporti: "Non è il momento degli ultimatum, c'è bisogno di un ragionamento serio, corale", dice Tassone, che invita le parti "a ragionare e ad evitare che ci sia un interlocutore più responsabile degli altri".
Le parole di Tassone trovano eco in Claudio Genovesi, segretario nazionale della Fit-Cisl, che invoca "un'azione corale straordinaria". "Occorre un tavolo operativo a cui far partecipare, da protagonisti, i gestori aeroportuali, i vettori aerei nazionali e l'assistenza al volo (Enav), con la regia dell'Enac e del ministero dei Trasporti", afferma Genovese. "In assenza di iniziative concrete a rischio è l'intero trasporto aereo, e non è consentito ad alcuno tacitare la propria coscienza istituzionale affermando che ha fatto la propria parte".
Uno dei nodi dolenti è quello dei tagli al personale, che potrebbero toccare quota 6 mila su un organico complessivo di 22 mila unità. "Accetteremo anche migliaia di tagli, posto che non si tratti di licenziamenti. La strada è quella delle esternalizzazioni", ha dichiarato in proposito Roberto Scotti, segretario confederale della Filt-Cgil, in un'intervista al quotidiano online Affari Italiani. E a proposito dell'ultimatum di Siniscalco, Scotti dice: "La sua era una posizione già nota. Comunque le carte verranno scoperte ai primi di settembre. Capisco che il tempo non c'è e che i mercati hanno bisogno di segnali, ma serve un progetto complessivo, altrimenti si perde tutti".
(25 agosto 2004)




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