....il federalismo?

Una delle accuse più frequentemente rivolte alla classe politica italiana riguarda la disinvoltura con cui vengono abbracciate o abbandonate scelte istituzionali, che dovrebbero discendere da principi fondamentali, in base alle convenienze o alle alleanze.
Se si guarda aldilà dei confini, però, lo spettacolo non cambia, anzi.
In Spagna ormai da un ventennio si assiste alla ripetizione di uno scenario in cui il partito di governo, quando ha la maggioranza assoluta, punta a ridurre il peso delle autonomie (che in qualche caso, come in Catalogna, Galizia e Paesi Baschi confinano con l’autogoverno), quando invece ha bisogno dell’apporto parlamentare dei partiti regionali, accetta una concezione assai spinta del federalismo asimmetrico.
Ora in questa condizione si trovano i socialisti, che quindi propugnano tesi superfederaliste, compreso il diritto di veto delle autonomie sulle leggi dello Stato, che superano ogni intenzione, per esempio, della Lega Nord.
Quando invece aveva la maggioranza assoluta, Felipe Gonzales era di manica assai più stretta, come d’altronde José Maria Aznar, che invece durante il suo primo governo senza maggioranza autonoma, aveva concesso molto alle richieste catalane.
Se dalla Spagna ci si sposta in Francia si assiste alla riesumazione di un antico dibattito istituzionale che ha visto François Mitterrand nella curiosa condizione di antagonista di se stesso. Dopo aver scritto un libro di feroce critica alle istituzioni gaulliste della V Repubblica, definite nel titolo “un colpo di Stato permanente”, quando divenne a sua volta presidente, il leader socialista si guardò bene dal ridurre quel potere presidenziale che aveva denunciato come una dittatura legalizzata.
Ora i socialisti francesi riaprono quel conflitto istituzionale, e ognuno può citare il “suo” Mitterrand.
Persino in Germania si ricomincia a discutere di federalismo, chissà perché proprio da quando alla Camera dei Länder c’è una maggioranza diversa da quella del Bundestag.
Insomma, i principi non si discutono, si cambiano.

Ferrara su il Foglio del 25 agosto

saluti