IRAQ LIBERO ? COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO
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Trasmettiamo una breve nota dei Comitati Iraq Libero sui fatti di oggi ed una dichiarazione di Awni al-Kalemji, portavoce internazionale dell'Alleanza Patriottica Irachena, sulla vicenda del giornalista Enzo Baldoni

GLI STRAGISTI USA E L'IPOCRITA FRATTINI

Nella giornata di oggi le truppe americane si sono rese responsabili dell'ennesimo massacro in Iraq.
Questa volta le vittime sono state persone inermi riunite nella moschea di Kufa e manifestanti in procinto di entrare a Najaf. Bilancio: oltre 100 morti e più di 350 feriti.
Davanti alla mostruosità di quanto sta accadendo, il ministro Frattini ha vinto l'oscar dell'ipocrisia dichiarando che "l'Italia rimarrà in Iraq fino a quando il governo Allawi non chiederà alle truppe italiane di ritirarsi".
Dobbiamo ancora ricordare a qualcuno che quello di Allawi non è un governo scelto dal popolo iracheno, bensì un esecutivo fantoccio direttamente nominato a giugno dal proconsole americano Paul Bremer?
Di fronte al silenzio generalizzato delle forze politiche sullo stragismo USA, è sempre più urgente far sentire la solidarietà del popolo italiano ai fratelli iracheni in lotta per la libertà e l'autodeterminazione.
Per questo, il 25 settembre prossimo, saremo nelle piazze di diverse città italiane per manifestare nell'ambito della Giornata internazionale d'azione per la Resistenza irachena.
COMITATI IRAQ LIBERO - 26 agosto 2004

Dichiarazione sulla vicenda Baldoni di Awni al-Kalemji, portavoce internazionale dell'Alleanza Patriottica Irachena

?Ci e? stata da piu? parti richiesta la posizione dell?Alleanza Patriottica Irachena riguardo al sequestro del giornalista italiano freelance E. Baldoni. In attesa di disporre di informazioni piu? precise ricordiamo che in Iraq è in corso una guerra e che il paese e? un grande campo di battaglia, il che vuol dire che ognuno che entra nel nostro paese non può essere considerato un turista, e questo vale anzitutto per coloro che provengono da paesi che partecipano all?aggressione e all?occupazione dell?Iraq. La maggior parte delle persone che provengono da questi paesi o cooperano con le forze d?occupazione o le aiutano in un modo o in un altro, oppure sono arruolati nelle imprese che compiono lavori sporchi per gli stessi aggressori, e per questo, siccome siamo in stato di guerra, essi vengono considerati dei nemici.
Cio? spiega perche? la Resistenza abbia tutto il diritto di catturarli, di considerarli prigionieri di guerra e di trattarli come tali. La Resistenza ha dunque il diritto di negoziare la loro liberazione o il loro scambio con prigionieri iracheni. Alcuni diranno che tra i catturati sulla linea del fronte ci sono persone innocenti prese nel fuoco incrociato, questo e? vero, ma sono sicuro che la Resistenza trattera? gli innocenti in una maniera umana e li rilascera? immediatamente una volta accertato che non sono collaboratori delle forze d?occupazione. Cio? e? peraltro accaduto in diverse occasioni con prigionieri di diversa nazionalita?. Di piu?: furono rilasciati anche tre italiani che erano al servizio degli occupanti, anche per rispetto al popolo italiano che si e? mobilitato per la fine dell?occupazione USA dell?Iraq.
Approfitto dell?occasione per avvisare il Primo Ministro italiano a tenere nella dovuta considerazione l?appello rivoltogli dal popolo iracheno a ritirare le sue truppe dal nostro paese, immediatamente. Questo e? il solo modo per proteggere gli italiani ed evitare loro ogni sorta di guai.
Ai giornali italiani che stanno dando grande risalto alla vicenda del Signor Baldoni vorrei chiedere se essi hanno mai rimproverato a Bush e alla sua Amministrazione i milioni di iracheni ammazzati da 13 anni di sanzioni e tutte le sofferenze inflitte con due guerre al popolo del?Iraq?.

Awni al-Kalemji
26 agosto 2004