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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Venite qui...c'è posto



    «Arresti e retate nel deserto»La linea dura di Gheddafi

    Lettera-diario di un gruppo di profughi: «Siamo costretti a nasconderci»


    Sono giorni di terrore per due milioni e mezzo di immigrati africani. La Libia non li vuole più. E loro, da lavoratori tuttofare nelle città, nei pozzi di petrolio e nelle oasi agricole della Jamahiria, sono passati dalla parte dei ricercati. Tutto questo in meno di un mese. La polizia e le forze armate di Tripoli hanno dato il via a una massiccia caccia al nero. Con i metodi tipici di quelle parti. Retate di massa. Arresti. Torture in cella per chi protesta. Diciotto persone, espulse verso Sud al confine con il Niger, sono state ritrovate da una pattuglia militare libica dopo pochi giorni. Erano ancora da quelle parti: tutte morte di sete, in mezzo al Sahara.
    È un resoconto drammatico, quello raccontato in una lettera-diario inviata al Corriere della Sera da alcuni immigrati di Nigeria e Ghana arrivati in Libia con la speranza, un giorno, di trovare lavoro in Europa. Evidentemente l’agenda dell’incontro dell’altra sera, tra il premier italiano Silvio Berlusconi e il Colonnello Muhammar Gheddafi, non prevedeva un accordo sul rispetto dei diritti umani.
    «Ci sono arresti in massa di immigrati neri - raccontano nella lettera - e deportazioni in tutto il Paese. Ma noi abbiamo speranza e preghiamo Dio. La cosa peggiore è che, se ti prendono, ti rimpatriano oppure rimani in prigione fino a 6 mesi. E qui hanno l’abitudine di torturare gli stranieri: bastonate sotto la pianta dei piedi, come fanno a Katib Rashia, una prigione nel deserto. Comunque noi restiamo nascosti in casa. I nostri vicini sono stati catturati ieri». Nel 1999 Gheddafi aveva aperto i confini ai cittadini africani proponendosi come leader dell’Unione Africana. Ma in luglio le pressioni italiane hanno convinto il Colonnello a cambiare politica. Un annuncio improvviso: un mese di tempo agli immigrati illegali per andarsene.
    L’ultimatum è già scaduto. «Noi - continua la lettera-diario - siamo molto preoccupati dall’ipotesi di dover attraversare di nuovo il deserto del Niger. La situazione economica qui peggiora di giorno in giorno. Non si trova lavoro, manca da mangiare perché non ci sono soldi. E la xenofobia e i sentimenti di sospetto nei confronti dei neri sono al loro massimo. La polizia continua a fare retate, arresti e deportazioni nelle comunità di Nigeria, Ghana, Eritrea e Niger. C’è stata una grande battaglia con i nigeriani nella Medina, il centro storico di Tripoli, intorno al Mercato africano, che ha reso la situazione peggiore per gli immigrati e fatto esplodere la rabbia dei poliziotti. Così noi abbiamo deciso di starcene lontani».
    Pochi giorni fa un’altra retata, sulla strada per l’aeroporto di Tripoli: «Ci sono stati trasferimenti in massa di immigrati dopo che l’African camp di Terek Mata è stato smantellato dalla polizia. Alcuni leader del campo, soprattutto nigeriani, sono stati arrestati per traffico di clandestini e vendita di alcol. Il problema è che alcuni capi di un vicino distaccamento di polizia, ad Abuselem, sono stati coinvolti nei traffici e hanno usato il loro potere per cancellare il campo. Ospitava quasi cinquemila neri. Ora che Terek Mata è stato smantellato, il traffico di clandestini è gestito da un vecchio campo di raccolta, Aljazera Zahra. C’è appena stata una grossa rissa tra sudanesi lì, dovuta all’odio per la guerra civile in Sudan».
    I militari libici hanno anche chiuso la Pista degli schiavi, la rotta dei camion che attraversa il Sahara. Secondo una fonte di Agadez, centinaia di clandestini sarebbero rimasti bloccati nel deserto in Niger, poco prima del confine libico. «Sabato due voli hanno riportato a casa ghanesi e nigeriani. Ma i clandestini - spiega la lettera - continuano ad arrivare in Libia a frotte dalla rotta via Arlit, in Niger, e Tamanrasset, Algeria, attraverso le montagne dell’Hoggar e poi i monti del Tassili, fino a Ghat, in Libia. È una vecchia rotta, ma il viaggio è molto pericoloso e ha un alto costo di vite. Gli immigrati portati lì dai burga, i trafficanti, il più delle volte vengono picchiati e uccisi se si rifiutano di consegnare tutti i soldi che hanno. I trafficanti sono ex ribelli tuareg o membri di altre tribù nomadi del Sahara. Su quella rotta bisogna arrampicarsi sulle montagne, si cammina tra i quattro e i sette giorni. Molti muoiono di fame, sete, oppure cadono dalle rocce. Dicono che ci siano molti scheletri e molte tombe lassù. Anche la Pista degli schiavi, quella di Dirkou, è stata chiusa: 18 persone deportate in Niger dai libici sono state scaricate nel deserto e sono morte. E per questo c’è molta paura tra tutti noi» .
    Corriere di oggi http://www.corriere.it/edicola/index...NTERNI&doc=BOH


  2. #2
    Nosce te ipsum
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    Predefinito Re: Venite qui...c'è posto

    In Origine Postato da pensiero

    ...
    Ma in luglio le pressioni italiane hanno convinto il Colonnello a cambiare politica. Un annuncio improvviso: un mese di tempo agli immigrati illegali per andarsene.
    ...
    Se piove o fa freddo (in qualsiasi parte del mondo) la colpa è del governo (Berlusconi).
    Cmq, a parte la battuta, direi che la strada di non farli partire verso di noi sia migliore di quella (legittimissima) di non far entrare chi non ne ha il permesso. Ovvio che non si può ottenere tutto. E soprattutto non si può imporre il modo di governare a uno stato straniero (come fanno gli usa).
    Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma bordello. (Dante Alighieri Purgatorio, canto VI.).

  3. #3
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    Re: Venite qui...c'è posto

    In Origine Postato da pensiero
    «Arresti e retate nel deserto»La linea dura di Gheddafi

    Lettera-diario di un gruppo di profughi: «Siamo costretti a nasconderci»

    Sono giorni di terrore per due milioni e mezzo di immigrati africani. La Libia non li vuole più.
    .................................................. ............................................
    bravi i libici! questo è l'esempio da seguire, non il buonismo accogli-tutti....

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Venite qui...c'è posto

    In Origine Postato da Aryan
    bravi i libici! questo è l'esempio da seguire, non il buonismo accogli-tutti....
    [...]Retate di massa. Arresti. Torture in cella per chi protesta. Diciotto persone, espulse verso Sud al confine con il Niger, sono state ritrovate da una pattuglia militare libica dopo pochi giorni. Erano ancora da quelle parti: tutte morte di sete, in mezzo al Sahara. [...]

    Peccato non averlo in Italia, il deserto, eh?

  5. #5
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    Buono. Dopo il Sudan, ora la Libia

    Una guerra civile africana, fra islamici mulatti e "cristiani" neri, e' la soluzione giusta. Finche' si scannano fra di se, lasciano in pace noi (come ai bei tempi della guerra Iran-Iraq)... e magari possiamo farci qualche buon affare con la vendita di armi

  6. #6
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    Predefinito Re: Venite qui...c'è posto

    In Origine Postato da pensiero


    «Arresti e retate nel deserto»La linea dura di Gheddafi
    http://www.corriere.it/edicola/index...NTERNI&doc=BOH

    la linea dura (ma dura veramente) è l'unica che può tener lontani da noi gli allogeni....

  7. #7
    cavaliere nero
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    In Origine Postato da Il Condor
    Buono. Dopo il Sudan, ora la Libia

    Una guerra civile africana, fra islamici mulatti e "cristiani" neri, e' la soluzione giusta. Finche' si scannano fra di se, lasciano in pace noi (come ai bei tempi della guerra Iran-Iraq)... e magari possiamo farci qualche buon affare con la vendita di armi
    si scannino pure tra loro...

  8. #8
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    In Origine Postato da Il Condor
    Buono. Dopo il Sudan, ora la Libia

    un'invenzione giornalistica da due soldi,

    se i libici avessero davvero quelle intenzioni non li avrebbero fatti entrare, e gheddafi non guasterebbe i rapporti con l'africa nera..

    il fatto è che il simpatico colonnello sono 30 anni che prende in giro gli italiani come te(quelli si espulsi sommariamente nel 1970)

    massimamente quando gli mandiamo il banana, sai le risate che si sono fatte,

    e non preoccupatevi che da noi gli immigrati continueranno ad arrivare,
    anche perchè il governo li vuole.

  9. #9
    Viva la piadina!!!
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    In Origine Postato da fuego
    A me Gheddafi non sta per niente simpatico. E' solo un dittatore satrapo tipico dei paesi islamici (vedi Siria, Irak saddamitico, Tunisia), che dietro il paravento del socialismo ha costruito immense ricchezze personali e tine soggiogato il suo popolo col manganello.
    C'è da domandarsi cosa ne fanno questi paesi immersi nel petrolio della loro unica ricchezza.
    Quando inizieranno a produrre qualcosa invece di estrarre solo un dono della natura?
    Non c'è nulla da fare: restano dei predoni del deserto e sono incapaci di costrure una economia con autonome capacità produttive e uno stato in cui ci sia un minimo di rispetto dei dirirtti dell'individuo.
    Questi dittatori si aggrappano così all'unico collante sociale che è l'Islam per salvare il loro potere dispotico.
    E' l'Italia ha nei confronti della Libia un contenzioso aperto, che non è quella cretinata dei risarcikmenti di guerra, in cui è cascato Berlusconi, ma quello della espulisone e della confisca dei beni degli italiani.
    Faremmo bene a richiedere i danni alla Libia e rispedirgli indietro tutti gli immigrati, con un pattugliamento continuo delle coste libiche da parte della nostra Marina Militare
    C'e' un piccolo problema, non possiamo, se chiudono i rubinetti del gas, quest'inverno la casa la riscaldi con la legna (se non hai il camino, cazzo tuoi..)

  10. #10
    Nosce te ipsum
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    Predefinito

    In Origine Postato da Amati75
    C'e' un piccolo problema, non possiamo, se chiudono i rubinetti del gas, quest'inverno la casa la riscaldi con la legna (se non hai il camino, cazzo tuoi..)
    Pensa che c'è gente che lotta per dipendere anche per il cibo da questa gente qui e similari.
    Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma bordello. (Dante Alighieri Purgatorio, canto VI.).

 

 
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