ALITALIA: ALEMANNO, COMMISSARIAMENTO? NON ACCELERARE TEMPI
(AGI) - Telese (Bn), 30 ago. - L'Alitalia deve essere commissariata? "Non credo che bisogna accelerare i tempi nel momento in cui e' in corso una trattativa importante per la quale ci sono ancora quindici giorni". Cosi' il ministro per le politiche, Gianni Alemanno, ha risposto ai giornalisti a margine della festa di Ap-Udeur a Telese.
"Spero prevalga il senso di responsabilita' - ha aggiunto Alemanno - ci vuole un progetto di rilancio. Ci sono stati una serie di errori come quello di Malpensa, ora si chiedono sacrifici ai lavoratori ma con un piano di sviluppo. Non bastano i tagli".
Vorrei ricordare la situazione finanziaria di Alitalia prima che venisse aperto, nell'ottobre del 1998, l'aeroporto di Malpensa 2000, che dimostra che l'Alitalia è sempre stata una compagnia mezza fallita e non certo per colpa di Malpensa come invece il signor Alemanno, mentendo, afferma diffamando l'aeroporto di Malpensa:
1994
I debiti dell'Alitalia volano verso i duemila miliardi di lire. Il bilancio '93 chiude con un rosso reale di 350. La compagnia perde un miliardo al giorno. I costi sono in continuo aumento. Oltre ai problemi finanziari, ci sono quelli creati dalla mancanza di strategie. Il consiglio di amministrazione dell'Iri decide di sostituire al vertice dell'Alitalia Giovanni Bisignani con il duo Riverso Schisano. Bisignani, alla testa della compagnia aerea da più di quattro anni, presenta al termine della sua esperienza un bilancio disastroso. L'indebitamento nel bilancio '92 aveva toccato quota 1.800. Da rimarcare che nell'88 ogni dipendente era costato all'azienda 58,3 milioni di lire, nel '92 questa voce saliva a 84,5. Un segno lasciato dalla politica di Bisignani tesa a raggiungere la pace sindacale anche a costi di sacrifici contabili. Pesano, dunque, sul crollo Alitalia fattori endogeni, visto che la maggior parte delle compagnie aeree europee ha superato il peggio e sta lentamente migliorando la propria redditività. Pensiamo che l'operazione di aumento di capitale debba essere tra i 1.500 e i 2.000 miliardi di lire" dice, a novembre, l'amministratore delegato Roberto Schisano. Fiori sostiene che non si può chiedere allo Stato di ripianare le perdite dell'Alitalia se non si fa chiarezza sulle responsabilità di chi ha mal gestito per anni la compagnia. "Non possiamo cominciare la nostra opera applicando il vecchio detto "chi ha dato, ha dato, chi ha avuto, ha avuto". Ci sono delle responsabilità contabili e amministrative sulle quali va fatta luce. Qualcuno dovrà spiegare perchè ha assistito al degrado dell'Alitalia senza prendere misure, fare controlli, esercitare la vigilanza contabile".
1995
Fonti finanziarie dell'Iri fanno sapere che "prima di procedere all'aumento di capitale, l'Alitalia dovrà dimostrare di aver imboccato con decisione la via del risanamento. Se il bilancio dell'esercizio '94 conterrà questi segnali, come preannuncia Schisano, l'Iri farà la propria parte". Ma l'Alitalia continua a perdere. E' questo il senso del bilancio '94, approvato dal consiglio d'amministrazione: i conti si chiudono in rosso di 288 miliardi di lire e con un aumento dei debiti del 50%, da 2.081 a 3.059 miliardi di lire. Un risultato sicuramente negativo con la pesante situazione finanziaria che vede i debiti a un livello circa sette volte superiore al patrimonio netto, di poco superiore ai 450 miliardi di lire. In ottobre dopo mesi di polemiche, l'Iri decide di sollevare dall'incarico l'amministratore delegato dell'Alitalia Roberto Schisano. Nell'anno presentato come quello del possibile risanamento dei conti Alitalia, la compagnia ha chiuso i primi sei mesi con una perdita di 197 miliardi di lire, di poco inferiore a quella dell'anno precedente.
1996
Conti completamente fuori rotta per l'Alitalia. La compagnia di bandiera chiude la gestione del '95 con perdite decollate dai 289 miliardi di lire del '94 a quota 442, e propone un intervento sul capitale. Il nuovo amministratore delegato della società, Domenico Cempella, conferma che i debiti sono a quota 3500 miliardi di lire, di cui mille a breve termine. Ciò rende drammatica la prospettiva immediata della compagnia: «La situazione del gruppo è estremamente confusa e tutti i processi produttivi sono saltati», ha detto. Cempella ha spiegato che solo dopo aver fatto un nuovo piano industriale di rilancio si parlerà dell'aumento di capitale necessario a supportarlo: l'urgenza della ricapitalizzazione resta, dunque, ma viene in qualche modo messa tra parentesi, suscitando qualche perplessità nei sindacati. E' un piano «lacrime e sangue» sul fronte del contenimento dei costi. A luglio l'Iri approva la ricapitalizzazione da tremila miliardi della compagnia, richiesta da Cempella. La decisione di «salvare» l'Alitalia è stata presa dall'assemblea Iri - e quindi dal Tesoro che è l'unico azionista. «L'Iri sottolinea - si legge nella lettera - come il suo obiettivo rimane quello di favorire il recupero dello stabile riequilibrio di gestione al fine di creare le premesse di una progressiva privatizzazione della compagnia, che resta l'obiettivo di fondo».
1997
Nel 1996 l'Alitalia ha perso 1.217 miliardi di lire. Il rosso consolidato è solo di poco inferiore: 1.203 miliardi di lire. La compagnia aerea italiana si conferma così fanalino di coda in Europa. Dalla società leader per profitti British Airways ci sono quasi tremila miliardi di lire di differenza nel risultato.
1998
Nell'ottobre del 1998 viene aperto l'aeroporto di Malpensa 2000
2004
Alemanno mente!




