Avrei potuto usare un titolo meno forte per questo thread, ma ho voluto usare questo perché tali parole sono ciò che ho pensato di fronte alla vicenda che ha visto la morte del povero Enzo Baldoni.
Alla criminalità del gruppo armato denominato Esercito Islamico dell’Iraq, si è aggiunta la criminalità del governo italiano, pronto a sacrificare per l’ennesima volta sugli altari degli affari economici in Iraq e dell’ideologia distruttiva democratica la vita di un uomo, una persona ancor prima che cittadino.
La criminalità del governo è egregiamente rappresentata dall’ipocrisia dello STUPIDO Berlusconi (“stupido” qui da intendersi nel senso più toscano del termine), il quale, di fronte alla richiesta di ritiro dell’Italia dall’Iraq per la liberazione di Enzo Baldoni, afferma candidamente che l’Italia farà di tutto per la liberazione di Baldoni ma non ritirerà le proprie truppe. Ora, spiegatemi voi come si fa a fare di tutto per ottenere una cosa, tranne l’unica cosa che è espressamente richiesta. E’ insomma come se un macellaio, tanto per restare in tema, con tutto il rispetto per i macellai veri, di fronte alle richieste di una signora che chiede un etto di prosciutto, le dasse due etti di salame, mezzo etto di mortadella, una fettina di speck, un po’ di coppa e un assaggio di salame ungherese, tutto tranne quello che la signora chiedeva, un etto di prosciutto.
Ora, se Berlusconi pensa che dei criminali (sono criminali per l’obiettivo scelto, non per la legittima richiesta di autodeterminazione dell’Iraq) accettino capriole e buffonate del leader italico in sostituzione della richiesta precedentemente avanzata, su Berlusconi si possono pensare tre cose: o che non sia colpa sua, e che le parole che gli escono dalla bocca siano solo il frutto di un impulso elettrico che esce fuori quando i soli due neuroni che ha dentro il cervello si incontrano e si scontrano, o che creda che tutto il mondo si faccia imbambolare come gli italiani di fronte agli spettacolini delle sue televisioni, o che sia semplicemente un ipocrita espressione di una classe dirigente non disposta a rinunciare ad interessi economici per salvare la vita di un uomo. Se è vera questa terza interpretazione, sarebbe stato da parte mia più gradito che Berlusconi avesse candidamente affermato “non siamo disposti a rinunciare agli introiti dell’occupazione irachena per salvare la vita all’ultimo cittadino della Repubblica italiana”, così avrei apprezzato per lo meno l’onestà.
E se è proprio questo il punto, vale a dire che per propri interessi, per “ragion di Stato”, dove lo Stato è assunto al tutto hegel-iano, si lascia uccidere un essere umano, lo Stato è corresponsabile della morte del giornalista freelance, lo Stato è assassino tanto quanto al-Qaida e i suoi gruppi collegati. Del resto, qual è la differenza ? Entrambi ammazzano gente innocente per interessi geopolitici, per interessi economici, per un’ideologia assassina che è l’estremismo islamico da una parte, la democrazia dall’altra; sì, proprio così, la democrazia non è da intendersi come “governo del popolo sovrano”, ma come un sistema strutturato totalitario, assassino e distruttivo. Del resto, se al-Qaida avesse una forma statuale e reali capacità di sferrare un attacco come un esercito convenzionale (il che sarà probabile, se gli Stati democratici occidentali continuano nella loro politica di idiozia e di guerre preventive anziché procedere ad affrontare seriamente per risolverli i forti squilibri nord-sud) attaccherebbe con truppe di terra ed aerei da bombardamento paesi europei avendo come argomentazioni: “stiamo portando l’Islam agli europei”, “li stiamo aiutando a diventare muslim e quindi ad avere la salvezza nel Paradiso”. Ora spiegatemi secondo quale criterio “la democrazia che consente [consentirebbe] la libertà [dal punto di vista dei democratici]” sia più valida de “l’Islam estremista che consente [consentirebbe] la salvezza [dal punto di vista degli estremisti islamici]”, spiegatemi secondo quale criterio, portando tutto alle estreme conseguenze, è più legittimo un sistema parlamentare giustificato dai suoi sostenitori dicendo che i parlamentari sono eletti dal popolo, e quindi sono la loro legittima espressione (sistema in cui gli eletti sono tali dopo che gli elettori subiscono la propaganda dei mezzi di comunicazione, e quindi la sovranità popolare è costantemente falsata perché su quelli che prendono le scelte ai livelli più bassi si opera un’influenza psicologica martellante) di una teocrazia islamica giustificata dai propri sostenitori che siccome Dio è misericordioso ed è il bene per antonomasia, un governo guidato da lui non può che essere il migliore dei governi possibili (non ricorda l’espressione “il migliore dei mondi possibili ?” tanto cara ai liberaldemocratici ?), sistema in cui la volontà di Dio viene però sempre interpretata e maneggiata a proprio favore dagli uomini.
Forse il “non cedere ai ricatti” e il “dimostrare fermezza” lo dovremo estendere anche nei confronti dello Stato italiano, che come ho spiegato è equipollente ad al-Qaida; se infatti ci infastidiscono gli integralisti islamici che costringono le donne ad indossare il velo, gli uomini a non tagliarsi la barba, tutti a non consumare alcool, che violano i diritti umani, forse non ci siamo accorti di come anche gli Stati e i sistemi democratici influenzino e spesso rendano obbligatorie gran parte delle nostre scelte: ci dicono ciò che è bene e ciò che è male in molti ambiti, ci spingono a dirci cosa e quando consumare e non consumare, come vestirci, ci consigliano in che ore partire per le ferie e ce ne sconsiglieranno altre, costringeranno le nuove generazioni (alle quali appartengo) che entreranno nel mondo del lavoro a lavorare fino a settant’anni e a rinunciare alla speranza di vedersi riconosciuta per il futuro una pensione (almeno degna di questo nome), impediscono a coppie di giovani che si vogliono bene e che vorrebbero vivere insieme di realizzare il proprio progetto, facendoli rimanere soli nella propria individualità in quanto le condizioni economiche e quelle lavorative sempre più saltuarie e temporanee impediscono di progettare un futuro a breve termine, così che andranno a vivere insieme o si sposeranno quando ormai saranno quasi vecchi.
Riallacciandomi al titolo del thread, cosa centra il popolo ? Lasciando perdere l’opposizione italiana che ha fatto proprie le parole d’ordine del governo “non cedere ai ricatti”, “dimostrare fermezza” nonché la retorica nazional-patriottarda e dell’unità nazionale, tanto che di come l’opposizione più che opposizione “al” regime (democratico, si intende) sia opposizione “di” regime (come sopra) e di come serva quindi a legittimare maggiormente il governo ho già avuto modo di parlare, torniamo al popolo. Per “popolo” intendo qui noi insieme delle persone che vivono all’interno del territorio della Repubblica italiana, i quali non abbiamo voluto o non siamo stati in grado di organizzare autonomamente dai partiti e dal basso una manifestazione per chiedere ad alta voce, per urlare, la pace, il ritiro delle truppe italiane in Iraq e la fine dell’occupazione del paese, stando buoni e fermi mentre la tragedia di Enzo Baldoni si consumava, accodandoci così alle nostre classi dirigenti che compattamente mandavano il leit-motiv trito e ritrito del “e non dobbiamo cedere ai ricatti”, “e dobbiamo dimostrare fermezza”, “e serve l’unità nazionale”, e bla bla bla, tutto sempre nella tanto cara retorica nazional-patriottarda.
Negli Stati Uniti, a New York, qualche giorno dopo, tra i 200 e i 300mila manifestanti sono scesi in piazza per manifestare contro la Convenzione del Partito Repubblicano, gesto che fa onore a questa parte di popolo statunitense, tanto che se qualcuno ha l’idea che gli statunitensi siano tutti uguali, siano quello stigma di ignoranza e consumismo, dovrebbe ricredersi, tutti dovremmo guardare a fondo il fenomeno del movimento pacifista statunitense, come popolo della Repubblica Italiana avremmo sicuramente molto da imparare, anche lì esiste gente che ragiona con la propria testa, forse molto più che in Italia.
Continuando a sperare, anche se sempre un po’ più scettico, che le cose un giorno cambino (magari questa volta è andata così complici le ferie estive, allor quando le persone che formano comitati, collettivi, realtà organizzate si perdono di vista e si disperdono per ritrovarsi a settembre e riprendere l’attività a ottobre) termino questo mio lungo sfogo esprimendo profondo cordoglio per la morte di una persona esemplare ed umana come Enzo Baldoni.




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