Temo sia vero che noi italiani (io per primo) siamo un “popolo bue” . Non si spiegherebbe diversamente, a mio avviso, il modo in cui abbiamo accettato la realtà politica di queste ultime settimane.
Membri del governo che si contestano a vicenda, un importante uomo politico che pubblicamente dà del “cialtrone” a un ministro, un Parlamento che plaude quando viene contestata la magistratura, un ministro che riesce a far cadere un governo, un Presidente del Consiglio che, nel dibattito sulla fiducia, viene volgarmente preso a pesci in faccia dall’opposizione, un Senato in cui si brinda e mangia per la caduta di un governo neanche fosse caduta una dittatura, un rifiuto a modificare l’attuale legge elettorale definita “una porcata” dagli stessi che l’ hanno partorita e un ulteriore rifiuto a che gli italiani potessero modificarla ora col referendum, insomma una sequenza di eventi da terzo mondo. Penso che in una nazione civile, la classe politica avrebbe chiesto scusa ai suoi cittadini, invece da noi tutto procede ora come se niente di molto grave fosse successo e come se noi italiani esistessimo solo al momento del voto.




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