Dopo 65 attentati sventati in pochi
mesi, i terroristi fanno strage
passando dove non c’è la barriera
Gli israeliani
Gerusalemme. Dopo cinque mesi di fallimenti,
il terrorismo palestinese ha colpito
di nuovo. Ieri pomeriggio, a Beersheba, due
attentatori si sono fatti esplodere su due autobus
a poche decine di metri l’uno dall’altro,
a distanza di pochi secondi, uccidendo
almeno 16 persone e ferendone un centinaio.
L’attacco è il primo successo dei gruppi
terroristi palestinesi dal marzo scorso,
quando due attentatori si fecero esplodere
ad Ashdod, causando la morte di dieci persone,
ed è il primo dopo l’uccisione mirata
da parte di Israele dei due maggiori leader
di Hamas, lo sceicco Ahmed Yassin e il pediatra
Abdel Aziz el Rantisi. La rivendicazione
di Hamas spiega l’azione come vendetta
per la morte dei due leader, anche se
manca di credibilità a cinque mesi dai fatti.
Altre rivendicazioni sostengono che l’evento
è legato allo sciopero della fame dei prigionieri
palestinesi nelle carceri israeliane,
ormai in corso con fasi alterne da più di due
settimane. Ieri un attentatore è stato bloccato
al checkpoint di Erez, il passaggio di
frontiera tra Israele e Gaza; tra marzo e fine
luglio la sicurezza israeliana ha sventato 65
attentati, indicazione di come Hamas e gli
altri gruppi palestinesi ancora impegnati
nella lotta armata hanno visto la loro capacità
operativa seriamente danneggiata. Dall’attacco
ad Ashdod soltanto tre tentativi
hanno avuto successo fino a ieri, nessuno
dei tre all’interno della linea verde.
La tecnica usata nell’attentato di ieri
quindi stupisce per una recuperata capacità
non soltanto di colpire, ma anche di
mettere insieme un’operazione logisticamente
difficile e sofisticata, che ha comportato
il coordinamento di due attentatori su
due autobus diversi ma su percorsi simili
per massimizzare il danno a cose e persone.
Resta da vedere se a questo successo ne seguiranno
a breve degli altri. La reazione
israeliana sarà probabilmente moderata, vista
la concomitanza con la Convention repubblicana
a New York e la prevedibile
scarsa inclinazione del governo Sharon a un
incremento della violenza in questo frangente.
Va subito esclusa la possibilità che
Hamas abbia scelto questa concomitanza
per il timing dell’azione, è un’organizzazione
troppo provinciale, a differenza di Hezbollah
e dei suoi protettori iraniani, per fare
un calcolo di questo tipo.
Sharon accelera sulla road map del ritiro
Nel brevissimo termine una cosa è sicura.
In Israele vi saranno reazioni verbali
rabbiose a destra, come è già avvenuto ieri
con due esponenti di spicco (Gila Finkelstein
del Partito nazionale religioso e Zvi
Handel dell’Unione nazionale) che hanno
indirettamente collegato l’attentato al piano
di disimpegno da Gaza di Ariel Sharon,
piano cui il premier ha appena dato una notevole
accelerata, annunciando le prossime
tappe formali, fino alla sua esecuzione anticipata
forse già a febbraio 2005. Ma nel lungo
periodo il sostegno per il disimpegno non
calerà. L’attentato di ieri, i cui esecutori arrivavano
da Hebron, zona della Cisgiordania
dove la barriera difensiva israeliana
esiste soltanto sulla carta, rafforzerà la spinta
a completarne il progetto. E dove sorge la
barriera, quello sarà nei fatti il confine sul
quale Israele si ritirerà in un futuro disimpegno
anche in Cisgiordania. In quanto a
contromisure interne, Israele sta già facendo
il massimo, tra uccisioni mirate e raid
giornalieri (l’ultimo ha portato all’arresto di
38 terroristi). La destra solleva lo spettro del
ritiro come cedimento sotto la pressione
terrorista. Non si rende conto invece che
Israele, oggi di nuovo in posizione di forza
di fronte allo scollamento dell’Anp, si vuole
disimpegnare per sfiducia e disillusione nei
confronti dei vicini palestinesi, la cui società
ha generato l’orrore del terrorismo
suicida. L’evento di ieri non fa altro che
rafforzare i sentimenti che stanno dietro il
sostegno per la barriera e il disimpegno.
Dal foglio di oggi.
Chissà cosa penseranno i giudici dell'aia sul muro, chissà se l'europa di prodi rinuncerà a costruire la barriera ad est vista l'inefficacia di quello israeliano.
Cordiali Saluti




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