Effetto convention, Bush in netto vantaggio
Cristiano Del Riccio
WASHINGTON – Newsweek conferma che, dopo la convention repubblicana di New York, il presidente George W. Bush ha preso il largo sul rivale, il candidato democratico alla Casa Bianca John Kerry, nei pronostici in vista del voto del 2 novembre. Un sondaggio del settimanale attribuisce al presidente il 52% delle intenzioni di voto, contro il 41% allo sfidante e il 3% al candidato indipendente Ralph Nader. Rispetto al rilevamento di Newsweek precedente, Bush, che era dietro Kerry di due punti, fa un balzo in avanti di 13 punti, molto più netto di quanto previsto. Il sondaggio del settimanale indica che il tasso d'approvazione di Bush è salito al 52% (per la prima volta al di sopra del 50% da gennaio) e che il 53% degli americani lo vogliono rieletto (la più alta percentuale dal maggio 2003, il momento della vittoria nella guerra all'Irak). Questi dati appaiono contradditori con il fatto che il 49% degli intervistati sono insoddisfatti di come vanno le cose negli Usa e solo il 43% sono soddisfatti. Secondo Zogby International, che è sempre stato mediamente più favorevole di altri sondaggi a Kerry, Bush ha, dopo la convention, il 46% delle intenzioni di voto (il 43% immediatamente prima) e Kerry il 44% (contro il 48%), con il 9% di indecisi. Intanto, Bush e il suo sfidante, il candidato democratico alla Casa Bianca John Kerry, impegnati nella campagna per le elezioni del 2 novembre, si sono incrociati ieri in Ohio, lo Stato più conteso. Bush e Kerry sono stati inoltre protagonisti di un duello radio: nel consueto messaggio del sabato mattina, Bush ha riciclato, come sta facendo di comizio in comizio, il discorso con cui giovedì ha chiuso la convention repubblicana di New York; e Kerry gli replica. Sul terreno, il presidente Bush fa un giro in pullman dell'Ohio, come aveva già fatto sabato scorso: parte da Cleveland e finisce ad Erie, al di là del confine con la Pennsylvania, dove compie la sua terza visita questa settimana e la 35.a da quando è presidente (è lo Stato cui ha dedicato maggiori attenzioni in quattro anni). Il vice di Bush, Dick Cheney, sta invece battendo l'Ovest dell'Unione. Kerry e il suo vice John Edwards si sono divisi gli Stati della cosiddetta Rust Belt, la cintura della ruggine, cioè la fascia industriale: il candidato alla presidenza fa comizi in Ohio, denunciando quello che definisce «il fallimento» di Bush nella creazione di posti di lavoro; Edwards ha, invece, appuntamenti nel Wisconsin.




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