Visualizza Risultati Sondaggio: (vedi titolo thread)...realtà anarcosocialiste e di realtà anarcocapitaliste?

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Risultati da 11 a 20 di 23
  1. #11
    SENATORE di POL
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    In effetti Kerry rispetto a Castagnetti, Rosy Bindi e Rutelli, per non parlar di Prodi, dei diessini, e ancor meno dei vari comunisti sparsi fra correntone, rifondazione, verdi e partitino di Cossutta...... è un ultraliberista imperialista conservatore di destra.

    Shalom

  2. #12
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    Figuriamoci allora Bush.

    Hey, ma allora, sto terrorismo, lo abbiamo sconfitto con i metodi da cow-boy che tanto piacciono agli Uomini del Fare? Come vanno i lavori, promettono bene? Novità? Sapete, sono tornato ieri dalle ferie e vorrei essere tenuto al corrente sui progressi di Bush.



  3. #13
    colleziono trofei
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    Antonio, questo colpo basso sulla storia delle armi di distruzione di massa potevi evitartelo. Non è fine continuare a prenderli in giro allì'infinito per la loro dabbenaggine. Te lo ricordi quando chi diceva che la "liberazione" dell'Irak avrebbe moltiplicato per 10.000 il terrorismo veniva chiamato "amichetto di Saddam" invece di "persona non stupida" ?

    Guarda che Franci era davvero stato convinto dai pollisti che gli irakeni avrebbero accolto gli americani con i fiori perchè finalmente con loro arrivava la libertà, la coca-cola e il rock'n'roll.

  4. #14
    Arrivederci a Tutti!
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    questi ultimi due post sono inutilmente polemici.
    Si cerca,come al solito,di cambiar discorso (oltretutto ci sono MOLTE imprecisioni in quello che avete postato,ma questa non è una novità)
    Il fatto è che,come volevasi dimostrare,per un elettore della CDL non è molto importante che vinca Bush o Kerry perchè si tratta di due autorevoli esponenti politici americani che molto hanno in comune con la CDL e pochissimo con l'Ulivo (lasciamo stare i Comunisti...)
    Quando Fassino e Rutelli sono andati a fare le comparse alla Convention Democratica...hanno avuto la fortuna che nessuno gli ha chiesto a quali "convention" partecipassero Bertinotti,Diliberto,Cossutta ecc.ecc.
    Non so come avrebbero reagito i Kerry ed i Kennedy alla risposta :"al Congresso del Partito Comunista Cubano che si tiene poco più a Sud della Florida".

  5. #15
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    In origine postato da peppe
    Tra Bush e Kerry c'è la stessa differenza che c'è tra la coca-cola e la coca-cola light...questo si dice negli USA...dipende dai gusti e dalla linea ma sempre coca-cola è...i Sinistri che preferiscono la Coca farebbero meglio a guardare più a Sud (tipo Cuba).
    Già,anche perché i sinistri ultimamente la Coca Cola la boicottano: preferiscono la Mecca Cola... Chissà cosa ne direbbero gli elettori Statunitensi...

  6. #16
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    In origine postato da Franci
    un altro che si è puppato moore
    Il documentario di Moore è bellissimo (te lo consiglio, se non l'hai visto), e comunque dice per lo più cose che tutti noi già sapevamo.

  7. #17
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    Ah, sull'identità bush=kerry mi sembra che stiate andando a spasso con la fantasia. Speriamo solo che arriverà il momento di dimostrarvelo.

  8. #18
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    In origine postato da Alberich
    Ah, sull'identità bush=kerry mi sembra che stiate andando a spasso con la fantasia. Speriamo solo che arriverà il momento di dimostrarvelo.
    intanto kerry ha già detto che riguardo alla politica di sostegno totale a Israele non cambierà un bel nulla.

  9. #19
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    In origine postato da Dreyer
    intanto kerry ha già detto che riguardo alla politica di sostegno totale a Israele non cambierà un bel nulla.
    Io temo che Kerry sia davvero troppo molliccio per fronteggiare la protesta (piccola percentualmente, ma rumorosa) dei no-global filoislamici.
    Ora dice che tutto rimarrà com'è, ma in futuro?

  10. #20
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    Predefinito Bush e Kerry fratelli di loggia e cugini di sangue!

    Bush e Kerry fratelli di loggia e cugini di sangue!
    Marcello Pamio

    Quasi un mese fa, avevamo avvertito che a Stresa, in provincia di Varese, si sarebbero incontrati quelli del Bilderberg per decidere le sorti del nostro pianeta. (vedi lista partecipanti)
    Bene, una delle decisioni è stata proprio quella di scegliere il vice presidente di John Kerry - il candidato democratico alle presidenziali di novembre 2004. Il fortunato «eletto» è stato John Edwards non per via della sua fotogenia, ma perché il suo discorso è stato molto apprezzato dai Burattinai presenti in sala (Rockefeller, Henry Kissinger, & C.). La cosa invece è andata diversamente al Ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, pure lui al Grand Hotel Ils des Borromees sul Lago Maggiore per presentare la politica economica italiana. Giulio non ha convinto per nulla la potente platea, e il suo dicastero è stato lasciato nelle mani «sicure» del premier Silvio Berlusconi. Insomma, a quanto pare, l’establishment politico-economica rappresentata in questo frangente dal Bilderberg, ha abbandonato il peso morto George W. Bush perché diventato troppo impopolare e ingombrante. La sua politica internazionale ha infatti scatenato la rivolta di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo e sta facendo prendere coscienza della situazione attuale, e questo per l’elite, non va assolutamente bene! Il «gregge disorientato», come lo chiama l’intellettuale e professore di linguistica al MIT, Noam Chomsky, deve rimanere in letargo e non destarsi; non deve porsi troppe domande.

    L’attuale presidente degli Stati Uniti però ha mangiato la foglia: ha compreso il suo abbandono da parte dello stesso Sistema che lo ha posizionato «illegittimamente» dentro la Casa Bianca, e le sta provando tutte per sopravvivere, senza comprendere che nulla può contro il Potere, quello vero.
    L’ultimo disperato tentativo è quello di posticipare le elezioni! Proprio così: vuole, o meglio vorrebbe, ritardare le presidenziali di novembre per paura di atti di terrorismo. I media, quelli ovviamente controllati dalla sua amministrazione, danno per certo «cataclismatici attacchi terroristici volti a influenzare le consultazioni». Come fanno a essere così sicuri rimane un mistero…

    Comunque sia, si stanno prodigando seriamente: l’agenzia per la sicurezza della nazione (Homeland Security) ha ufficialmente chiesto al Dipartimento di Giustizia di elaborare strategie giuridiche che permettano di sospendere le elezioni del 2 novembre nel caso di un attacco terroristico! Secondo il «Newsweek» il Dipartimento in oggetto dovrà prendere atto della lettera che è stata inviata nei giorni scorsi dal direttore della Commissione per l’Assistenza Elettorale, DeForest B. Soaries Jr., proprio su questo problema. Ricordiamo che questo personaggio è un fondamentalista religioso di estrema destra, nominato dallo stesso Bush Jr. nel 2002.
    Questo chiarissimo atto intimidatorio dell’amministrazione può essere interpretato come un tentativo di colpo di stato, perché la Costituzione americana non contempla la possibilità che il governo federale sposti le elezioni, per nessun motivo. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane…

    Detto questo, tutti coloro che vedono in Bush un pericolo per la stabilità e la sicurezza del pianeta - e sono in costante aumento - non cantino vittoria e non si rallegrino troppo se al suo posto verrà eletto il democratico John Kerry. E’ molto probabile che Bush, attentati o meno (speriamo non accada nulla!), perderà le elezioni, ma non perché il popolo gli ha voltato le spalle ma perché le spalle gliele hanno voltate i Burattinai. Il popolo si sa non elegge alcunché!
    Il vero problema è che il prossimo inquilino della Casa Bianca sarà suo «fratello di loggia» nonché «cugino di sangue», John Kerry! Sappiamo che entrambi furono istruiti nella «Skull and Bones» («Teschio e Ossa») di Yale, ma pochi sono a conoscenza del loro legame di sangue. Secondo le ricerche dello storico americano, di origine ceca, Miroslav Rechcigl, il presidente George Walker Bush Jr. e lo sfidante John Kerry discenderebbero da Edoardo I, sovrano inglese della casata dei Plantageneti vissuto tra il 1239 e il 1307. Secondo tale studio, anticipato dal quotidiano inglese «The Times», i due candidati alle presidenziali sarebbero non solo imparentati ma addirittura cugini dell’attuale regina d’Inghilterra Elisabetta II! Per gli amanti dei libri di David Icke (ex giornalista della BBC) questa non è certo una novità, ma semmai la prova che le sue elucubrazioni hanno un fondamento…

    Concludo dicendo che il prossimo presidente è stato scelto dai Burattinai perché, come dice Maurizio Blondet, farà le stesse medesime cose di Bush però in maniera meno irritante per la comunità internazionale!

    Dalla «Skull and Bones» al Nuovo Ordine Mondiale
    Intervista a Maurizio Blondet di Giuseppe Cosco
    Tratto da www.nwo.it

    COSCO: Dottor Blondet, per quanto riguarda la Skull and Bones, vuole dire qualcosa ai lettori, che non sanno nulla di questa misteriosa società segreta?
    BLONDET: E’ una società segreta studentesca fondata nel 1832, dove vengono cooptati alcuni studenti dell'Università di Yale, una delle maggiori università americane, diciamo del patriziato americano, in numero di dodici all'anno. Notoriamente, George Bush, l’ex presidente degli Stati Uniti, è stato membro e, prima di lui, suo padre e, naturalmente, anche suo figlio, ammesso che suo figlio sia in grado di seguire comunque le lezioni di Yale, perché questo è un po' dubbio. Ho il sospetto che il candidato repubblicano alla presidenza, non ne possieda le capacità. Però, sicuramente, fa parte di questa setta, anche se non in senso stretto, proviene indubbiamente da quell’ambiente. La famiglia Bush è, pure, vicinissima ai banchieri Harriman, che sono uno dei gruppi più potenti dell’establishment americano.

    COSCO: Si può dire che Skull and Bones sia stata ed è, in un certo senso anche la CIA, perché Bush come è noto è stato anche direttore della CIA?
    BLONDET: Le cose non sono assolutamente uguali. E’ però vero che dei direttori della CIA sarebbero stati anche membri della Skull and Bones. In generale, lo scopo fondamentale di una società di questo genere è quello di costituire un gruppo di coetanei, ma, anche, poi, un gruppo intergenerazionale che si aiuta a vicenda, è ovvio. Si sa, anche, che, in generale, l'ideologia della confraternita è, per così dire, al di sopra sia della destra che della sinistra. Destra e sinistra, per loro, sono due elementi dialettici a cui si ritengono superiori. Sono un gruppo di gnostici dedicati, specificatamente, alla manovra politica, quindi destra e sinistra vengono utilizzate come etichette da queste persone, che ritengono di stare al di fuori di simili distinzioni. Non a caso, Harriman è proprio il banchiere che fu ambasciatore americano nell’Unione Sovietica e fu uno di quelli che, veramente, diedero un grande aiuto a Stalin e allo stalinismo, pur proclamando sempre di essere anticomunista. Fa parte di quel giro di banchieri di cui la gente non si ricorda più, banchieri americani, che hanno sostenuto, fino a Gorbaciov compreso, il sistema sovietico.

    COSCO: Sono ammessi all’Ordine dei Teschio e Ossa, oltre ad americani, anche personalità di altre nazioni?
    BLONDET: Non lo so questo, anche perché l'unica e sola fonte certa, su questa società segreta, è un libro apparso diversi anni fa e non mi risulta che ci siano stati altri lavori. Di questa potentissima confraternita ha scritto lo storico Anthony C. Sutton in “America’s Secret Establishment – An Introduction to The Order of Skull & Bones, by Anthony Sutton” (liberty House Press, Billings, Montana - 1986). Mi sembra comunque improbabile la presenza di personaggi di altre nazionalità. Potrebbero, forse, esserci dei britannici, ma non, per esempio, dei messicani o degli italiani, non credo proprio.

    COSCO: E la storia dell’Israele Britannico ha a che fare qualcosa con questa società segreta?
    BLONDET: Per quanto se ne so i British Israelites non sono direttamente collegati alla Skull and Bones.

    COSCO: La Skull and Bones è stata sospettata, fin dall'Ottocento, di essere una confraternita che pratica il satanismo. Una cosa del genere può essere vera secondo lei?
    BLONDET: Si può senz’altro sospettare una cosa del genere. Per quel che se ne sa viene fatto un rituale usando delle ossa, che si dice siano del capo indiano Geronimo e che sarebbero in possesso di questo gruppo, conservate in una sala normalmente non accessibile a chiunque, a Yale, dove, appunto, viene celebrato questo rito annuale di iniziazione. E’ un rito, sicuramente, di stampo massonico, come stile, perché l'adepto deve stare in una bara, quindi è un rito di morte e rinascita simbolica. L’iniziando deve anche rivelare cose di cui si vergognerebbe a parlarne normalmente, riguardano il suo modo di vivere la sessualità in primo luogo, è una specie di purificazione, una parodia della confessione cattolica.

    COSCO: Viene dunque celebrata una ritualità esoterica?
    BLONDET: Chiaramente sì. Che sia satanica in senso stretto è difficile affermarlo. Si può, anche, sospettare, a un certo punto, l'immissione di una sacerdotessa donna nel gruppo che, lo ricordo, è esclusivamente composto da maschi. Questa donna ha un qualche tipo di ruolo in questa liturgia, ma non so con precisione dire quale.

    COSCO: Le risulta che il presidente Clinton ne abbia fatto o ne faccia parte?
    BLONDET: No, Clinton no. Clinton ha un'altra storia. Lui ha avuto una formazione specificatamente anglosassone. E’ stato in Inghilterra a studiare, tuttavia, pare, abbia una profonda ripugnanza per il mondo britannico. Tutt’altro tipo è invece Al Gore. La famiglia Al Gore, molto potente da sempre, al pari di quella di Bush, fa parte di un establishment rosso. Il papà di Al Gore è sempre stato vicinissimo e socio in affari di Hammer, quell’ebreo che, per primo, portò aiuti a Lenin. E’ morto ultranovantenne, qualche anno fa, ricchissimo, era un classico agente sovietico, lui stesso se ne vantava. Hammer era molto famoso, faceva affari sporchi con l’Unione Sovietica, allo scopo di sostenere questo mostro, ormai crollante. Non a caso Al Gore ha fatto un “errore” recentemente. Un anno fa il FMI prestò a fondo perduto, a condizioni ultrafavorevoli, alla Russia ormai di Eltsin, su richiesta e su subdole trame di Al Gore, mi pare, 7 miliardi di dollari, che finirono immediatamente all’estero, in Russia non entrarono mai. Quei soldi finirono sui conti dei cosiddetti oligarchi, cioè ex agenti del KGB ed altre personalità, diventati “imprenditori” della nuova Russia.

    COSCO: La Skull and Bones è stata definita da taluni come la risorgenza degli Illuminati di Baviera di Weisshaupt. Lei, cosa pensa al riguardo?
    BLONDET: E’ possibile, ma non credo che ci siano prove dirette di questo. È più probabile, invece, che stiano all’interno di un qualche cosa di più generale e più vasto, perché il profilo della Skull and Bones non è così rivoluzionario. È certo internazionalista, globalizzatore alla Bush, ma non così rivoluzionario.

    COSCO: Si potrebbe dire che questa sètta tenda alla realizzazione del nuovo ordine mondiale?
    BLONDET: Questo è il senso che ha dato Bush. Il Presidente Bush, ai tempi della guerra dell’Iraq, fu il primo a parlare apertamente di un nuovo ordine mondiale, che si stava instaurando con quella guerra. La vicenda, poi, non è andata esattamente come pensava lui. C’è un nuovo ordine mondiale in atto, però, non so, esattamente, quali possano essere le conseguenze a lungo termine. Il potere non è dietro la maschera dell’ONU, ma direttamente statunitense. L’America è l’unica superpotenza rimasta, che non si è nascosta dietro l’ONU.

    COSCO: Qual è il vero volto del nuovo ordine mondiale, che molta gente considera come il massimo bene?
    BLONDET: Essenzialmente il nuovo ordine mondiale è anche la libera circolazione dei capitali, prima ancora che delle merci, che vengono in secondo luogo e degli uomini che vengono in terzo luogo, perché si sa che il libero movimento di uomini è limitato negli Stati Uniti. Alla frontiera col Messico, per esempio, ci sono centinaia di chilometri di reticolati e di filo spinato, però, i capitali sono ben accetti. In questo nuovo ordine mondiale si esplicano fenomeni diversi, non tutti da condannare, in realtà. Va un pò rivista la posizione ideologicamente negativa. Il capitalismo, anche globalizzato, funziona, sta funzionando e non sempre male, ci sono paesi che se ne avvantaggiano e non sempre sono paesi del giro di quelli che contano, ma sono paesi che hanno visto risorgere o rivalorizzare le loro peculiarità culturali profonde. Questo, probabilmente, non era previsto. Per esempio, l’India è diventato uno dei massimi esportatori di software, perché tutti i giganti del software indiani appartengono alla casta bramanica, nelle cui famiglie si impara il sanscrito, cioè una lingua classica e, anche, il pensiero matematico in astratto. Questi parlano l’inglese e costano un po’ meno sul mercato mondiale. Un altro paese, che si sta avvantaggiando, più di quanto si creda, è la Spagna. Anche qui per un fatto culturale preciso. La Spagna è un paese che per 500 anni ha avuto un impero. Attualmente ci sono 400 milioni di persone che parlano spagnolo. La Spagna sta diventando la potenza economica egemone sui mercati sudamericani. Banche spagnole si stanno comprando le banche argentine, venezuelane ecc.. La Spagna acquista, sempre più, la figura di madrepatria imperiale. Io sono stato in Spagna recentemente, fatto singolare, non esiste un atteggiamento culturale antiglobalizzazione, come esiste per esempio in Francia, in Italia e, in fondo, anche in Germania, ma guardi che non è un caso perché l'antiglobalismo oggi è la maschera dell'inefficienza dei governi di sinistra. Noi siamo contro la globalizzazione per le tradizioni e, improvvisamente, la sinistra riscopre le tradizioni nazionali, perché è perdente.

    COSCO: E gli aspetti negativi del nuovo ordine mondiale?
    BLONDET: Alcuni aspetti negativi sono già in corso, sono, soprattutto evidenti, nell’eccesso di libera circolazione dei capitali puramente speculativi. Appena c'è stato un momento di panico questi capitali se ne sono andati da un minuto all'altro, perché, appunto, la moneta elettronica adesso si muove in telecomunicazione, lasciando paesi a secco, in grave crisi economica, paesi che si erano indebitati, perché stavano crescendo, si sono visti, improvvisamente, mancare la liquidità. Ci sono, poi, fenomeni della finanza più speculativi, praticamente si rivelano, alla fine, delle enormi bolle di debito inaccertabili, cioè, non contabilizzati da nessuno. Si ravvisano, altresì, pure, fenomeni particolarmente malvagi e sinistri in certi paesi dell'America Latina; penso alla Colombia. Ogni paese deve specializzarsi nel suo vantaggio competitivo; chi sa fare bene le cravatte, come gli italiani, vende le cravatte e basta e non può fare aerei o cose del genere. La Colombia sa fare la coca. Un terzo del territorio colombiano è adesso controllato da un esercito guerrigliero, che esiste da sempre, di sinistra naturalmente. Sono dei narcotrafficanti con l'etichetta di sinistra e, nel luglio scorso, il capo della borsa di New York, che si chiama Richard Grasso, è andato a fare una visita a questi terroristi di fatto, che stanno veramente atterrendo la popolazione, uccidendo bambini, facendo cose degne della Cambogia di Pol Pot, per offrire loro di “investire” denaro sporco nella borsa di New York. Dietro questo interesse del mondo finanziario americano per i narcotrafficanti, c'è chiaramente anche l'idea di legalizzare le droghe pesanti.

    COSCO: Alcuni cattolici paventano, con la piena attuazione della globalizzazione, la scomparsa della religione cattolica, pensa che sia possibile una cosa del genere?
    BLONDET: Nei confronti del cattolicesimo c'è un'ostilità di questi ambienti, penso proprio a Bush. Sicuramente anche Al Gore. Vi è anche fastidio, rifiuto, ma sono fenomeni autonomi però, ed è difficile che possano agire direttamente sulla religione cattolica, sul Vaticano. Il vero problema è, invece, una specie di cedimento finale del cattolicesimo clericale. L'alto clero del Vaticano stesso, manifesta sempre più una forma di nichilismo sorridente, che lo induce a sottacere i contenuti forti dell'ortodossia per provocare grandi eventi mediatici, che sono solo apparenza e pochissima sostanza. La cosa è a tal punto vera che l'anno scorso, a Natale, D'Alema, capo del governo, ha portato la moglie e i bambini alla messa di mezzanotte a Betlemme. C'è questo fatto, una persona che non crede a nulla porta la famigliola a vedere uno spettacolo spirituale suggestivo. In un certo senso, questo mi è sembrato un evento simbolico molto forte, come anche questo giubileo dei giovani, dove l'ultimo giorno, nelle poltrone destinate ai vip, si è visto, invitato o non invitato, praticamente tutto il centro sinistra.

    COSCO: Secondo lei la Chiesa è ormai diventata solo un grande e suggestivo spettacolo, che suggestiona le masse?
    BLONDET: Sì, è una chiesa spettacolo, che proprio per questo viene cooptata da questa specie di clericalismo istituzionale ateo, perché c'è anche un subdolo clericalismo ateo di sinistra. Certi comportamenti della Chiesa, come le continue richieste di perdono, lasciano i veri cattolici sgomenti e, invece, vengono accolti con consenso istituzionale dalla sinistra che non crede, ma che considera le masse, che noi non siamo capaci di mobilitare e loro invece si. Poi c'è l'organizzazione, la forza organizzativa che ormai la Cgil non ha più, che le parrocchie invece hanno ancora. Bisogna vedere se, poi, questi giovani saranno cristiani anche quando si tratterà, come ha ricordato il Papa, di pagare col sangue la propria fede; io non ci credo.

    Giuseppe Cosco

    Il vero volto della Trilaterale
    I “poteri forti” al di sopra dei governi
    Maurizio Blondet – 11 novembre 2000
    http://www.stellina.net/users/padani/blondet.htm

    In occasione della riunione della Commissione Trilaterale a Milano dell’11 novembre 2000, l’Associazione "Giovane Padania" ha organizzato a Palazzo Marino una Conferenza Stampa di contro-informazione cui ha partecipato Maurizio Blondet, scrittore, giornalista di Avvenire ed esperto di queste tematiche.

    La Trilateral Commission è una filiazione del Council on Foreign Relations (CFR), nato nel 1921 con il finanziamento di potenti banchieri quali John Davison Rockefeller, Paul Warburg, J.P. Morgan, Jacob Schiff, Bernard Baruch allo scopo di contrastare l’isolazionismo in cui gli Usa minacciavano di chiudersi dopo la Grande Guerra.
    Tutti i grandi ministri degli esteri americani sono stati assunti prima da Rockefeller per lavorare in questo gruppo che elabora progetti storici politici economici per disegnare gli scenari futuri in cui si muoverà l’America.
    Clamoroso il caso del 1939 in cui il CFR fece uno studio interessantissimo che spiegava perché l’America doveva entrare in guerra: se la Germania avesse occupato la Russia, si sarebbe formato un insieme economico autosufficiente a cui gli Stati Uniti non avrebbero più potuto vendere niente. La stessa cosa se il Giappone avesse occupato la Cina. Questo progetto fu poi presentato alla Casa Bianca e la convinse a far entrare in guerra gli Stati Uniti, per un fatto puramente economico, non c’era nessun giudizio morale sul nazismo, c’era solo la convenienza per l’America a mantenere il mondo aperto alle sue merci.
    La cosa strana fu che tutto il CFR fu assunto dalla Segreteria di Stato Usa (ministero degli esteri) durante tutta la guerra; tutto il personale politico del presidente Franklin D. Roosevelt proveniva dal CFR. Da allora nulla è mai cambiato perché quasi tutti i presidenti americani hanno avuto un ministro degli esteri che veniva dal CFR cioè da un ente privato, una fondazione culturale che non paga le tasse, pagato dalla famiglia Rockefeller ossia la Chase Manhattan Bank e la Standard Oil.

    La Trilaterale nasce nel 1973 all’interno del CFR allo scopo - secondo le parole di Zbigniew Brezinsky che materialmente la creò, con i soldi di Rockefeller - di "controllare la democrazia", perché la democrazia deve essere funzionale ai grandi interessi capitalistici privati. Brezinsky crea questa associazione, che non è propriamente una società segreta ma un gruppo di pressione, una lobby, una super-lobby, in un modo che in America è accettato e che anche qui esiste, anche se in modo meno chiaro. I politici eletti spesso sono persone mediocri che non hanno idee né progetti: saliti al potere sono grati a chi glieli offre. Queste istituzioni hanno fior di professori in grado di elaborare molti progetti.
    È in questi ambienti che è nata l’idea dell’Europa come è stata sviluppata fino ad ora, cioè un’Europa non democratica fatta da burocrati. Prima ancora della Trilaterale, il CFR formò l’idea del Piano Marshall e affidò la distribuzione del denaro del Piano Marshall, di cui gli europei avevano estremo bisogno, a una persona che nessuno conosceva ma che loro conoscevano perché era un loro uomo - Jean Monnet, non a caso un grande nemico di De Gaulle - per fare l’Europa burocratica governata da questi poteri e sostanzialmente nell’interesse delle multinazionali.
    In Italia, per esempio, l’uomo di questo giro era Ugo La Malfa (padre di Giorgio). Alcide De Gasperi una volta disse, dopo aver estromesso i comunisti dal Governo, che La Malfa non si poteva estromettere altrimenti non sarebbero arrivati i soldi del Piano Marshall. Quindi il PRI di La Malfa con il 3% contava moltissimo: è sempre stato il partito di Mediobanca, di Agnelli, perché ha dietro questo gruppo di potere fortissimo. Fortissimo e molto intelligente.

    Adesso la Trilaterale viene qua a dirci di accelerare la costruzione di questo disegno dell’Europa, di Stati Uniti d’Europa. Il discorso è lo stesso che da settimane sta facendo (perché ne ha ricevuto l’ordine) il nostro amato Presidente della Repubblica, colui che ha cambiato la bandiera italiana con quella strana bandiera che ha una losanga e la ruota dentata, che è un simbolo della massoneria e serve a far capire che in Italia comanda la massoneria, che è l’Italia massonica collegata ai più grandi poteri massonici che parla. I simboli contano moltissimo per i massoni. Questo signore come ricorderete "salvò la lira" quando era Governatore della Banca d’Italia facendo spendere allo Stato italiano 60.000 miliardi senza riuscire a salvarla e qui apro una parentesi: il banchere centrale della Thailandia per aver tentato la stessa operazione è stato messo sotto processo, invece il banchiere centrale d’Italia è diventato Presidente della Repubblica dopo aver fatto perdere al nostro paese la cifra pazzesca di 60.000 miliardi... è diventato un benemerito... del resto quando c’è di mezzo la ruota dentata nessuno viene mai messo sotto processo, come Badoglio che doveva essere fucilato e non lo fu.
    La Trilaterale dunque vuole accelerare il processo di "europeizzazione", ma questo non è un buon momento per lei, perché il processo si è bloccato. Alcuni dei loro progetti e delle loro previsioni non si sono verificate.
    Per esempio, uno dei loro, Tomaso Padoa-Schioppa che è il creatore dell’euro, una moneta fantasma, aveva scritto chiaramente che bisognava fare l’euro così, una volta divenuto una moneta fortissima, provocherà "crisi economiche asimmetriche" in tutta Europa tali per cui gli europei ci chiederanno in ginocchio di fare il Governo Unico Europeo, cioè di fare l’unificazione politica dopo quella economica-monetaria. La previsione di Padoa-Schioppa non si è avverata, anzi avviene il contrario: l’euro sta crollando e questo indebolisce molto il progetto di lor signori, tant’è vero che si comincia a dire che è vietato parlarne nei giornali, ma qualcuno comincia ad avere un certo disagio e a chiedersi che cosa mai ci stiamo a fare in Europa.

    C’è un altro fenomeno che li preoccupa davvero moltissimo: è l’emergere nella nostra Europa di uomini politici che loro non hanno scelto. Questi politici che emergono dal popolo per loro hanno un nome comune: "populisti", che in America significa quasi fascisti, è proprio una brutta parola, per loro sarebbe più accettabile un politico pedofilo di uno populista. I politici populisti vogliono politiche popolari, a favore del popolo e non dei capitali finanziari e dunque sono "cattivi". Con il "caso Haider" hanno commesso un altro errore: è così grande la loro paura che persino il capo di una piccola provincia di montagna è stato presentato improvvisamente come un Hitler (cosa che sul piano storico è assurda) e ha subìto l’ostracismo di tutti i capi di stato europei (non dell’Unione Europea ma dei singoli Stati), come se tutti avessero ricevuto un ordine, cosa che in effetti è avvenuta: hanno ricevuto una telefonata da Washington o da qualche altro fanatico della Trilaterale e hanno detto che Jörg Haider è nazista, antisemita (prima o poi ogni politico populista a sentire loro diventa antisemita), eccetera, e quindi bisogna bloccarlo. Così facendo, i politici hanno anche scoperto il loro gioco in modo impressionante, tanto è vero che il capo europeo della Trilaterale, Otto Von Lambsdorf, in un articolo apparso sui giornali del loro regime, l’Herald Tribune, Washington Post, eccetera, ha detto che le misure adottate contro l’Austria sono state un "errore politico". Infatti l’Europa unita che loro sognano è quella in cui la gente è rassegnata ad adattarsi ai loro piani. Invece il caso Haider ha fatto paura in molti piccoli paesi: la Svizzera si chiede se vale la pena di entrare in un’Europa che le dice chi e come deve votare; la Danimarca ha fatto lo stesso discorso e ha votato ancora una volta contro questo disegno di Europa.
    La "carta dei diritti" è un esempio di come loro vogliono l’Europa: suddita di un gruppo di 60 persone tra cui c’è Stefano Rodotà - un altro che non viene mai eletto da nessuno, ogni tanto si presenta alle elezioni ma nessuno lo elegge, nemmeno i suoi parenti - uno che poi troviamo "Garante della privacy" per 500 milioni l’anno in un ufficio che non ha mai fatto nulla, né di buono né di cattivo. Questi "grand commis" sono pagati da noi contribuenti, sia chiaro! I miliardi che prende Carlo Azeglio Ciampi - pagato il triplo del presidente Usa - sono soldi del contribuente, non li guadagna certo da sé. Il suo segretario, Gaetano Gifuni, prende un miliardo l’anno. Io come italiano non ho nessun bisogno di Gifuni. Il potentissimo addetto stampa di Ciampi, Arrigo Levi, è un membro molto influente della Trilaterale: è molto più importante di Ciampi sul piano internazionale e anzi in realtà è il suo controllore.

    In questo scenario cade l’appuntamento del Vertice di Nizza, programmato per tempo all’indomani delle elezioni presidenziali americane. in cui la Trilaterale doveva venirci a cantare le lodi degli Stati Uniti che seguono le loro direttive: hanno un forte presidente eletto in modo splendido, hanno una borsa in rialzo, hanno dieci anni di crescita economica, non ci sono crisi né instabilità politica... ed eccoli invece in questa situazione che incute loro una paura spaventosa: c’è vuoto di potere a Washington che dura da giorni e rischia di durare ancora molti giorni o settimane, se non dei mesi; la Borsa di New York invece sta calando e la cosa li spaventa ancora di più perché il calo della Borsa di New York può provocare il caso dello "scenario-catastrofe". Dovete sapere che la Trilaterale il 15 luglio scorso ha fatto a New York una riunione in cui hanno simulato al computer il crollo della gigantesca bolla speculativa finanziaria che c’è a New York che ammonta alla cifra astronomica di 300 milioni di miliardi di dollari di esposizioni varie, un enorme debito che nessuno può pagare, basti pensare che tutto il PIL dell’Unione Europea non arriva a 7 milioni di miliardi di dollari. Quei soldi non ci sono, sono soltanto impegni di pagamento, sono delle specie di cambiali speculative che nessuno pensa di cambiare mai. Se crolla quella borsa si forma un risucchio gigantesco che azzera tutti i nostri conti correnti. Loro hanno il terrore di arrivare alla crisi, che loro prevedevano già da luglio, in un vuoto di potere che non possono controllare. Se scoppia questa crisi finanziaria staremo malissimo tutti, ma anche i loro progetti di interdipendenza globale diventano irrealizzabili a breve: possono sorgere i nuovi populismi che loro temono moltissimo, non sapranno rendere ragione del disastro alle popolazioni che hanno seguito i loro progetti, magari chiederanno a Ciampi dove sono le meraviglie dell’euro. La crisi della Borsa di New York può essere come quella del 1929, mina la loro credibilità e soprattutto mina l’interdipendenza economica che è rovinosa in tempi di crisi, perché la gente non ha da mangiare. Nei periodi di crisi economica è invece utile l’autosufficienza, se non l’autarchia. In America entrambi i partiti fanno un programma di emergenza nazionale proprio per la crisi, perché vedrete che prima o poi finirà così.
    Insomma oggi la Trilaterale è a Milano, nessuno sa cosa si stanno dicendo (si riuniscono a porte chiuse e le loro decisioni si conoscono anni dopo che sono state prese), però è presumibile che siano qui a parare questo colpo in una situazione difensiva.

 

 
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