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Ci sono immagini che mi hanno ricordato i lagher nazisti per la loro crudezza e testimonianze di chi ha visto morire bambini per la sete con i rapitori sghignazzanti.
Il signor Bot chiese a Clinton spiegazioni sulla morte di TUTTI i presenti, di cui moltissimi bambini, nel Ranch di Waco?Citazione:
In origine postato da Pasquin0
una cippa
"MAASTRICHT (Olanda) - La Russia deve spiegare "come questa tragedia possa essere avvenuta". Lo chiede la presidenza olandese di turno dell'Unione europea, per bocca del ministro degli Esteri Bernard Bot, "dopo aver appreso del grande numero di vittime" provocato dal blitz delle forze speciali russe nella scuola sequestrata dai terroristi ceceni.
Bot aggiunge: "Ma noi anche vorremmo sapere dalle autorità russe come questa tragedia possa essere avvenuta"
che facciamo pensiera? chiudiamo il negozietto un mesetto in segno di lutto?
o domani a fare affari come prima??
Questo olandese ha perso una buona occasione insieme alla sinistra e ai radicali di tacere.
Ecco il vero volto dei noachiti. Parlano di occidente e poi parteggiano per i terroristi ceceni..:DCitazione:
In origine postato da Dreyer
E chiaramente se i soldati russi non avessero invaso la Cecenia durante la guerra con le icone sui carriarmati e le benedizioni dei loro pope a quest'ora il clima di guerra santa ci sarebbe di meno...:rolleyes:
e non è ironico.
Hai mai visto le immagini dei bambini irakeni crepati sotto le bombe dei tuoi padroni USA?Citazione:
In origine postato da Manuel
Ci sono immagini che mi hanno ricordato i lagher nazisti per la loro crudezza e testimonianze di chi ha visto morire bambini per la sete con i rapitori sghignazzanti.
:cool:
mi pare che l'europa rappresentata da Bot abbia dato il fatto suo all'america di bush...non come l'italieta di cui tu fai parte.Citazione:
In origine postato da Totila
Il signor Bot chiese a Clinton spiegazioni sulla morte di TUTTI i presenti, di cui moltissimi bambini, nel Ranch di Waco?
Questo olandese ha perso una buona occasione insieme alla sinistra e ai radicali di tacere.
da www.iltempo.it
" Noi chiusi nel lager di Beslan
«Le risate di quei terroristi mentre i piccoli svenivano »
di MARZIO LAGHI
MOSCA — Tenendo per i capelli un ostaggio che ha appena ammazzato a sangue freddo con un colpo alla testa davanti a tutti, il terrorista grida alla sua platea muta e impietrita di bimbi e madri: «Se un solo bambino accenna anche un solo lamento, uccideremo un altro ostaggio!». È un catalogo di ferocia e crudeltà quello che continua ad alimentarsi dai racconti delle madri e delle insegnanti sopravvissute all'inferno della scuola Numero 1 di Beslan. Storie che sembrano provenire da qualche lager nazista. La testimonianza, pubblicata sul sito di FoxNews, è di una giovane mamma, Alla Gadieyeva, 24 anni, che ha accettato di raccontare, di rivelare qualche scheggia di quell'inferno mentre sta distesa a terra in preda allo sfinimento, ma con il sollievo di essere sopravvissuta insieme al suo bimbo di sette anni ed alla madre. L'hanno infatti appena rassicurata che loro sono vivi. Alla, con la madre Irina sta accompagnando il piccolo Zaur per il suo primo giorno di scuola quando scatta l'attacco dei terroristi: «Mi sembrava che stessero scoppiando dei palloncini», ricorda Alla, prima che nel cortile della scuola appaiano gli uomini armati e mascherati che sparano in aria e ordinano a tutti di entrare nell'edificio di corsa. Dappertutto si sentono le grida e i pianti di terrore degli adulti e dei ragazzi, i gemiti terrorizzati dei bambini. Una volta nell'edificio, tutti gli ostaggi sono obbligati a rannicchiarsi con le dita intrecciate dietro la testa. Subito, racconta la donna, i terroristi confiscano tutti i telefoni cellulari, facendoli a pezzi. Poi un terrorista lancia un avvertimento, un primo assaggio di spietata ferocia: «Se troviamo che qualcuno di voi nasconde un cellulare, 20 persone saranno uccise intorno a lui». Il primo giorno c'è una distribuzione di un po’ d'acqua. A ognuna delle oltre mille persone tocca qualche goccia, poi più niente. Passano le ore, il caldo nella palestra è insopportabile, manca l'acqua, la paura si taglia col coltello. «Mia madre era in preda al terrore, pensavo stesse per avere un infarto. Poi quando ho visto lei e il mio bambino perdere conoscenza, spossati e disidratati, volevo che finisse tutto lì, in quell'istante!». Se qualcuno osa chiedere dell'acqua, ricorda Alla, i terroristi ridono. «Quando i bambini hanno cominciato a svenire, loro si facevano una risata». Alla conferma che per calmare la sete, ci si trova costretti a bere la propria urina. Il piccolo Zaur è così atterrito, racconta la mamma, che basta sfiorarlo per farlo ritrarre. Non c'è vero sonno, ma uno stato di semiveglia, misto a sfinimento. Alcuni terroristi si tolgono la maschera, hanno barbe e capelli lunghi, un inconfondibile accento ceceno. «Non sono esseri umani. Non mi capacito di quanto ci hanno fatto!», si sfoga la donna. E non riesce a raccontare di quelle bimbe che i terroristi hanno stuprato prima di ucciderle. L'epilogo poi piomba su tutti improvvisamente, e il regno del terrore silenzioso si trasforma nel caos. Gli eventi, come il crepitio delle armi, le esplosioni, le grida, il panico, precipitano, e Alla non ha modo di capire cosa stia succedendo. Ma per la prima volta nota che la crudeltà dei terroristi ha perso la freddezza e il controllo, e le loro voci e gesti ora tradiscono agitazione: «Spareremo fino a quando non avremo finito i colpi - grida uno di loro - e quando le armi si svuoteranno, faremo saltare l'edificio». I bambini escono dalla breccia apertasi nel muro della palestra. Nel fuggi fuggi Alla aiuta sua madre e il suo Zaur ad uscire dalla finestra, ma nella confusione si aggrappa a lei disperato un bambino di sei anni», che la tiene «come se non mi volesse lasciare mai più. Poi, finalmente appaiono i primi Spetznazt alle finestre «Non ci credevo! Pensavo fossero ceceni». Poi la conferma che l'incubo, per lei, è finito: «Tutto ok, sei a casa», le dice il militare. Sul prato si formano lunghe file di cadaveri.
Domenica 5 Settembre 2004 "
Saluti liberali
Cronaca del massimo della crudeltà che la mente disumana posssa concepire.. da Repubblica
Azamas, 13 anni: "Quando sono fuggito, ho calpestato
i cadaveri dei miei compagni. A questo mi hanno ridotto
"Non uccideteci, siamo bimbi
loro ridevano e sparavano"
Il racconto delle bestialità: le ragazze violentate, un bambino ucciso per aver bevuto un succo di frutta. E non trova il fratello
dal nostro inviato GIAMPAOLO VISETTI
Il dolore di una madre
BESLAN - È dalle 6 del mattino che Azamas cammina davanti al cortile della scuola. Stanchissimo, non ha chiuso occhio per tutta la notte. Poi si è messo i pantaloni bianchi della tuta, un gilet di lana gialla e un paio di pantofole rosse. A 13 anni non si rassegna a non vedere più il fratello maggiore. È tornato qui per chiedere ai soccorritori di lasciarlo frugare tra i sacchi neri. Sono ancora stesi sul cortile: dentro i resti delle vittime irriconoscibili. Quando tutto è scoppiato erano assieme.
"Mi sono buttato dalla finestra - racconta - e ho cominciato a correre. Poi mi sono girato e Andrej non c'era". Parla sottovoce, lentamente, e continua a guardare chi arrivi, quando sente dei passi alle spalle. "Non ci davano da mangiare, chi voleva bere pisciava in un bicchiere. Non ci lasciavano parlare. Dovete stare zitti, gridavano. Il papà del mio compagno di banco s'è alzato per tranquillizzare alcune donne che piangevano. Lo hanno ucciso a mitragliate, davanti ai due figli".
Azamas s'avvicina a un soldato e gli chiede se abbia visto un bambino con un maglione rosso. Niente. "Alcune ragazze dell'ultimo anno delle superiori - prosegue - la seconda notte hanno chiesto di poter andare in bagno. Due terroristi le hanno seguite. Poi abbiamo sentito delle grida. Sono durate poco. Le nostre compagne sono uscite dopo venti minuti. Piangevano. Gli uomini con il passamontagna le hanno violentate: poi hanno chiamato altri tre compagni perché facessero lo stesso. Un guerrigliero ha gridato che se ancora qualcuna s'azzardava ad andare in bagno avrebbe fatto la stessa fine. Due mamme sono svenute e per poco non sono state ammazzate".
Non si spiega perché tutto sia successo. Dei rapporti tra Russia e Cecenia non sa nulla. "Alcuni di noi scolari hanno detto ai terroristi: "Lasciateci vivere, siamo solo dei bambini". Un guerrigliero s'è messo a ridere e ha detto che era peggio, se fossimo diventati grandi. Non ci hanno mai detto una parola buona, le donne kamikaze sembravano drogate e non parlavano. Il primo giorno un bambino della 5a classe ha preso dalla cartella un succo di frutta e s'è messo a bere. Uno di quelli s'è tolto il passamontagna, gli ha strappato il succo di mano e se l'è bevuto. Poi ha puntato la pistola alla nuca del nostro compagno e gli ha sparato. Ha detto che non gli piacevano gli indisciplinati".
Azamas dice che non perdonerà. "Quando sono fuggito - spiega - ho calpestato i cadaveri dei miei compagni. A questo mi hanno ridotto".
bravo...posta tali testimonianze, e poi in altro post appoggi le loro scuole islamiche, paragonandole alle nostre scuole cattoliche, sapendo bene che non è neanche pensabile un paragone del genere, da una parte ci si attiene alle leggi del paese in cui si vive, dall'altra si segue unicamente la legge coranica che invece va contro quelle che sono le leggi del paese che ti ospita....complimenti!!!!...per quanto mi riguarda finchè tutti, e dico tutti quelli che sono di religione islamica in questo paese non firmano e sottoscrivono che si attengono alle nostre regole e che condannano certi comportamenti li giudico tutti allo stesso livello integralisti estremisti