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La visione del doppio
Si tratta però di casi limite; per lo più il fenomeno si presenta in forme meno importanti anche se non meno inesplicabili. Un caso abbastanza frequente è quello in cui il soggetto, in stato di veglia, o di trance molto leggera, mantenendo la piena coscienza di sé, vede più o meno vicino a sé il suo doppio.
Caterina di Russia avrebbe visto un giorno venirle incontro il proprio fantasma: da donna energica qual'era, si limitò a ordinare al proprio uficiale d'ordinanza: "Sparagli!"
Alfred De Musset, Shelley, Jules Lemaitre avrebbero visto egualmente il proprio doppio, ed è notissimo il caso di Guy de Maupassant. Nel 1889 egli stava scrivendo nel suo studio quando sentì aprirsi la porta alle sue spalle, o ebbe l'impressione di udire quel rumore; voltatosi vide entrare nella stanza il suo fantasma, che gli si sedette di fronte e, presasi la testa tra le mani, cominciò a dettargli il seguito di ciò che scriveva; quando ebbe finito, si alzò e scomparve.
La dottoressa Green,che ha dedicato importanti studi alla bilocazione,ha proposto per questi casi il termine "autofania", o apparizione di se stessi.
René Magritte, La Reproduction Interdit (1937)
Immagine tratta dal sito http://www.lettere.unimi.it





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