Credo che pochi, a destra, pensino veramente che la sinistra provi piacere per tutti questi attentati o sia addirittura connivente con il terrorismo. So che alcuni settori della dx italiana, quelli che non si perdono un numero di Libero per intenderci, ne sono persuasi. E recentemente anche un importante esponente dello staff elettorale di Bush ha affermato che Kerry "farà entrare i terroristi". Ma i primi sono una minoranza (ben rappresentata su POL, però) e la seconda è una boutade da campagna elettorale che sarà presto dimenticata.
Siamo tutti contro il terrorismo perché tutti ne siamo coinvolti.
Quello che ci divide è il modo di affrontarlo, la risposta da dare. A destra molti, troppi, si rifiutano di distinguere perorando soluzioni drastiche del tipo "uccidiamoli tutti, Allah riconoscerà quelli buoni". Oppure sferrano guerre prive di basi giuridiche ed in assenza di reali pericoli, mentre magari il vero nemico sta altrove. Come la recente all' Irak. Sicuramente verrà il giorno in cui un Irak pacificato e democratico sarà d' esempio ai vicini. Ma quando? Tra 3, 5, 10 anni? Nel frattempo però, laddove da 12 anni regnava la calma, abbiamo creato un focolaio purulento dove i terroristi confluiscono da ogni parte, come le mosche sul miele. Fornendo loro, e non ve n' era proprio bisogno, altro materiale, altri esempi della "crudeltà" occidentale che utilizzeranno per far proselitismo, reclutando nuovi adepti, nuovi kamikaze.
No, non è stata una decisione saggia questa guerra all' Irak. Direi sciagurata piuttosto.
E la risposta della sx qual' è allora? Politica, più che militare. Distinguere tra i pericoli reali e quelli inventati a bella posta per altri scopi significa far buona politica, ad esempio. Poi bonificare, con l' aiuto della diplomazia, le paludi dove le zanzare terroriste prolificano (secondo la bella definizione di Timothy Ash) : la Terrasanta ed il Caucaso. Inoltre premiare i paesi musulmani moderati nostri alleati. Facendo finalmente entrare la Turchia nella UE, ad esempio. O disputando la Coppa del Mondo in un paese arabo. Il Marocco la chiede da 20 anni ma anche questa volta è finita altrove. Proposta che strapperà risolini di sufficienza da parte di coloro che ignorano quanto il calcio sia seguito dalle masse arabe.
Avvenimenti che avrebbero entrambi una enorme risonanza nel mondo islamico, dando prova di quanto convenga esser moderati, di quanto il moderatismo paghi. Potremmo fornire ulteriore esempio di come la democrazia sia preferibile a qualsiasi teocrazia, monarchia o dittatura, accordando il voto amministrativo ai nostri extracomunitari. Molti provengono da stati dittatoriali e non hanno mai votato in vita loro. Sarebbe un avvenimento da raccontare a casa ad amici e parenti.
Infine tra le opzioni dev' esser contemplata anche quella militare, come no. Ma in nessun caso preventivamente, semmai in risposta ad un invasione, come la giusta e sacrosanta prima guerra del Golfo, o ad una pulizia etnica, come l' altrettanto giusto e sacrosanto bombardamento della Serbia.
Ah, dimenticavo: bisogna anche smettere di finanziarie alcuni governi islamici affinché tengano a bada i nostri nemici, denunciandoli poi come terroristi quando non servono più. Vedi gli afghani e Saddam, prima amici dell' occidente in funzione antisovietica e antiiraniana, eppoi terroristi quando i pericoli sovietico ed iraniano vennero meno.
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