scusate, parlo un po' di politica estera perchè non riesco ad appasionarmi alle ultime importanti e virulente diatribe locali.
i terribili fatti russi, con l' impressionante carico emozionale che si portano dietro, hanno come annichilito nei più (me per primo) la voglia di analizzare fatti e dicutere scenari.
però c'è qualcosa che ho notato e vorrei sottoporvi.
i nostri cugini francesi si trovano nell' angosciosa situazione di aver due connazionali ostaggi degli estremisti islamici.
il tutto senza aver "invaso" l' iraq, anzi pur essendo assurti al ruolo di anti-bush per eccellenza.
la loro reazione, è stata, dal punto di vista "estetico", assolutamente ammirabile.
capo dello stato, primo ministro, opposizione e maggioranza tutti compatti, fermezza sulle richieste (via la legge anti-velo) e grande azione diplomatica.
io, che vedo sempre più spesso maggioranza ed opposizione italiane sciacallare su ogni frase o copricapo, sono ammirato e, logicamente, spero che tutto vada per il meglio.
però c'è qualcosa che al mio orecchio stona.
tutto il mondo islamico moderato si è affrettato ad esprimere una assoluta condanna dell' episodio.
il consiglio degli ulema ha sentenziato che la legge sul velo è un fattto interno francese.
addirittura hamas ed helzabollah, nello stesso giorno in cui facevano saltare in aria 12 israeliani si sono premurati di assicurare al mondo che no, i francesi sono amici, fratelli mujaddin, vi siete sbagliati, lasciateli stare, anzi ci faremo noi carico di trovare chi li ha rapiti
questo in virtù della posizione antiamericana, degli screzi con israele e, pare, di una robusta iniezioni di soldini nei confronti di hamas, cioè diciamo con un eufemismo, di una disinvolta politica filo-araba tenuta dalla francia negi ultimi anni.
c'è oltralpe qualche intellettuale che si chiede:
"possiamo accettare l'aiuto di chi (hamas ed helzabollah) ha la mano insanguinata?"
oppure "è giusto che la stessa solidarietà non sia stata espressa a italiani, americani, nepalesi quando è toccato a loro?"
mi domando se l' utilitarismo spicciolo, di andreottiana memoria, possa oggi essere moralmente giustificato e, soprattutto, sostenuto senza vergogna nei confronti dei partners in un contesto europeo
saluti




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