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Coloro che risvegliano i popoli: Kurt Eggers
Se c’è un personaggio emblematico tra coloro che risvegliano i popoli questo è senza dubbio il “poeta-guerriero” in cui s’incarnano il lirismo ed il coraggio, virtù essenziali a chi vuole far sentire la propria voce quando bisogna salvare la patria dal nulla o dal sonno. Affascinato fin dalla giovinezza dall’idea del sacrificio fondante, Kurt Eggers ha voluto che la sua vita fosse l’immagine della sua opera e che il suo messaggio alla gioventù fosse sigillato dal suo stesso sangue. Pochi uomini hanno esaltato con tanta forza il sacrificio della “morte in combattimento”. Poeta, scrittore, drammaturgo, storico, polemista scelse di affrontare il suo destino dalla torretta di un panzer alla testa di una formazione corrazzata di volontari germanici.
Ucciso in combattimento nel trentottesimo anno della sua vita Kurt Eggers ha incarnato fino al suo ultimo minuto l’ideale che aveva esaltato nei suoi libri: l’incontro indissolubile tra le due sue vocazioni quella dello scrittore e quella del combattente. Vocazioni unite eternamente, oltre ogni legame di parte, fino ad acquisire un significato eroico essenziale. Nato a Berlino il 10 novembre 1905 il giovane Kurt Eggers non ha nemmeno nove anni quando scoppia la prima Guerra mondiale. Il bambino è affascinato dai racconti di guerra dei più grandi e sogna di diventare anch’egli un soldato. Dagli undici ai tredici anni Kurt riesce ad essere ammesso al veliero-scuola “Berlin”. Ma dopo la disfatta tedesca prende la decisione d’entrare nella scuola per cadetti di Plön. La reazione che egli proverà in quel frangente si ritrova nelle prime pagine del magnifico libro “I proscritti” di Ernst von Salomon più vecchio di Kurt di tre anni. L’adolescente ha mantenuto i contatti con il vecchio comandante della nave-scuola e diviene suo attendente partecipando ai combattimenti contro gli spartachisti nel 1919 e al tentativo di putsch di Kapp nel 1920. Terminate queste esperienze guerresche torna sui banchi si scuola. Non ha ancora sedici anni quando lascia l’aula scolastica per unirsi ad un Corpo Franco che combatte contro i polacchi in alta Slesia nel 1921. Il giovane volontario Kurt Eggers, staffetta della formazione “Schwarze Schar” (Schiera Nera), parteciperà alla battaglia sull’Annaberg luogo simbolo della saga dei Freikorps. Dall’esperienza di questo assalto trarrà il racconto “Von jungen Herzen” ed una poesia:
Le grigie file dei morti cospargono le alture
Davanti all’Annaberg.
Le granate esplodono in mezzo ai gruppi d’assalto dei corpi franchi
Davanti l’Annaberg
Lanzichenecchi, combattiamo abbandonati e traditi dalla patria,
i fucili sono caldi e i cuori duri come la pietra
Sull’Annaberg!
Al suo fianco un camerata è morto ed un altro gravemente ferito ma la cima è conquistata. Dai ricordi di queste imprese nsceranno i libri "Der Berg der Rebellen", "Das Kreuz der Freiheit" e il dramma teatrale "Annaberg".
Il giovane volontario di sedici anni torna alla sua scuola, ma la sue assenze gli costano l’espulsione. Raggiungege allora una comunità agricola nel Mecklenburg senza aver ottento l’abitur (diploma di maturità). Si arruola in seguito in un reggimento di artiglieria della Reichswehr a Frankfurt sull’Oder ma il piccolo esercito da centomila uomini lo delude e riprende i sui studi. Prima a Berlino, poi a Göttingen e a Rostock prima di ritornare nela capitale. Il volontario dell’alta Slesia studia la biologia, la filosofia, il sanscrito, l’archeologia e, soprattutto la teologia. Impara l’aramaico per approfondire gli studi biblici e si interessa ai marcioniti considerati i primi eretici del cristianesimo. Nell’associazione studentesca ”Burschenschaft Swebia” incontrerà il futuro martire nazionalsocialista Horst Wessel a cui sarà dedicato l’inno del partito (su Wessel vedi http://horstwessel.iespana.es/horstwessel/ ). Nel 1930 diventa pastore luterano in una parrocchia rurale del Mecklenburg. Ma s’interessa più della terra che del cielo e denuncia la miseria dei contadini tedeschi e l’eterna lotta da sostenere contro tutti gli oscurantismi. Le autorità ecclesiastiche si allarmano e lo nominano allora vicario a Berlino. Una delle sue prediche fa scandalo: per il pastore Eggers la verità della gioventù tedesca non si trova nella Bibbia ma nella Nazione! Scegli di lasciare la chiesa e di guadagnarsi da vivere come libero scrittore conoscendo la miseria e la fame.
Kurt Eggers si appassiona ad un personaggio che diventerà il modello esemplare del suo pensiero e della sua vita e a cui consacrerà molti libri: Ulrich von Hutten. Questo prodigioso “risvegliatore” del pensiero germanico è poco conosciuto nei paesi latini. Nato nel castello di Steckelberg in Franconia, alla fine del XV° secolo, fugge a sedici anni nell’abbazzia di Fulda dove fa i suoi studi, si reca a Roma dove diviene ostile al cattolicesimo e sostiene un cristianesimo specificamente tedesco. Si unisce a Lutero e moltiplica le lettere ed i pamphlets tanto che è costretto a rifugiarsi in Svizzera dove morirà nel 1523 sull’isola di Ufenau non lontano da Zurigo. L’ex pastore traduce gli scritti di questo ribelle che ha fondato tutta la sua esistenza sull’onore, la fierezza e la forza. Ormai posseduto completamente da questo personaggio straordinario, Eggers diventerà a sua volta un “riformatore”. Riunisce in un breviario eretico le massime dei grandi pensatori tedeschi di tutti i tempi. La preparazione al combattimento – sia spirituale che materiale – è la base del lirismo di questo giovane scrittore che moltiplica i saggi storici, le raccolte di poesia e soprattutto i lavori destinati ai teatri all’aperto Thing. Singolare uomo di lettere, Kurt Eggers si appassiona sia alla mitologia nordica, alle leggende germaniche, alla storia tedesca che al più grande poeta dell’impero cinese Li T’ai Pes paragonando il suo destino a quello del suo amato Ulrich von Hutten. A trent’anni scrive una folgorante autobiografia “Der Berg der Rebellen” (La montagna dei ribelli) in cui fa rivivere i combattimenti dei volontari dei Corpi Franchi di cui ha condiviso avventure e pericoli. Nel 1939 esce il più importante tra i suoi libri, “Der Tanz aus der Reihe”, che si può tradurre come “La danza fuori dai ranghi”. E’ una sorta di autobiografia rivoluzionaria che ambisce a diventare il libro della giovane generazione, quella dei ragazzi che con una quindicina d’anni di meno di lui si preparano a terribili prove cantando: “Oggi ci ascolta la Germania. Domani il mondo intero…”. Negli anni prima della guerra Kurt Eggers non ha smesso di pubblicare libri su libri passando dalla biografia di Bismarck ad un racconto del viaggio di due adolescenti berlinesi verso il mar Baltico passando per il Mecklenburg. Furiosamente egli riunisce pensieri e poemi in brevi antologie in cui la linea direttrice è sempre la stessa : la vita è una lotta e solo i forti possono affrontarla. Kurt Eggers si inserisce pienamente nella linea filosofica di Friedrich Nietzsche, come testimonia questa breve poesia:
Da un tempo immemore un popolo
Generato da guerrieri
Ha fondato la sua giustizia;
Da tempo immemore un popolo
Che non rinnega il combattimento
Non degenera.
Ma quando un popolo
Sogna di paradisi
Merita il pericolo!
E quando un popolo
Spezza la spada
Chiama la sua morte.
Kurt Eggers , che aveva iniziatio la sua “carriera” di scrittore nel 1933, dopo aver abbandonato la sua carica pastorale, pubblica una quarantina di libri in quei sette anni di lavoro intenso. Dopo il suo matrimonio diviene padre di quattro bambini: Jörg, Wulf, Götz e Jens che egli alleva secondo il precetto essenziale: “ Insegnate ai vostri bambini la forza di carattere!”
Incaricato dell’organizzazione delle feste e delle cerimonie all’interno del Servizio principale della razza e della colonizzazione nel 1935 egli non aderisce che due anni più tardi al partito nazionalsocialista perché “la politica” non lo interessa molto. All’inizio della guerra, nel 1939, si arruola nell’esercito e combatte come sottufficiale in un’unità anticarro assumendo anche le funzioni di corrispondente di guerra incarico che gli permetterà di scrivere un libro su quest’ennesima esperienza bellica. Smobilitato nel 1940 torna ala suo lavoro si scrittore. Parte nuovamente come volontario nel 1942 fedele al suo pensiero:”Forte è colui che sa vivere all’interno della sua comunità padroneggiando sé stesso.”
Si arruola questa volta nella divisione SS Wiking composta da volontari di origine germanica Danesi, Norvegesi, Olandesi, Fiamminghi, Finlandesi, qualche Svedese e Svizzero tedesco. Kurt Eggers arriva nella sua unità nell’autunno del 1942 nel momento in cui la Divisione si riorganizza dopo la terribile ritirata dal Caucaso. Il volontario all’età di 37 anni non è che un semplice sergente (Unterscharführer) ma porta sulla sua giubba nera il nastro della croce di ferro di II classe, la decorazione dell’aquila slesiana, la medaglia di bronzo dei feriti al fronte, l’insegna delle truppe blindate e la croce di ferro di I classe. Viene assegnato alla 2° Compagnia di Panzer del Battaglione corrazzato destinato a diventare presto un reggimento. L’arrivo di quest’intellettuale, che possiede un piccolo apparecchio radioricevitore portatile con il quale comunica col ministero di cui è uno dei responsabili, non manca di suscitare sorpresa. Diviene quello con le relazioni nelle alte sfere ed è chiamato “colonnello” tra i civili.
Ma apprende presto il suo mestiere di comandante di carro e il 20 aprile del 1943 viene nominato sottotenente (Untersturmführer) ricevendo il comando di un plotone di cinque carri Panzer IV. In ogni incarico conferma il suo valore. Segue una filosofia nichilista del pericolo che sorprende gli stessi veterani del fronte. Dicono che egli non salga sulla torretta di comandante del suo carro se non dopo aver indossato i suoi guanti pelle grigia. Continua a comporre poemi di guerra:
Ecco, là dove noi andiamo c’è la fine di questi giorni
C’è il paese pieno di sangue e di ferro, dove noi, gli uomini,
Siamo i soli a governare
Se dovesse essere necessario che voi ci perdeste,
Insegnate ai vostri figli la nostra saggezza
Affinché mantengano verso di noi la loro fedeltà
Ciò che ha scritto e cantato, la forza, la gioia feroce del combattimento, il cameratismo, il senso del dovere assoluto fino al sacrificio, la presenza familiare della morte, tutto questo è uno stile di vita intenso con una passione terribile e sensuale. Questo singolare ufficiale, che stupisce a allo stesso tempo inquieta i suoi sottoposti, è forse il solo ad amare la guerra per la guerra proprio quando il combattimento sul fronte dell’Est dura da più di due anni e sembra diventare ogni giorno più spietato e più incerto.
Il 12 agosto 1943, il plotone Eggers avanza nel paese nemico. Talvolta l’ufficiale canta a squarcia gola e picchia familiarmente sulla calotta del puntatore del suo carro lo Sturmann (caporale) alsaziano “Pablo”, un volontario originario di Colmar. E’ una bella giornata ed i carri viaggiano con tutte le botole aperte. Il plotone Eggers passa non lontano dal margine di una foresta di betulle. Improvvisamente si sentono dei colpi di cannone. Dei pezzi anticarro sovietici colpiscono sul fianco la 2° compagnia del battaglione corrazzato della divisione Wiking! Una granata colpisce il blindato e spezza in due l’ufficiale. Le sue gambe, troncate di netto, ricadono ed inondano di sangue il puntatore e l’addetto al caricamento completamente storditi dal boato dell’esplosione. Il busto di Kurt Eggers viene proiettato a più di otto metri dal suo panzer. Il poeta soldato impiega due ore a morire intanto che infuria la battaglia tra tedeschi e sovietici. I suoi uomini raccolgono i resti del corpo del loro comandante. La sera , il suo comandante fi compagnia, l’ Obersturmführer (tenente) Walter Multhoff, farà, secondo l’usanza, l’inventario delle sue cose. Dei libri, delle lettere, delle fotografie è tutto quello che resta di uno scrittore venuto volontariamente ad riunirsi al mondo dei guerrieri per fedeltà agli ideali della sua giovinezza. Una pagina si stacca e cade a terra. L’officiale la raccoglie. “Das Lied der Kameraden”, il canto dei camerati legge il titolo sopra due dozzine di versi. Multhoff mormora a mezza voce una delle strofe:
Quando cade uno tra noi
Trafitto dalle pallottole, dilaniato dall’acciaio
Il vento che sale verso il cielo
Ci porta allora canti e non lamenti.
L’ultimo addio dei guerrieri ai loro camerati caduti è descritto da qualche verso, dai i fiori, dai rami di abete sempre verde e dalla tripla salva d’addio dei fucili. Poi l’ultimo verso finale:
E’ perciò che noi non piangiamo mai
Quelli che tra noi cadono.
Tutti cadranno un giorno:
Battete i tamburi!
Il mondo è bello!
Anch’io cadrò un giorno.
Articolo di Jean Mabire apparso sul n. 20 solstizio d’estate 2004 della rivista francese Terre & Peuple
(Terre & Peuple, Bp. 1095, F 69612 Villeurbanne cedex e-mail: contact@terreetpeuple.com sito web: www.terreetpeuple.com ).
Informazioni sullo scrittore anche nel sito in lingua tedesca: http://www.leverkusener-aufbruch.com/index01.html
Curriculum vitae:
Kurt Adolf Ludwig Eggers nato a Berlin-Schöneberg il 10.11.1905 morto in azione di Guerra presso Isjum/Bjelgorod il 12.08.1943. Figlio del dirigente della “Dresdner Bank” Wilhelm Eggers (nato a Göttingen 19/3/1871, e morto a Berlino il 7/4/1939) e di sua moglie Flora nata Schneider; nel 1907 si sposta con la famiglia a Schöneiche presso Friedrichshagen, dall’aprile 1911 al marzo 1913 frequentaVolksschule di Schöneiche, dall’aprile 1913 all’agosto 1916 frequenta il Realgymnasium di Friedrichshagen vicino Berlino, dall’agosto del 1916 al maggio del 1921 frequenta il Gymnasium di Berlin-Wilmersdorf (con interruzioni); nel 1916 entra nella Deutsche Schulschiff-Schülervereinigung (DSSV); dal 1916 al 10/11/1918 tirocinio su una Schulschiff (nave scuola), dimesso il 10/11/1918; dal gennaio 1919 al 22/2/1919 Volontario nella Garde-Kavallerie-Schützen-Division, nel marzo del 1919 partecipa ai combattimenti contro gli Spartakisti a Berlino. Nel 1919 è per breve tempo membro del Deutschnationalen Jugendbundes (DNJ) e conosce il noto agitatore antisemita Richard Kunze detto ”Knüppelkunze”; dal 1919 al 1920 lavora come addetto alla sicurezza nel locale del Deutschvölkischen Schutz und Trutzbundes a Berlino, da 13/3/1920 al 18/3/1920 prende parte al Putsch di Kapp a Berlino come attendente del suo vecchio comandante di nave scuola; dal 6/5/1921 al giugno del 1921 membro del Freikorps „Schwarze Schar“(combattimento dell’ Annaberg nell’alta Slesia); decorato con lo Schlesisches Bewährungszeichen (Schlesischer Adler- Aquila slesiana) II grado e Schlesisches Bewährungszeichen (Schlesischer Adler) I grado; dal giugno al luglio del 1921 apprendistato commerciale presso la ditta ebraica di esportazioni Ullmann & Engelmann a Berlino, nel 1921 studia Economia agraria presso la Landwirtschaftlichen Hochschule a Berlino (senza concluderla), praticantato presso Tierärztlichen Hochschule; iscritto alla lega studentesca ”Burschenschaft Swebia”, membro del Technischen Nothilfe, membro del ”Verbandes national gesinnter Soldaten”; dal 1921 al 1922 lezioni di economia agraria nel Mecklenburg (interrotte); dal 24.06.1922 al 29.06.1922 incarcerato presso la prigione Berlin-Moabit (Eggers aveva il 24/6/1922 colpito un passante perché questi aveva condannato l’assassinio del Ministro degli esteri Rathenau); dal 1922 al 1923 servizio volontario amministrativo presso la tenuta di Giesensdorf (Niederlausitz), dal 1923 al 1924 cannoniere della 5. Batteria del 3° Reggimento prussiano di Artiglieria (Frankfurt sull’Oder), dall’ottobre1924 al 1925 uditore presso l’Università di Göttingen, nel ritorno a Berlino, lavora saltuariamente come insegnante privato, dal 1925 al marzo 1926 studente del Friedrich-Gymnasium di Berlin-Charlottenburg; nel 1925 si iscrive a lMotorflug-Verband ”Sportflug GmbH” (Berlino); marzo 1926 consegue il diploma, dall’aprile 1926 al 1929 studia Filosofia, Archeologia classica e biblica, Scienze naturali e Teologia presso l’Università di Berlino, Rostock e Göttingen, nel frattempo si impiega come aiuto cameriere in un locale di Berlino-Wedding, portapacchi alla stazione “Stettino” di Berlino e come insegnante in Pomerania; membro della lega studentesca ”Corps Vandalia” a Rostock; nel 1929 Laurea di Teologia (con lode), nel1930 ordinato per 18 mesi parroco dei villaggi di Kratzeburg, Granzin e Krienke presso Neustrelitz e, contemporaneamente predicatore presso la chiesa della città di Neustrelitz, poi aiuto parroco a Berlino, nel 1931 abbandono della Chiesa, libero scrittore a Berlino e Lipsia, direttore del quotidiano nazional-rivoluzionario “Sächsische Landeszeitung“; dal 31/8/1931 matrimonio a Rostock con Gerda Boldt ( divorzia il 17/2/1933 geschieden), 29/4/1933 si risposa con la figlia del parroco Traute Kaiser; dal 1933 al dicembre 1934 direttore di trasmissione della radio di Lipsia comandante del Gau Westsachsen nell’Unione degli scrittori del Reich, autunno 1933 chiamato a collaborare con la cerchia poetica di Goebbels; autunno 1934 lavoro poetico; dal dicembre 1934 al 31/8/1936 dirigente del settore artistico della radio di Stoccarda, dal 1/7/1935 collaboratore della sezione SS del sud ovest, il 5/9/1935 entra nelle SS (membro n. 273.203) come candidato SS presso l’ufficio della Razza e della colonizzazione interna (RuSHA), 19/9/1935 diviene effettivo delle SS, il 9/11/1935 nominato SS-Rottenführer, il 30/1/1936 nominato SS-Unterscharführer, il 13/8/1936 nominato SS-Untersturmführer (con effetto dal 1/9/1936), dal 1/9/1936 al 1/6/1937 responsabile capo della sezione Schul II B ( Feste e Organizzazione delle Cerimonie) nel’ufficio scuola del RuSHA, il 1/5/1937 entra nel NSDAP (membro n. 3.953.817), dal 1/6/1937 al 1/11/1937 dirigente capo della sezione centrale III (Organizzazione Culturale) nell’ufficio scuola del RuSHA, dal 1/11/1937 al 1/11/1938 capo SS presso la RuSHA, nel 1937 referente culturale a Dortmund, dal 1937 al 1939 responsabile culturale del circolo “Dietrich Eckart Vereins“, dal marzo del 1938 dirigente per la Westfalia del sud della Camera degli scrittori del reich; dal 16/5/1938 al 16/7/1938 esercitazioni militari presso la 4. E-compagnia Panzer 16 (presso Hamm), 16/7/1938 volontario ed aspirante ufficiale della riserva; dal 1/11/1938 al 1/6/1939 dirigente SS presso l’ufficoi centrale, il 30/1/1939 nominato SS-Obersturmführer, dal 1/6/1939 al 1/6/ 1941 dirigente SS presso l’ufficio centrale del personale; il 25/8/1939 volontario di guerra nelle waffen SS, dal 1940 chiamato come Sonderführer nell’ OKW; 17/971940 ottiene la decorazione per meriti sportivi Reichssportabzeichen in argento; dal 1/6/1941 al 12/8/1943 dirigente SS presso l’ufficio centrale; dall’ottobre 1942 è trasferito dal SS-Panzer-Ersatz-Abteilung al 2/I/SS-Panzer-Regiment 5, il 17/10/1942 nominato SS-Oberscharführer delle Waffen-SS (con effetto dal 1/10/1942), il 18/10/1942 trasferito alla SS-Division”Wiking“ come comandante di Panzer, dal 12/5/1943 SS-Untersturmführer (con effetto dal 20/4/1943), dal 7/7/1943 al 17/7/1943 su ordine del RFSS è trasferito dalla SS-Panzer-Grenadier-Division „Wiking“ al Ministero del Reich per la propaganda e l’informazione popolare ed infine ritorno come comandante della 2. compania del 5. Panzerbataillons del SS Panzer Grenadier Divisione ”Wiking”; nel 1943 Croce di Ferro di I Classe; il 12/8/1943 cade a sud ovest di Bjelgoros , 16/9/1943 con effetto dal 21/6/1943 è promosso postumo SS-Obersturmführer delle WaffenSS. Ulteriori decorazioni: Croce di Ferro di II Classe, Panzerkampfabzeichen in argento, Decorazione Nera per feriti di guerra, Croce di Servizio di Guerra di II Classe. Eggers fu autore di oltre 50 drammi, composizioni teatrali, storie e canti popolari e per soldati. Dop la sua morte la sezione corrispondenti di guerra delle SS venne chiamata Standarte ”Kurt Eggers”. Insignito del premio Ernst Keil della Fondazione Schiller. Secondo il Gräbernachweis des Volksbundes Deutsche Kriegsgräberfürsorge e.V. la sua tomba si trova in località Petropawlowka in Ucraina.
Bibliografia
Annaberg Volkschaft Verlag für buch,bühne und film, Berlin, 1933
Ulrich von Hutten.Hörspiel Volkschaft Verlag für buch,bühne und film, Berlin,1933
Das Spiel von Job dem Deutschen. Ein Mysterium Volkschaft Verlag, Berlin 1933
Das grosse Wandern ein Spiel vom ewiges deutsche Schicksal Volkschaft Verlag, Berlin, 1934
Hutten - Roman Eines Deutschen Verlag Propyläen, Berlin 1934
Deutsche Gedichte Volkschaft Verlag, Berlin 1934
Deutsches Bekenntnis Widukind-Verlag, Berlin-Lichterfelde, 1934
Sturmsignale, Revolutionäre Sprechchöre Verlag Arwed Strauch, 1934 Repr. 1995
Schicksalsbrüder: Gedichte und Gesänge Deutsche Verlagsanstalt Stuttgart Berlin, 1935
Tagebuch einer frohen Fahrt Verlag Gustav Weise, Leipzig, 1935
Herz im Osten Der Roman Li Taipes des Dichters Deutsche Verlags-Anstalt, Berlin, 1935
Die Bauern von Meißen. Ein Spiel Theaterverlag Langen- Müller, 1936
Vom mutigen Leben und tapferen Sterben Verlag Gerhard Stalling, Oldenburg, 1936
Die Geburt des Jahrtausends Verlag Schwarzhäupter,Leipzig, 1936
Gedichte Verlag Georg Truckenmüller, Stuttgart, 1937
Der Deutsche Dämon. Neue Gedichte und Gesänge Verlag Schwarzhäupter,Leipzig, 1937
Der Berg der Rebellen Verlag Schwarzhäupter, Leipzig, 1937
Schüsse bei Krupp. Ein Spiel Hanseatische Verlaganstalt, Hamburg1937
Ich habs gewagt! Hutten ruft Deutschland Widukind Verlag, Berlin-Lichterfelde, 1937
Das Kreuz der Freiheit. Ein deutsches Schauspiel Verlag Schwarzhäupter, Leipzig 1937
Der junge Hutten Gustav Weise Verlag, Berlin, 1938
Feierstunde mit dem Dichter Kurt Eggers Reihe, Der Orden Aufsatz 1938
Deutsche Gedichte Verlag Volkschaft, Dortmund,1938
Feuer über Deutschland Verlag Stalling, Oldenburg i. O. 1939
Dunkelmännerbriefe, aus dem "Mönchslatein" Verlag Schwarzhäupter, Leipzig, 1939
Die Stunde des Soldaten Gedicht im Felde Reihe Die Innere Front NSK Aufsatz aus 1939
Der Tanz aus der Reihe. Erinnerungen Volkschaft Verlag, Dortmund, 1939
Ulrich von Hutten, 1488-1523 Verlag Schwarzhäupter, Leipzig 1940
Der Deutsche Dämon Verlag Schwarzhäupter, Leipzig,1940
Kamerad. Gedichte eines Soldaten Verlag Schwarzhäupter, Leipzig, 1940
Der Freiheit wildes Lied. Ketzereien großer Männer Verlag Volkschafts, Dortmund, 1940
Schwertspruch Reihe Nationalsozialistische Monatshefte 1940 Heft 122 München, 1940
Der Soldat allein ist der freie Mann Reprint Sammlungsergänzung Zwecke, Berlin, 1940
Von der Freiheit des Kriegers Nordland Verlag, Berlin, 1940
Vom Kampf und Krieg Verlag Sigrune, Erfurt, 1940
Dunkelmännerbriefe von Ulrich von Hutten Verlag Schwarzhäupter, Leipzig,1941
Schreiben an Frau Wortmann Reprint Sammlungsergänzung Zwecke, Berlin, 1941
Von der Feindschaft Verlag Volkschaft, Dortmund, 1941
Das Ketzerbrevier Volkschaft Verlag, Dortmund-Berlin, 1941
Die kriegerische Revolution Eher Verlag, Berlin, 1941
Rom Gegen Reich. Ein Kapitel Deuscher Geschichte Berlin, Nordland Verlag, 1941
Der Kaiser der Römer gegen den König der Juden Nordland Verlag, Berlin, 1941
Rom gegen Reich Nordland Verlag, Berlin, 1941
Der Tanz aus der Reihe Volkschaft Verlag, Dortmund, 1941
Tausend Jahre Kadeldütt. Ein fröhlicher Roman Verlag Schwarzhäupter, Leipzig, 1941
Kamerad, die Schicksalsstunde schlägt. Marschlied der Waffen-SSum Reprint Zwecke,1941
Das Lied der Deutschen Reihe "Rote Erde". Reprint Zwecke 1941
Der Scheiterhaufen Worte großer Ketzer Verlag Volkschafts-Verlag, Dortmund, 1942
Vater aller Dinge ; Ein Buch des Krieges Franz Eher Verlag, Berlin, 1942
Von jungen Herzen. Erlebtes Verlag Eichblatt, Leipzig, 1942
Die Heimat der Starken Volkschaft Verlag, Dortmund-Berlin 1942
Das Reich des Soldaten Verlag Schwarzhäupter, Leipzig, 1942
Der Krieg des Kriegers Deutscher Verlag für Jugend und Volk, Wien, 1942
Aus meinen Wanderjahren Verlag Deutsche Volkbücher,Stuttgart 1942
Lebenslauf Verlag Georg D. W. Callwey, München, 1942
Dem Führer: Gedicht Verlag Georg D. W. Callwey, München, 1942
Am Westwall:Gedicht Verlag Georg D. W. Callwey, München, 1942
Am Grabe eines Frontarbeiters:Gedicht Verlag Georg D. W. Callwey, München, 1942
Aufbau: Gedicht Verlag Georg D. W. Callwey, München, 1942
Was uns bewegt Wilhelm Limpert Verlag, Berlin, 1943
Des Reiches Herrlichkeit Dortmund : Volkschaft Verlag, 1943
Der Kult des Aberglaubens Verlag Volkschaft, Dortmund, 1943
Von der Heimat und ihren Frauen Verlag Sigrune Erfurt, 1943
Das grosse Wandern Ein Hörspiel vom Aufbruch der Nation Reichs-Rundfunk, Berlin; o.J
Hutten, ein Freiheitsdrama o. J.
Hutten, eine Studie o. J.
Feuer über Deutschland. Eine Huttenballade o. J.
Arbeiter, Bauern, Soldaten. Eine Liedsammlung o. J.
Revolution um Luther. Ein Spiel o. J.
Tagebuch einer frohen Stadt o. J.
Revolutionar, Dichter und Soldat Kurt Eggers starb den Heldentod Reihe Völkischer Beobachter Aufsatz aus 56. J. 1943 Nr. 246 vom 3.9.1943, München, 1943
Soldatengeist Verlag Gedenkstätte für die europäischen Freiwilligen, Halbe 1991;
Eiserne Gedichte. Ausgesuchte Gechite Kulturkreis Dresden; 1999
Kurt-Eggers-Kreis e Freundeskreis für Geschichte
Kurt Eggers - Ein Gedenken ; Die Gefallenenfeier für Kurt Eggers, wiedergegeben anläßlich der Wiederkehr seines 95. Geburtstages am 10.11.2000
Dresden, 2000 stampato solo in 300 esemplari.
Kulturkreis Dresden Stadt, Postfach 280131 D 01141 Dresden
Nel dopoguerra, nella più grande operazione di censura e distruzione culturale della storia, anche le opere di Kurt Eggers furono messe all’indice. Il 13 maggio 1946 la Commissione Interalleata di Controllo emanò una legge “sull’estirpazione della letteratura a carattere nazionalsocialista o militarista”. Contemporaneamente si creò nella zona di occupazione sovietica un organismo specializzato “Schriften-Prüfstelle bei der Deutschen Bücherei” che intraprese subito la redazione di una nuova lista di libri proibiti (Liste der auszusondernden Literatur). La lista iniziale di 526 pagine comprende 13.223 libri e 1502 giornali proibiti dal 1 aprile 1946. A completamento di questa prima escono altri tre volumi rispettivamente il 1 gennaio 1947 (179 pagine, 4.739 libri e 98 giornali), il 1 settembre 1948 (366 pagine, 9.906 libri e giornali) e il 1 aprile 1952 (circa 700 libri e giornali). In totale furono proibiti poco più di 36.000 libri e periodici editi prima del 1945. Queste liste di proscrizione sono consultabili in quanto ristampate nel 1983 dall’editore antiquario Uwe Berg (Uwe Berg Verlag und Antiquariat, Tangendorferstr. 6, D – 21442 Toppenstedt, Tel. 04173 6625, Fax 04173 6225) o direttamente in rete al sito http://vho.org/censor/tA.html)
Traduzione, integrazioni e ricerca bibliografica (nulla in lingua italiana è stato scritto o tradotto dell’opera di Eggert, anche il bel libro di M. Freschi “La letteratura del Terzo Reich” Ed. Riuniti 1997 lo ignora completamente) a cura di Harm Wulf
Schicksalsbrüder Fratelli del destino (trad. V. E.)
Il buio nasconde l’alba
Solo i fratelli del destino,
scrutano nella notte con cuore saldo.
vanno alla battaglia
Per costruire il regno nuovo e libero
Per costruire il futuro.
I troni e i cadaveri degli dei
devono far posto ad un futuro
Che non conosce altro che cuori forti.
Oro, possedimenti e gioielli
Sono solo inganno, illusione e apparenza,
Magari il destino esigesse parole!
Il destino strappa via le maschere.
Sotto la loro maschera divina
Sotto i loro mille lustrini dorati
Si vedono vecchi tremare invano
Mentre i brandelli si agitano al vento.
Sulle rovine di quel ieri
si vedono infine, di nuovo
passi fermi
Molto lontano
I nostri fratelli del destino
camminano. possedimenti saranno loro
E così la terra.
Che infine venga il mattino,
Che vadano incontro all’aurora.
Su cadaveri e macerie
essi dovranno erigere le travi
Che reggeranno la struttura del futuro
Senza grida di dolore, lamenti
Essi stessi sono pietra e mortaio,
Ascia e scalpello,
Incudine e Martello.
Il richiamo della battaglia vince
Il lamento per gli antichi Dei
Giovani uomini
Che si sono trovati
quando il destino di nuovo
gettò morte sui popoli
Grandine sui campi coltivati.
Fiamme di guerra sui paesi
Fratelli del destino
Siamo noi.
Più forti, più grandi, più veri, più sinceri
Degli Dei
Che abbiamo gettato nella polvere.
Schicksalsbrüder
Dunkelheit verhüllt das Grauen,
Nur die Schicksalsbrüder schauen
Festen Herzens in die Nacht.
Einsam ziehn sie in die Schlacht,
Um das Reich, das neue, freie,
Um die Zukunft aufzubauen.
Götterthrone, Götterleichen
Müssen einer Zukunft weichen,
Die nichts kennt als starke Herzen.
Gold, Besitz und Edelstein
Sind nur Täuschung, Trug und Schein,
Wenn das Schicksal Worte fordert!
Masken reißt das Schicksal nieder.
Unter ihrer Göttermaske,
Unter vielen goldnen Flittern
Sieht man sinnlos Greise zittern,
Wenn im Wind die Fetzen flattern.
Auf den Trümmern jenes Gestern
Sieht man endlich, endlich wieder
Festen Schritts
In ferne Weiten
Unsre Schicksalsbrüder
Schreiten.
Ihrer wird Besitz
Und Erde.
Daß das Morgen endlich werde,
Gehen sie gen Sonnenaufgang.
Über Leichen, über Trümmern
Müssen sie die Balken zimmern,
Die den Bau der Zukunft tragen.
Ohne Wehruf,
Ohne Klagen
Sind sie selber Stein und Mörtel,
Axt und Meisel,
Amboß und Hammer.
Über alter Götter Jammer
Siegt der Schlachtruf
Junger Menschen,
Die sich selbst gefunden haben,
Als das Schicksal immer wieder
Hagelschloßen über Saaten,
Kriegesflammen über Staaten,
Tod auf Völker niederwarf.
Schicksalsbrüder
Sind wir.
Stärker, größer, wahrer, echter
Als die Götter,
Die wir in den Staub geworfen.




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