9 SETTEMBRE ore 07.00 (da un'ora il re e l'intero stato maggiore è già in fuga da Roma, verso Pescara) - Uno dei tanti (moltissimi) reparti italiani sparsi nello scacchiere, che non hanno ricevuto ordini precisi nè hanno capito cosa sta accadendo pur ascoltando il radio di Badoglio, stanzia a Cefalonia con a fianco gli alleati tedeschi. Questi ultimi hanno invece capito benissimo cosa sta succedendo; gli ordini di Hitler che vi giungono sono precisi, e la parola codice Achse è arrivata anche su quest'isola che doveva difendersi dagli anglo-americani. I tedeschi - come nel resto d'Italia, chiedono ai reparti italiani il disarmo. Il comandante italiano generale Gandin, attenendosi all'ambigua prima direttiva ( il proclama ) di Badoglio rifiuta; e poche ore dopo, ne arriva un'altra direttiva: che incita: "a resistere!!").
(" N.1029/CS (Comando Supremo) alt Comunicate at generale Gandin che deve resistere con le armi at intimazione tedesca di disarmo at Cefalonia, Corfù et altre isole alt Firmato. Francesco Rossi Sottocapo di Stato Maggiore").
Resistere: pur sapendo che non avrebbero potuto mandargli a Gandin alcun aiuto, e che i numerosi aerei e tedeschi nella zona avrebbero ben presto avuto ragione del presidio italiano.
Badoglio e C. sapevano che -se resistevano, nella situazione giuridica in cui si trovavano su quell'isola (ribelli a un esercito alleato) -- erano ("senza dubbio" vedi più avanti) passibili di fucilazione, ma ciò non impedì di inviare il cinico ordine di "resistere" all'ex alleato diventato all'improvviso nemico.
"Impossibilità invio aiuti richiesti alt Infliggete nemico più gravi perdite possibili alt Ogni vostro sacrificio sarà ricompensato alt Ambrosio".