Ricordo quando giovani calciatori andavamo fuori città a giocare con le altre squadre giovanili. Partite tiratissime, contro altri ragazzetti + o - adolescenti. Eravamo una squadra gagliarda, ma questo non ci salvava dai favori arbitrali.
Ricordo quando andammo in uno di questi paesini, un sabato pomeriggio. Un campo sotto la collina del paese, tutti gli abitanti a sedere sul pendio a guardare i loro bastardelli.
Non ricordo il risultato, ma non ci andò bene. L'arbitro non ce ne scontava una. Però mi stavo dando molto da fare, ricordo un bellissimo volo sulla sinistra, a deviare un calco di punizione.
Dopo una ventina di minuti dall'inizio corro verso una palla lunga. Sono in netto anticipo sul pallone, ma l'attaccante avversario allunga lo stesso a gamba, e mi prende in pieno sulla coscia. Naturalmente rimango lì a terra. L'arbitro non fischiò neanche punizione (spero sia morto tra atroci dolori). Morale, esco dal campo.
La moglie del mister mi portò ad un'ospedale, dove mi misero una pomata, una fasciatura e via.
Cominciò a piovere forte, quasi non si vedeva niente dall'auto. Ringraziavo la signora per la gentilezza, e mi sentivo in colpa perchè ero tutto sudato e sporco (si giocava in campi in terra).
La signora non si scompose. Disse che gli piacevano i ragazzi sudati, sapevano di maschio.
Infilò l'auto in una stradina di campagna sterrata, e si fermò sotto ad un grande albero, in mezzo ai cespugli.
Io non capivo bene, però mi sembrava conoscesse a strada molto bene.
"Fammi vedere la fasciatura" e si mise a controllare. Io la lasciai fare, e ci mise ben poco a controllare la fasciatura per osservare altro...
Mi rilassai.
Con mano rapida lei abbassò lo schienale.
Una mezz'ora dopo arrivammo al campo. Gli altri avevano già fatto la doccia, io preferii lasciar fare ed attendere di tornare a casa.
Mi presero in giro, dicendo che puzzavo...
Qualcuno mi chiese anche se stavo bene e mi faceva male la gamba.
Tutto a posto, risposi, ci sono ottimi dottori e belle infermiere...




Rispondi Citando
