CASETTA BIANCA – IL LIBRO SUI BUSH DI KITTY KELLEY FA TREMARE LA CASA BIANCA. REPUBBLICANI ALL’ATTACCO. SHARON BUSH SMENTISCE, MA L’EDITORE CONFERMA…
Comincia a montare l’onda di “The Family, The Real Story of the Bush Dynasty”, il libro di Kitty Kelley che tra l’altro accusa Bush di aver fatto uso di droghe, cocaina in particolare, fino agli anni novanta, pochi anni prima di essere eletto governatore del Texas.
Il libro deve ancora uscire, ma è già sesto nella classifica di vendita on-line di Amazon.com, e rischia di diventare un caso editoriale e mediatico con il quale il Presidente dovrà convivere fino al voto.
Come infatti rivela oggi il “New York Times”, lo staff di Bush ha già cominciato a preparare il contrattacco. Ma la strategia non è priva di rischi.
Ieri, un portavoce degli uffici della campagna elettorale di Bush e Cheney, ha per esempio ammesso di aver contattato il network NBC, esprimendo sconcerto per aver appreso che la Kelley da lunedì – giorno di uscita del libro - sarà ospite di un loro programma informativo, il “Today Show”, per tre giorni di fila.
Contemporaneamente, il partito repubblicano ha inviato a molti conduttori radiofonici conservatori una e-mail il cui oggetto recitava: “Nuovo libro della Kelley, le solite bugie”. Nella lettera, una lunga lista di articoli che mettevano in dubbio la veridicità delle precedenti biografie della scrittrice, in particolare quelle su Nancy Reagan e Frank Sinatra.
“Bush che fa uso di droghe a Camp David”, dicono dallo staff di Bush, “è credibile come la storia dei coniugi Reagan che fumano marijuana con Jack Benny e George e Gracie Burns”.
E in effetti, la giornata è iniziata con una buona notizia per il fronte repubblicano: Sharon Bush, ex moglie del fratello del presidente, Neil e fonte dichiarata della rivelazione sulla cocaina, smentisce perentoriamente la scrittrice: Mai detto che Bush tirasse coca a Camp David, afferma in sostanza la ex cognata del presidente: “Anche se ci sono state delle tensioni fra me e molti membri della famiglia, non posso consentire che queste falsità vengano prese sul serio”.
Secondo l’avvocato di Sharon Bush, David Berg, le due donne si sarebbero incontrate solo informalmente quando Sharon, allora in difficoltà economiche, chiese alla scrittrice un aiuto per essere messa in contatto con uno “speakers' bureau”, le agenzie che organizzano seminari e incontri dove esperti vengono chiamati a dare il loro contributo.
Forse Sharon voleva capitalizzare in qualche modo la sua notorietà. Ma ad oggi, non si conoscono suoi interventi in pubblico.
“Parlò con Kitty e ci fu un accordo che le sue dichiarazioni e il suo nome non sarebbero state usate nel libro. È rimasta scioccata e sorpresa quando ha letto la storia sui giornali”, conclude l’avvocato Berg.
Ma la risposta dell’editore Doubleday, non si è fatta attendere: “Siamo fino in fondo con Kitty Kelley – dice Suzanne Herz – E crediamo che tutto quello che è riportato nel libro sia frutto di un resoconto accurato della loro conversazione, avvenuta il 1 aprile 2003 al Chelsea Bistro in Manhattan e durata oltre 4 ore”.
Il giorno dopo, continua la Herz, Kitty Kelley ebbe con Sharon Bush una telefonata di 90 minuti, in presenza del redattore di Doubleday Peter Gethers, che conferma il racconto della scrittrice, aggiungendo che la Bush aveva ben compreso che il materiale sarebbe stato usato per la pubblicazione.
Ma non solo. Doubleday ha chiamato in causa anche un ex giornalista di gossip, Lou Colasuonno, che all’epoca faceva da PR per Sharon Bush e che avrebbe organizzato l’incontro del Chelsea Bistro. Intervistato dal “Washington Post”, Colasuonno mette nei guai la povera Sharon: “Non ho letto il libro, ma per quello che ho letto sui giornali, non posso dire che il resoconto non sia accurato”.
La Doubleday, forte della dichiarazione di Colasuonno, ci tiene anche a ricordare, che nella sua lunga carriera di biografa non autorizzata, Kitty Kelley non ha mai perso una causa: “È una coraggiosa, precisa e determinata giornalista investigativa…”.
La palla ora torna in casa Bush…
Dagospia 09 Settembre 2004




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