

Ultima modifica di IL VECCHIO ETTORE M.; 02-11-09 alle 20:25
Anche se tutti......IO NO !!




Definiamo prima i concetti di nazione e Stato e poi se ne potrà parlare. In linea di massima, la penso in merito come Mussolini.
Ultima modifica di Giò; 02-11-09 alle 20:32


Io ho sempre pensato che sia lo Stato a far nascere una nazione, e non viceversa. Però poi mi chiedo se la palestina o i paesi baschi possano definirsi una nazione, visto che non hanno uno stato.
"Nell'idea va riconosciuta la nostra vera patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quel che oggi conta." (J. Evola)
Comunismo Nazionale
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Movimento Politico NazionalComunista
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Be è chiaro che Evola intendesse il senso della Tradizione con idea: ma la Tradizione se è univoca in senso metodologico è molteplice in merito al contenuto. Diciamo che senza volerlo Evola ha trasposto il senso politico dell'internazionalismo marxista-leninista sul piano spirituale.
Ultima modifica di Stalinator; 03-11-09 alle 16:37


Sinceramente a me questa posizione di Evola stupisce, e infatti non la condivido. Dire che si fa parte della stessa Patria di coloro con cui condividiamo un'idea si presta alle degenerazioni liberal-democratiche del concetto di Nazione (benchè il Barone sottintenda un'Idea opposta a quella liberal-democratica).
Mi spiego meglio, per i liberaldemocratici l'appartenenza ad una determinata comunità è un atto puramente burocratico o (se vogliamo essere generosi) ideale; infatti chi è che vuole "l'Italia a chi la ama"? Chi è che considera italiano un qualsiasi immigrato che "lavora onestamente"?
In questo modo si nega praticamente l'esistenza delle Nazioni. Quindi non ha più importanza se un uomo è negro, bianco, islamico, cristiano, europeo o asiatico, tanto gli basta credere nei valori della costituzione della repubblica fondata sul lavoro per essere italiano.
Potrei aver benissimo frainteso quel che Evola intende con tale affermazione, anche perchè estrapolata cosi dal contesto si presta ad errori di interpretazione.
Ultima modifica di Orco Bisorco; 03-11-09 alle 18:48


Esatto. Anche io la leggo così. Però se così fosse si ammetterebbe il principio dello Stato che fonda una Nazione, e non viceversa. Perchè la Nazione diverrebbe un ideale, non una realtà fattuale. Ed è solo lo Stato che può far diventare realtà l'idea di Nazione.
Allora i palestinesi? I baschi? Loro non hanno uno stato, quindi non sono una nazione. Aspirano idealmente ad esserlo, ma per diventarlo debbono prima diventare Stato.
E' una interpretazione corretta, la mia?
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Secondo me le due realtà non possono essere contrapposte e farlo continua a perpetuare un errore vecchio di secoli.
La Nazione deve necessariamente essere alla base di uno Stato realmente solido. Chi contesta questo fatto mente sapendo di mentire o è in malafede.
Anche chi tira fuori l'esistenza di imperi multinazionali saldi e durati secoli senza una nazione non considera o tace il fatto che almeno nell'evo moderno a ciascun impero multinazionale corrispondeva una (o più) nazione egemone, che faceva da ossatura allo Stato che gestiva e controllava la vita delle altre nazioni sottoposte o confederate. Lo stesso può dirsi di Roma, principale Stato dell'Antichità, creato dalla confederazione di tante identità locali attorno al ceppo latino-romano. Quando esso venne meno e le nazionalità si fecero indistinte e meticciate oltre il ragionevole ebbe inizio il crollo, mi pare innegabile.


Quanto alla frase di Bossi, definire la Lombardia una nazione è ridicolo, antistorico e grottesco. La Lombardia non esiste neppure come entità precisa sino alla prima metà del 1800, quando nacque il Regno Lombardo-Veneto, parte della Monarchia Asburgica. Del resto lo stesso può dirsi dell'Emilia creazione artificiale voluta dal Farini e dal Mighetti nei primi anni del Regno d'Italia. Tutt'al più altro non è che l'erede del Ducato di Milano e del Ducato di Mantova, uniche due entità statali durature dell'area e di vari spezzoni territoriali sottratti alla Repubblica Veneta e al Regno di Sardegna.
Se qualcuno dei leghisti sa spiegarmi cosa hanno in comuni Milanesi, Bergamaschi Bresciani, Mantovani Cremonesi e Bresciani a parte il risiedere in una entità territoriale comune gliene sarei molto grato.![]()


Va beh, e allora l'italia è nata ancora dopo.
Se proprio giochiamo alla estremizzazione della disgregazione molecolare pur di ridicolizzare un concetto, cos'hanno in comune quelli della Valcamonica con quelli della ValleSabbia?
Se è "antistorica" la Lombardia, cos'è l'italia, allora?