Tentata fuga nel centro di accoglienza di Trapani: otto arrestati
Il leghista critica il Viminale per gli sbarchi record. Il ministro ribatte: «Non ho tempo da perdere con uno così»
Beppe Pisanu (Emblema)
ROMA - E' scontro tra ministri sull'emergenza clandestini. Dopo gli sbarchi record dello scorso week-end a largo di Lampedusa, il Guardasigilli Castelli aveva espresso feroci critiche nei confronti del Viminale, «reo» di non effettuare adeguati controlli lungo le coste della Penisola. Alla festa della Lega Nord di Cremona Castelli aveva sottolineato come in Italia «non sono mai arrivati tanti stranieri come quest'anno». Ed aveva aggiunto: «non siamo assolutamente soddisfatti dei controlli che il governo sta attuando alle frontiere e sulle coste». Oggi è arrivata la replicata piccata del ministro degli Interni, Beppe Pisanu: «Il ministro Castelli cerca di polemizzare con me sulla base di dati che sembrano il frutto delle sue perspicaci indagini personali. In questo modo - attacca Pisanu - può forse ottenere titoli sui giornali, ma non la mia attenzione. perché io non ho tempo da perdere». A dar forza ai ragionamenti del ministro, il Viminale snocciola le cifre: dal primo gennaio 2004 a ieri sulle coste italiane sono sbarcati 9.464 clandestini, contro i 9.853 dello stesso periodo del 2003 (-3,9%).
CALDEROLI ALL'ATTACCO - Sulla querelle, innescata fra l'altro dalle sue frasi, Castelli getta acqua sul fuoco. «Non è il momento», sintetizza. A Pisanu controbatte così Roberto Calderoli. Il coordinatore delle segreterie della Lega nord, nonché ministro delle Riforme è categorico: «Alle barche di clandestini si fa il pieno e si rispediscono indietro». «Esigo - continua Calderoli - che la legge venga rispettata, o vengono delle proposte sulla situazione o il prossimo Consiglio dei ministri, a costo di convocarlo io, dovrà trattare esclusivamente questa materia».
RIVOLTA NEL CENTRO DI ACCOGLIENZA - Intanto, polemiche politiche a parte, tiene banco ancora una volta la cronaca. Una trentina di extracomunitari domenica notte ha tentato la fuga dal centro di accoglienza «Serraino Vulpitta» di Trapani, dove vengono ospitati gli immigrati che sbarcano sulle coste della Sicilia occidentale. Questi, tutti sedicenti tunisini di età compresa tra i 23 e i 30 anni, hanno appiccato un incendio in una stanza al secondo piano della struttura per creare un diversivo e tentare la fuga. Due di loro sono riusciti a fare perdere le loro tracce, mentre gli altri sono stati bloccati dagli agenti di polizia che hanno anche provveduto a spegnere le fiamme. Per otto extracomunitari è scattato l'arresto con l'accusa di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato.




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