FINI: "MOBILITIAMOCI CONTRO IL PACIFISMO"
Il vicepremier: il terrorismo è la peste del Ventunesimo secolo - Chi manifesta contro la guerra se ne lava le mani come Pilato
ROMA - "Vi invito ad una mobilitazione per la pace contro il pacifismo, che è una caricatura della pace.
Ponzio Pilato fu il primo pacifista della storia. Quello che se ne lavò le mani".
Lo ha dichiarato Gianfranco Fini, dal palco della festa di Azione Giovani, (l'organizzazione giovanile di An). Un intervento duro, quello del vicepremier, e infarcito di affermazioni a effetto: come quella che "il terrorismo è la peste del Ventunesimo secolo".
Ma, dal punto di vista politico, sono i giudizi sul movimento pacifista a fare più scalpore.
"La pace non si conquista sventolando bandierine, ma portando avanti una politica autenticamente pacificatrice - ha detto - l'alternativa al terrorismo è questa, non è il pacifismo".
E ancora: "Ha fatto bene Casini a dire che il terrorismo in Iraq non è resistenza. Diciamo no a politiche giustificazioniste".
Il vicepresidente del Consiglio ha anche ribadito che il governo "continua a fare tutto quello che è possibile per far tornare a casa, dalle loro famiglie, le due ragazze rapite. Il mio augurio è che non ci sia mai più chi distingue ostaggio da ostaggio".
Poi un commento sull'opposizione: "Anche la sinistra, per fortuna, ora si è accorta che i terroristi non distinguono buoni o cattivi, vogliono solo annullare gli esseri umani".
Insomma, parafrasando la battuta di Nanni Moretti su Massimo D'Alema ("dì qualcosa di sinistra"), si può dire che stavolta Fini ha detto qualcosa di destra. Anche sul fronte della politica interna: rispondendo alla domanda di un militante di Azione giovani, ha detto che "bisogna diffidare i teppisti in servizio permanente effettivo dall'utilizzare l'aggettivo 'sociale' con cui illustrano le loro attività e pretendono di caratterizzarle".
Fini inoltre ha difeso la legge più severa sulla droga da lui presentata, e si è scagliato contro l'eutanasia: "E' disprezzo della vita e della morte".
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Fini è un personaggio molto fine. Così fine, che riesce a dire in modo molto fine una corbelleria grande come la piramide di Cheope: "I terroristi non distinguono buoni o cattivi, vogliono solo annullare gli esseri umani". La sua mente, così fine, non capisce forse un concetto a dire il vero molto poco fine, nel senso che è talmente palese da sfiorare la grossolanità: i terroristi non sono degli psicopatici malati che godono della sofferenza delle persone che rapiscono ("annullare gli esseri umani"), ma uomini che, tramite queste persone, e tramite il ricatto che grazie alla loro detenzione fanno ai rispettivi Paesi di appartenenza, vogliono ottenere il ritiro delle truppe di invasione che si ritrovano in casa. Truppe, le quali, in effetti, non distinguono buoni o cattivi, ma annullano esseri umani, colpevoli solo (SOLO) di essere cittadini di uno Stato importante per gli interessi geopolitici di chi le comanda. Che poi tali cittadini siano militari o civili, poco importa, l'importante è annullare, e strafottersene del sacrosanto concetto di *stato sovrano*, perbacco!!
Ah vabè, siamo andati a portare la democrazia. Embè? Per citare Massimo Fini, l'Iraq non sa che farsene della democrazia. Sarà anche vero che gli Iraqeni, o almeno parte di loro, non amavano Saddam. Ma ciò non vuol dire che per questo e solo per questo amino chi irrompe in casa loro buttando giù la porta a suon di bombe. Forse, o probabilmente, stavano meglio prima. Dovrebbe pensarci, il fine Fini (Gianfranco in questo caso, anzi, John Frank, per farlo più contento).
Dovrebbe pensare che forse, magari, le orribili decapitazioni, i rapimenti, le minacce, i ricatti, non sono dettati da un DNA sanguinario fine a se stesso, ma dall'estrema reazione di una parte di un popolo che si è visto invaso, bombardato, incendiato, violentato, sopraffatto, in una parola, dietro una scusa che non ha retto nemmeno per il lasso di tempo che è passato dal momento in cui è stata proferita a quello in cui la guerra è iniziata, cioè le famigerate AMD. Mai trovate, ovviamente. Qualcuno di voi si aspettava il contrario, senza parlare inglese con il naso o salutare dicendo "shalom"? Ma no... probabilmente neanche loro si aspettavano di trovarle, anzi, erano i primi a sapere che non si sarebbero mai trovate.
Ma il fine Fini questo non lo capisce. O forse lo capisce troppo bene. E gli pare d'uopo saltare sul carro di quel che ritiene sarà il prossimo, venturo vincitore. Del resto, con gli USA ormai è pappa e ciccia, anche se non parla una parola d'inglese, la kippah se l'è già messa, e non gli sta neanche male, ed è perfino riuscito a trasvolare in terra santa, dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto, forse perchè l'angolo tra le sue gambe ed il suo busto era ancora un po' troppo ottuso mentre loro lo volevano perfettamente retto. E' stata solo questione di tempo e di allenamento, adesso riesce anche a toccarsi la punta dei piedi senza piegare le ginocchia.
Bravo John Frank, adesso sì che tieni fede al motto che hai voluto stampare su tutti i tuoi manifesti, di fianco al tuo faccione: "Un solo interesse: gli Italiani". Ne eravamo sicuri tutti, e ne abbiamo avuto conferma quando hai proposto il voto agli immigrati. Faccenda che, peraltro, non ha niente a che fare con quanto detto finora, se non un singolo punto: che continui a prenderci per il culo.




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