





Comunque sono le reazioni di questi giorni - e non mi sto riferendo solo a quella 'rissa verbale' a Domenica 5, ma tutte le reazioni riscontrate sia a livello mediatico che della gente comune - che mandano al macero le mie considerazioni 'ponderate' fatte ultimamente... più vedo i galilei fanatici sbavanti più godo!!! andrei io a toglierli uno per uno i crocifissi!!!:sofico:
hefico: :gluglu:
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Ultima modifica di Aquilifer79; 11-11-09 alle 01:42


Anche TRAVAGLIO difende il crocifisso.
"Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.
Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.
Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare).
Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”).
Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. (ndStella Maris: sapevo di essere nel giusto ^_^ )
Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.
A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali."
ostridicolo:
Ultima modifica di Stella Maris; 11-11-09 alle 19:46
"Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo."


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


l'appoggio di Travaglio in effetti non mi sembra particolarmente significativo dal punto di vista dottrinale o filosofico, ma di questi tempi bisogna prendere ciò che il "mercato " ofrre.![]()


in fin dei conti l'argomentazione di chi difende il crocifisso solo come parte della tradizione cristiana mi sembra altrettanto debole.
Se manca il fervore e la convinzione religiosa reale mi sembra inutile sproloquiare di testimonianza delle tradizioni, dimenticando la valenza religiosa e filosofica (il crocifisso rappresenta egregiamente la sofferenza umana nel corso dei secoli, a mio avviso).
In tal modo si fa il gioco degli atei militanti e degli ignoranti che da tempo stanno prendendo il sopravvento nel mondo, oltre che degli estremisti del politically correct che stanno demolendo le gerarchi tradizionali del pensiero anche in campi dove questo non sarebbe necessario.


Travaglio suicidati ci fai un favore... mai letto tanti luoghi comuni tutti insieme...




Mi sembra che le analisi di Aquilifer e primahyadum siano le più acute e realistiche: spesso anche se sembra di essere "dalla stessa parte" di qualcun altro, non è la negazione a definire il movente dell'azione (e quindi la sua qualità), ma l'affermazione, quello che si vuole perseguire e realizzare.
E qui, tutti quelli che per vari motivi gioiscono della rimozione dei crocifissi, tornano allo stato libero, gli uni contro gli altri.
Detto questo, secondo me un pagano che non si accorge che Bruxelles non ci caga solo perchè siamo pochissimi e senza voce in capitolo, e che se invece fossimo "pericolosi", ordinerebbe la rimozione anche delle statue di Dèi, è un povero tonto. Sicuramente in buona fede etc.. etc... ma un povero tonto rimane.
Ultima modifica di Iperboreus; 12-11-09 alle 06:10
"C'era un Tempo in cui l'uomo viveva accanto agli Dei..poi la predicazione galilea ci porto' il deserto del nulla...e infine caddero le tenebre della modernità"