Credo proprio di non essermi spiegata, caro Lupo.
Non ignorerai che la croce prima di essere prerogativa cristiana è un simbolo universale antichissimo e come tale presente presso altri popoli e altri culti: ricordo tra tutti l'Ankh egizia e la svastica (croce a rebbi) rinvenuta sin dal Neolitico oltre che patrimonio della cultura religiosa hindu. Le due linee verticale ed orizzontale rappresentano l'incontro tra l'umano e il divino, dell'alto con il basso....nella scienza alchemica la croce è simbolo del crogiuolo, laddove la materia è posta a cuocere per dare origine a superiori trasformazioni.
La croce è prima di tutto un simbolo universale legato al richiamo cristiano come ad uno tra i tanti. Il fatto poi che il cristianesimo abbia posto su questa croce la raffigurazione della sua divinità è addirittura interpretato dall'antica Alchimia come l'emblema dell'umano "crocifisso" nel crogiuolo, laddove la prima mater viene "uccisa" e riportata al chaos originario per poter poi dare esito all''"homo novus" quintessenziato oltrepassante la sua originaria natura...questo per precisare la pregnanza di contenuto che un simbolo ritenuto troppo palese può avere....
Soffermiamoci dunque sulla qualità più astratta di tale simbolo: un richiamo verso la spiritualità in generale, verso l'idea che l'uomo è fatto per l'incontro con il divino e non solo per essere un numero, una particella da globalizzare e omologare al resto dei numeri anodini e indifferenziati per compiacere i disegni di potere voluti dai manovratori in alto loco.
E' questa qualità intrinseca che si è voluta colpire in realtà dietro il crocifisso, e che si vuole obliterare nel futuro.
Il messaggio è chiaro e a mio parere molto inquietante.





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