dal Corriere del Ticino
Swiss non ha bisogno di inutili chiacchiere
Mario Tettamanti
Con molta probabilità il consigliere federale Hans-Rudolph Merz si è amaramente pentito di aver rilasciato un’intervista al settimanale Cash. Nella stessa, infatti, aveva accennato al fatto che l’entrata di una compagnia aerea (per esempio la tedesca Lufthansa) nel capitale di Swiss (di cui il 20% del pacchetto azionario è detenuto dalla Confederazione) non era escluso a priori. Niente di drammatico e, soprattutto, niente di nuovo. La dichiarazione sulla Swiss, marginale nell’ambito di un’intervista nella quale sono stati toccati diversi temi, è stata messa in risalto nel titolo dell’articolo. Conclusione: per Merz, Swiss andrebbe venduta e l’acquirente dovrebbe essere Lufthansa. Le affermazioni di Merz (o meglio, le sue mezze affermazioni) hanno scatenato sia le reazioni dei politici svizzeri sia le dichiarazioni del «destinatario» della missiva del consigliere federale, vale a dire il CEO di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber. Variegata, naturalmente, la reazione dei politici svizzeri. Il presidente del Partito socialista Hans-Jürg Fehr ha giudicato «relativamente pericoloso» che il ministro delle finanze, quale rappresentante del più grande azionista della compagnia quotata in Borsa faccia simili esternazioni. «Maldestro» è il commento del presidente dell’Unione democratica di centro Ueli Maurer sul piano esposto da Merz. Per la presidente del PPD Doris Leuthard, non entra in linea di conto una cessione del pacchetto azionario della Confederazione con un «sovrapprezzo». Per la consigliera nazionale argoviese, con le sue dichiarazioni Merz non testimonia esattamente una grande fiducia nella compagnia: «il ministro delle finanze non dovrebbe dimenticare il significato economico dell’aviolinea nazionale». Il presidente del Partito liberale radicale Rolf Schweiger, correndo prontamente in aiuto di Merz, ha giudicato invece positiva qualsiasi soluzione che garantisca in modo ottimale gli interessi della Svizzera nell’aviazione. Più interessanti, e meno scontate invece, le affermazioni del diretto interessato alle esternazioni del nostro ministro delle finanze, vale a dire il direttore generale di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber. Il CEO della compagnia tedesca, ha riaffermato, pure lui in un’intervista a un giornale tedesco, che la porta non è chiusa per Swiss. Mayrhuber ha lasciato trasparire che tuttavia il suo concorrente non deve tardare troppo prima di giungere a una decisione. Con il suo abituale stile provocatorio, Mayrhuber ha anche fatto affermazioni pesanti (e di gusto alquanto discutibile). Ha infatti detto che Lufthansa non sarebbe di certo dispiaciuta se Swiss e Alitalia dovessero fallire. La loro scomparsa dal mercato farebbe infatti le fortune dell’aviolinea tedesca. Se la forma lascia qualche dubbio, è indiscutibile che nella sostanza le dichiarazioni del CEO della compagnia aerea tedesca siano comprensibili. I dirigenti di Swiss, il Consiglio di amministrazione dell’aviolinea e gli altri grandi azionisti (UBS e CS Group) non hanno commentato (e hanno fatto bene), né le dichiarazioni del consigliere federale Merz né le esternazioni del CEO di Lufthansa. Il portavoce Jean-Claude Donzel si è così trincerato dietro un secco «no comment». La decisione è da lodare: Swiss si trova al momento in una fase delicata, contraddistinta dalla ricerca di un nuovo presidente del Consiglio di amministrazione (che dovrebbe prendere il posto di Pieter Bouw). Inoltre, proprio in queste settimane, il nuovo CEO di Swiss, il tedesco Christoph Franz, sta cercando una soluzione strategica per ovviare, in particolare, alle difficoltà della struttura dei voli continentali di generare utili. Non è escluso che alla fase di studio possa seguire un’altra ristrutturazione che comporterebbe un’ulteriore diminuzione del personale in seno alla nostra aviolinea. Per Swiss e per i suoi dipendenti il momento è particolarmente delicato e sicuramente le dichiarazioni del consigliere federale Merz non saranno state commentate con molto entusiasmo da chi sta operando al meglio per far ritornare ai fasti d’altri tempi la nostra aviolinea di bandiera e da chi, affinché questo obiettivo possa essere raggiunto, potrebbe subirne le conseguenze.
23/09/2004 23:17




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