L'antico disco di Nebra e "Omero nel Baltico"
17 Marzo 2003
Il ritrovamento è avvenuto vicino al villaggio di Nebra situato presso Mittelberg, una collina alta 252 mt nella foresta di Ziegelroda, a 50 km ad ovest di Lipsia, nella Germania orientale. Nello stesso sito sono state ritrovate anche delle spade di tipo miceneo.
Il disco di Nebra è un manufatto circolare in bronzo e oro datato 1600 a.C. circa, con un diametro di 32 cm. con raffigurati sole, luna e stelle tra le quali si distinguono le sette Pleiadi. Il disco di Nebra sembra essere la più antica rappresentazione di stelle in assoluto.
Questo singolarissimo ritrovamento archeologico, sembra corroborare gli stretti legami, evidenziati nel libro "Omero nel Baltico" di Felice Vinci, tra l'Europa centro-settentrionale e il mondo omerico.
Il disco è il perfetto pendant dei versi del XVIII libro dell'Iliade in cui Omero illustra le decorazioni astronomiche fatte dal dio fabbro Efesto sullostrato in bronzo posto al centro dello scudo di Achille: "Vi fece la terra, il cielo e il mare,/ l'infaticabile sole e la luna piena,/ e tutti quanti i segni che incoronano il cielo,/ le Pleiadi, le Iadi, la forza d'Orione".
I reperti di Nebra insomma mostrano lo stretto rapporto, per così dire "triangolare", che, attraverso l'archeologia, si può stabilire tra il mondo nordico della prima età del bronzo, quello omerico (lo scudo) e quello miceneo (le spade).


Ciò d'altronde è perfettamente in linea con quanto afferma Stuart Piggott - grande accademico ed archeologo, professore di archeologia preistorica all'università di Edimburgo - nel suo "Europa Antica": "La nobiltà degli esametri [di Omero] non dovrebbe trarci in inganno inducendoci a pensare che l'Iliade e l'Odissea siano qualcosa di diverso dai poemi di un'Europa in gran parte barbarica dell'Età del Bronzo o della prima Età del Ferro. 'Non c'è sangue minoico o asiatico nelle vene delle muse greche... esse si collocano lontano dal mondo cretese-miceneo e a contatto con gli elementi europei di cultura e di lingua greche', rilevava Rhys Carpenter; 'alle spalle della Grecia micenea... si stende l'Europa'".

Fonte: Antikitera.net

link correlati:
articolo: Omero nel Baltico
libro: Omero nel Baltico


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EXTERSTEINE



Un osservatorio solare è stato da poco scoperto in Germania, risalente al 4900 a.C. L'antica struttura millenaria, di cui resta una timida ombra sul terreno, si trova a Goseck. Un ampio cerchio di ben 75 metri di diametro che anticamente consisteva in quattro cerchi concentrici, un tumulo, un fossato e due palizzate lignee, dotato di tre porte rispettivamente poste a sudest, sudovest e nord. Gli archeologi, coadiuvati da astronomi, hanno realizzato che, al solstizio d'inverno, una persona posta al centro della struttura avrebbe potuto osservare il sorgere e il tramontare del Sole attraverso le due porte a sud. La funzione della porta a nord è ancora sconosciuta, sebbene possa essere ricollegata a riti connessi alla rinascita (il nord è sempre stato collegato all'immortalità e agli dèi). Si tratta della più antica struttura circolare nord-europea con tali caratteristiche. Tale scoperta, che si ricollega a quella avvenuta circa un anno fa di un disco astronomico di bronzo chiamato "il disco di Nebra", evidenzia come queste genti possedessero un profondo legame con il Sole, la Luna e con alcune costellazioni, dato che sul disco sono riportati i due astri principali in associazione alle Pleiadi. Queste ultime sorgevano nel ciclo settentrionale in autunno e tramontavano in primavera, marcando alcuni "tempi" ritualmente importanti per la vita sacra e profana di quella cultura. Queste scoperte abbattono l'idea stereotipata che l'antropologia e l'archeologia possedevano dell'uomo neolitico dell'Europa centrale. Non più un barbaro incolto, ma un individuo perfettamente inserito in un sistema naturale, parte integrante della sua visione vitale. I sacerdoti di questa cultura erano profondamente legati al culto solare, come dimostra il più noto e importante luogo sacro tedesco: Extersteine. La foresta di Teutoburgo, con le sue ombre, i suoi profumi intensi di sottobosco e le sue leggende guerriere, è uno dei luoghi cardine della storia della Germania. Qui si sono combattute battaglie i cui echi giungono sino a noi, qui Hermann (Arminius), capo dei Cherusci, sconfisse le legioni romane in un'epica battaglia che fornì lo spunto alle popolazioni locali per un'ulteriore approfondimento delle storie di dèi e di guerre. Nell'anno 9 della nostra era, Augusto inviò presso i Cherusci il generale Varo, uomo intelligente e dotato di una innata umanità, il cui piano di romanizzazione delle tribù germaniche comprendeva la concessione del diritto di cittadinanza alle popolazioni sotto la sua amministrazione. Arminius, comandante in capo dei Cherusci, godeva della sua fiducia ma meditava segretamente una vendetta personale contro l'oppressore. La trappola scattò nella foresta di Teutoburgo, dove tre intere legioni furono massacrate in una delle battaglie più cruente della storia. Augusto ricevette a Roma la terribile notizia che gli strappò la celebre, disperata frase: "Varo, rendimi le mie legioni!". Cinque anni dopo i romani torneranno nella foresta di Extersteine, il Teutoburger Wald, il luogo in cui la violenza berserk era esplosa in tutta la sua furia, trovando dovunque teste mozzate su pali appuntiti, resti umani e carcasse di cavalli e armi in enorme quantità. La strage di Teutoburgo pesò per lungo tempo nell'amministrazione militare romana e ancora di più nell'immaginario collettivo delle genti del luogo, che continuarono a tramandarsi storie di battaglie di dei, mescolando la storia alla leggenda, accrescendo così il fascino della foresta di Teutoburgo e delle rocce sacre di Extersteine. La mitologia nordica deve molto a questi luoghi, che forniscono l'ambientazione ideale delle vicende legate al ciclo degli eroi: dalla Saga dei Nibelunghi alla Predizione della veggente (conosciuta anche come Voluspa), il cuore del mondo germanico batte nell'Urwald, la foresta primordiale, in cui la quercia, il frassino e l'albero in genere sono l'unica architettura naturale stabile ed eterna, il vero asse del mondo, rispetto alla vita caduca e transiente dell'uomo-guerriero. La foresta di Extersteine rimane, quindi, uno dei luoghi privilegiati nell'ambientazione di leggende mitiche ed escatologiche, una scenografia perfetta per le gesta degli eroi. Qui sopravvivono, fin oltre la cristianizzazione della Germania, pellegrinaggi in cui si rivivono storie di dèi assaliti dai mostri che tenevano incatenati. Il destino degli dèi, o Ragnaròkk, riporta al caos da cui risorgerà un mondo purificato e la suggestione della foresta di Teutoburgo fornisce il giusto scenario che conduce i pellegrini sino ai monoliti di Extersteine, le pietre del Sole, dove, con una cerimonia di purificazione collettiva, si compie Viter iniziatico. Extersteine si innalza nella Bassa Sassonia, a 11 Km da Detmolde e 80 da Hannover. Tutta la zona è conosciuta come il cuore sacro della Germania, ed è cosparsa di menhir, eremi e siti neolitici che dimostrano una lunga tradizione locale. Il santuario di Extersteine è stato infatti utilizzato negli ultimi quattromila anni come osservatorio astronomico e luogo cerimoniale. Il sito consiste di sette grandi monoliti principali di circa 30 metri d'altezza, di origine naturale e costituiti di arenaria, sovrastanti un piccolo lago. Il fondatore del primo grande Reich germanico, Carlo Magno, si eresse a baluardo della cristianità e, nel desiderio di annientare le propaggini pagane sassoni, ben radicate nella cultura sacrale del Teutoburgo, proibì, nel 772, gli antichi riti. Ciò permise ai monaci locali di appropriarsi del sito, cristianizzandolo e riconoscendo, così, indirettamente la posizione chiave di fulcro religioso della cultura sassone alle pietre di Extersteine. Dalla vicina abbazia di Paderborn giunsero presto mistici ed eremiti che si insediarono nelle grotte scavate nei monoliti e le utilizzarono come rifugio di preghiera. Allo stesso tempo cominciarono a scolpire, accanto ai simboli pagani, i simboli cruciformi cristiani, inseriti in scene tratte dalla Bibbia. Extersteine viene generalmente considerato uno dei luoghi iniziatici per eccellenza. Chiamato anche la Stonehenge tedesca, in quanto è situato alla stessa latitudine del famoso cromlech del Wiltshire e, quindi, nei due luoghi il Sole si leva al solstizio alla stessa ora, presenta un mistero reale legato alle sue caratteristiche geometriche e architettoniche. Ovunque sono presenti fori e nicchie di origine artificiale, scavati in epoca imprecisata e che non è stato possibile associare ad alcuna funzione pratica. Inoltre, esistono gradini scavati appositamente nella roccia che non conducono ad alcun luogo, mentre piattaforme e fessure si aprono in continuazione davanti al visitatore. Potrebbe trattarsi di una sorta di immagine di Escher, in cui lo scopo è quello di evidenziare il cammino tortuoso della vita legata alla materia che non conduce in alcun luogo, ma attrae al sito e lega a sé il viandante. Nel monolito più grande, invece, la scala aerea conduce a una camera di forma irregolare, non raggiungibile in altro modo, in cui penetra il Sole durante il solstizio d'estate, simboleggiando la necessità di una luce superiore in grado di guidare i passi verso l'alto. Chi sceglie la scala giusta, ovvero il giusto iter spirituale nel giusto momento, viene premiato dalla presenza del Sole Invitto, la luce della conoscenza segreta. Alla sommità della roccia più grande vi è uno spazio a base quadrata su cui si ergeva, in tempi remoti, la colonna Irminsul, rappresentante Yggdrasil, l'asse del mondo. Il palo sacro si sporgeva su uno spazio aperto ai piedi del monolito, in cui ancora oggi si celebrano le feste solstiziali. Sul muro esposto a est del monolito maggiore è presente un foro da cui, nel solstizio, i primi raggi solari si insinuano, disegnando sulla parete opposta un pugnale, poi una spada e infine l'immagine di una lancia, secondo l'immaginario collettivo dei partecipanti ai raduni. Sembra accertato che la stanza solare in cima al monolito maggiore fosse adibita a rituali di purificazione e iniziazione in tempi precristiani. Dopo la lunga parentesi temporale in cui Extersteine fu abitata dai monaci cistercensi, durante il periodo nazista e fino al precipitare degli eventi bellici, Heinrich Himmler e i membri della sezione di ricerca SS Ahnernerbe si recarono qui per compiere studi archeologici sotto la guida del prete-mago Karl Maria Wiligut. Wiligut, in arte Weisthor, cadeva in trance di fronte alle antiche vestigia germaniche e descriveva agli archeologi visioni del passato in cui i ruderi erano nel loro massimo splendore, in un singolare e poco ortodosso metodo di ricerca che univa spiritualismo, neopaganesimo e scienza storica. L'incavo a forma di sarcofago a poca distanza da Extersteine suggerisce pratiche meditative o tecniche di risveglio. Camminando tra i monoliti si incontrano varie nicchie ed elementi scolpiti sulla pietra di origine pagana, come volti grotteschi e graffiti di difficile interpretazione, mescolati a segni di indubbia matrice cristiana. Inoltre, si possono ancora oggi visitare le celle scavate dai monaci che occuparono queste strutture. Si tratta di spoglie cellette senza alcuna concessione alle comodità, che testimoniano una volontà di purificazione attraverso una ferrea disciplina ascetica. Inoltre, i monaci modificarono le iscrizioni e i bassorilievi già presenti, adattandoli alla figura di Cristo, la nuova luce del mondo, il nuovo Sole invincibile. E' interessante osservare come il bassorilievo presente a Extersteine, chiamato Deposizione della Croce (XI sec.), evidenzi il palo sacro Irminsul o axis mundi, il sostegno dell'universo come veniva concepito dai pagani, piegato e scalzato dalla croce cristiana. Nicodemo vi si arrampica per togliere il corpo del Cristo dalla croce (i piedi di Nicodemo sono stati deliberatamente mutilati, un evidente segno reattivo del sopravvivente credo germanico). Sotto troviamo il serpente del mondo, che secondo alcuni autori simboleggerebbe le forze telluriche naturali. Oggi Extersteine, pur mantenendo intatto il suo fascino, accresciuto dalla scarsità di notizie e dalla sua bellezza primigenia, racconta la storia di ripetute profanazioni. La prima di queste, la più grave, è bellamente e spudoratamente spiattellata davanti agli occhi del visitatore: un gran bassorilievo, inciso sulla viva roccia, alla base del torrione maggiore, raffigura Irminsul, però spezzato, piegato mentre una teoria di santi e figure preganti piantano al suo posto una grande croce. A proposito della conversione di Extersteine da tempio pagano in luogo di culto cristiano mi sembra utile citare qui le parole di Papa Gregorio Magno in una sua lettera alle missioni cristiane presso i Sassoni: "Non si deve assolutamente distruggere i santuari in cui questi popoli hanno i loro idoli bensì gli idoli stessi che lì si trovano. Poiché, se questi templi sono ben costruiti, possono essere trasformati da luoghi di culto nei demoni in luoghi in cui si serve il vero Dio. Se il popolo stesso non vede distrutto il suo tempio, è più propenso a togliere l'errore dal suo cuore, riconosce il vero Dio e prega e si ritrova, secondo vecchia consuetudine, in quel posto".

Fonti: Extersteine: da Tammuz a Odino (in "Thule Italia", http://www.thule-italia.com); Cronache dal Tempio Pagano di Extersteine (in "L'Araldo di Thule" #10, Anno 4)

Szeged







Il disco di Nebra ribalta tutte le tradizionali teorie secondo le quali
la civiltà ha avuto origine in mediooriente.
E' la conferma,se mai ce ne fosse stato bisogno, che dalle latitudini afroterroniche non è mai giunto un cazzo per l'europa.