Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: Giani

  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    08 Jun 2003
    Località
    Milano - Distinguersi per non estinguersi
    Messaggi
    2,101
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Giani

    URL: http://www.panorama.it/cultura/polem...-A020001026926

    Panorama
    22/9/2004

    Mostre e Cultura

    Quelli che ci credevano davvero

    di Giorgio Fabre

    Entusiasta del Duce, fondò la Scuola di mistica fascista. Fino all'ultimo
    sognò un regime puro, incorrotto. E razzista.


    Per più di cinquant'anni è stata una vicenda celata, seppure male, e
    dimenticata, anche se non da tutti. La storia di una generazione, anzi di un
    pezzo di una generazione di intellettuali fascisti che nel 1940 avevano
    circa trent'anni ed erano bambini all'epoca della marcia su Roma. Erano i
    lupacchiotti allevati dentro il regime e nel culto totale del dittatore.
    Quella vicenda l'ha tolta dal lungo oblio lo storico e giornalista Aldo
    Grandi. Con passione e serietà di studioso l'ha svelata e raccontata nelle
    sue sfumature, anche le più terribili.
    Sui balilla ragazzini divenuti poi uomini di punta del fascismo Grandi aveva
    già scritto nel 1990 un'interessante raccolta di interviste (Autoritratto di
    una generazione, Abramo). E, dieci anni dopo, un altro libro, I giovani di
    Mussolini (Baldini & Castoldi). Ma soprattutto aveva scritto su uno di loro,
    Ruggero Zangrandi, amico del cuore di Vittorio Mussolini, figlio del Duce.
    Zangrandi, camerata della prima ora, poi comunista di ferro, autore del noto
    Lungo viaggio attraverso il fascismo: a lui, Grandi aveva dedicato altri due
    libri, l'ultimo nel 1998.
    Eppure, uno di quei fascisti in erba mancava ancora: Niccolò Giani, il
    protagonista del nuovo libro di Grandi, Gli eroi di Mussolini, edito dalla
    Bur e di prossima uscita. Mancava ancora l'estremista sfegatato, l'«eroe»
    del titolo. Il razzista totale, di un antisemitismo da far invidia ad Adolf
    Hitler e Julius Evola: questo era Giani. Ma insieme il volontario (medaglia
    d'oro) andato a morire per puro senso del dovere, nel 1941, sul fronte
    albanese, una fine che si sarebbe potuto evitare.
    E ancora: fustigatore della corruzione che avanzava nel regime, ma
    accumulatore di numerose cariche (professore universitario, ideatore e capo
    della Scuola di mistica fascista, direttore di un quotidiano a Varese)
    probabilmente nel tentativo di dare una raddrizzata ideale e onesta al
    fascismo che, dopo vent'anni, sprofondava nella corruzione delle piccole
    consorterie. E poi capace di dare un calcio a tutto, partendo appunto per la
    guerra. Infine, triestino ma tutto l'opposto del mitteleuropeo classico,
    tetragono a qualsiasi commistione, rigido nazionalista, per nulla sensibile
    al richiamo delle sottigliezze psicologiche, del buon vivere, delle donne.
    Di Giani, cumulo di contraddizioni, Aldo Grandi ha trovato l'archivio
    personale custodito dai nipoti: libri, opuscoli, lettere, foto. Un insieme
    di documenti che permette di ricostruire la vita di questo giovane uomo di
    aspetto grave, anzi un po' cupo, magro, come lo si vede accanto a Benito
    Mussolini, in una fotografia scattata a Palazzo Venezia a Roma insieme agli
    allievi e ai docenti della Scuola di mistica fascista.
    Figlio di un farmacista triestino, il giovane Giani, come molti della sua
    città, va a studiare all'università a Firenze, culla d'italianità: chimica.
    Un mezzo fallimento. Torna a Trieste, riprova a giurisprudenza. Non è
    un'aquila, ma ha il pallino della politica. Scrive sui giornali, anzi tira
    la carretta. Poi Milano, ancora galoppino nei giornali. Ma qui, nella culla
    del fascismo, trova una nuova porta aperta, la vita di partito. Conosce e
    diventa un pupillo di Arnaldo Mussolini, il fratello di Benito e direttore
    del Popolo d'Italia. E incomincia a coltivare l'idea di mettere in piedi una
    scuola di livello elevato dove il fascismo sia insegnato come dottrina. Si
    chiamerà col nome del figlio morto di Arnaldo, Sandro Italico. È la scuola
    di mistica, un termine che qualche anno più tardi l'Osservatore romano
    attaccherà con forza, perché poteva lasciar intendere che il fascismo vi
    fosse pericolosamente trattato come qualcosa di religioso.
    In effetti il giornale vaticano non aveva torto. Quel ragazzo coltivava una
    passionaccia ideologica e teorica per il fascismo, per la sua purezza delle
    origini. Persino l'amata fidanzata e poi moglie, Mary Sampietro, passava in
    seconda fila, dopo la sua idea fissa. Erano anche anni duri per lui. Morto
    il protettore, Arnaldo, il partito milanese sembrò fare un solo boccone di
    questo giovanotto senza grande arte né parte. Persa la Scuola, Giani
    ricomincia da un'altra parte: scrive, pubblica, mette insieme i titoli per
    partecipare a un concorso all'università. E poi c'è la guerra d'Etiopia:
    parte corrispondente. C'è la guerra di Spagna e di nuovo via. In mezzo,
    varie malattie contratte in quei posti difficili.
    Arriva la svolta della campagna razziale. Giani ne diventa il più
    entusiastico sostenitore. Fascista e razzista almeno quanto Mussolini. E
    finalmente anche i riconoscimenti arrivano. Ritorna al vertice della scuola
    di mistica dove si attornia di ragazzini simili a lui, carichi di sprezzo
    per un partito ormai imborghesito e fanatici di un'idea che assomiglia
    sempre di più al Duce stesso, compreso il razzismo e l'esaltazione di una
    «razza italiana» che cerca di definire.
    Nel 1937 arriva il posto di direttore alla Cronaca Prealpina, quotidiano di
    Varese, poi quello di una rivista, Dottrina fascista, una cattedra di storia
    e dottrina del fascismo a Pavia. E poi convegni per vivificare un'Italia che
    non sempre è marziale, idealista e razzista come questi «ragazzi di
    Mussolini» vorrebbero. Il Duce lo conosce, se non altro perché Giani gli
    scrive spesso, e lo apprezza. «Il nostro Giani» dirà angosciato alla moglie,
    quando questa si rivolgerà a lui per riaverne il corpo che nessuno trova
    più.
    Appena scoppia la guerra, Giani pianta tutto e parte. Al fronte francese,
    volontario in Libia e poi in Albania. E come molti dei suoi, i migliori, i
    più esaltati, integerrimi, brillanti, e razzisti (Guido Pallotta, Berto
    Ricci), ci lascia la pelle. Come uno qualsiasi, in mezzo agli altri, tanto
    che ci vorranno settimane per trovarne il corpo disperso in una carneficina.
    Osserva Grandi: no, non sono stati dei furbi, costoro. Italianissimi anche
    nella gestione della politica, eppure esaltati e illusi, ma non furbi. Una
    «generazione sfortunata» l'aveva definita Alberto Bairati, uno dei
    ragazzini. E proprio in un libro di Aldo Grandi.

  2. #2
    avdacia imperat
    Data Registrazione
    07 Feb 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    1,556
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    sarebbe bello se qualcuno si adoperasse per pubblicare qui la bellissima foto di copertina di questo libro...

 

 

Discussioni Simili

  1. Niccolò Giani e la mistica fascista
    Di Tomás de Torquemada nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 26-07-16, 00:40
  2. Niccolò Giani - Plutocrazia
    Di Sabotaggio nel forum Destra Radicale
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 26-10-07, 12:05
  3. Giani, supremo esempio di spiritualità fascista
    Di Barney nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 09-06-06, 22:25
  4. Perchè siamo antisemiti - Niccolò Giani
    Di Barney nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-01-06, 13:52
  5. Giani e la scuola mistica fascista
    Di cornelio nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 06-06-05, 23:54

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito