Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Smile Ortodossi e Cattolici ... quale futuro?

    Traggo spunto da un intervista pubblicata su "Avvenire" del 12 agosto 2004 al Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I.
    http://www.internetica.it/Bartolomeo-intervista.htm

    Lei ha invitato Giovanni Paolo II a tornare a Costantinopoli il prossimo 30 novembre. Se, come tutti sperano, ciò avverrà, quali frutti ulteriori potrà portare questa visita?
    L'auspicio è che possa rassicurare i nostri fratelli romano cattolici sulla sincerità del nostro amore e sull'ampiezza dei nostri orizzonti. Li convincerà che, senza cancellarli, possiamo superare i nostri dissensi e che siamo in grado di discutere senza passioni, e ancor più direi con simpatia, senza chiusure di sorta verso i cristiani che per ragioni storiche appartengono alla Chiesa Romano Cattolica.

    Gli ultimi quindici anni di relazioni cattolico-ortodosse sono stati resi più "faticosi" dalle questioni pratiche che dalle divergenze dottrinali. Riguardo alle prime, partendo da Roma lei ha riconosciuto che, su di esse, la posizione della Santa Sede è "corretta". Pensa dunque che si sia vicino al loro superamento?
    Nelle questioni pratiche Roma ha dimostrato ultimamente buone intenzioni verso la Chiesa Ortodossa. Si è proceduto alla restituzione di sacre reliquie e di chiese, e si progettano nuove restituzioni di icone e di sacre reliquie. Questi sono atti molto positivi. Tuttavia in regioni dove esistono tensioni tra ortodossi e greco-cattolici aspettiamo che quelle questioni siano concretamente affrontate con maggior senso di a more e di comprensione. Purtroppo non possiamo affermare che siamo vicini al superamento di tutte le differenze pratiche e dogmatiche, salutiamo però con ottimismo i passi positivi nel settore dell'appianamento delle questioni pratiche.

    Negli stessi 15 anni le stesse Chiese ortodosse sono state, e ancora sono in parte, travagliate da non pochi problemi, al loro interno e tra di loro. Non crede che anche questi contrasti abbiano contribuito a rendere più confuso, e dunque di fatto a ostacolare, il cammino ecumenico?
    È normale, purtroppo, che certe cose succedano. Certo, se ci fosse stata più collaborazione tra di noi, la nostra attitudine verso il cattolicesimo sarebbe stata più omogenea. Ma ciò, come sappiamo, non è accaduto, e l'impossibilità di una linea comune ha sicuramente pesato nelle relazioni con la Chiesa romano-cattolica. In autunno si svolgerà la riunione della Commissione interortodossa, e vedremo se c'è, come spero, questa possibilità di una linea comune.

    Cosa pensa lei al riguardo?
    Voglio essere ottimista. L'interruzione del dialogo dopo Baltimora (dove nel 2000 si riunì per l'ultima volta la Commissione mista cattolico-ortodossa, ndr) non giova a nessuno. Bisogna andare avanti. Forse qualcuno è contro, ma si tratta di opinioni personali, non delle posizioni delle Chiese ufficiali. Non abbiamo che il dialogo per conoscerci, per risolvere i problemi. È l'unico mezzo. In questa prospettiva penso che la visita del Papa possa essere un grande passo, davvero spero che si realizzi.

  2. #2
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    Predefinito Ortodossi e Cattolici ... quale futuro?

    Questo:

    Gerusalemme, 20:13
    Rissa tra ortodossi e francescani in Basilica Santo Sepolcro
    E' dovuta intervenire la polizia per sedare un focolaio di rissa tra francescani e monaci greco ortodossi all'interno della Casa del Santo Sepolcro nella Città Vecchia di Gerusalemme. Un gruppo di monaci greco-ortodossi guidato dal patriarca Ireneos è penetrato nella Basilica del Santo Sepolcro, il santuario più sacro della cristianità, per celebrare una processione in occasione della festa dell'Esaltazione della Croce. Davanti alla Cappella di Maria Maddalena, riservata alla chiesa cattolica in base al regime legale dello 'status quo' che regola la presenza delle varie confessioni cristiane in seno alla Basilica, ma di cui i greco-ortodossi rivendicano l'utilizzo, è avvenuto l'incidente: i monaci hanno cercato di allontanare i frati francescani presenti e secondo fonti religiose ne è nata una piccola rissa sedata da agenti della polizia israeliana, responsabili della sicurezza nella Città Vecchia.

    tratto da Google News

  3. #3
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    Predefinito

    Che schifo gli sgherri sionisti che dividono una rissa fra fratelli nel Cristo!
    Un'onta senza precedenti!
    @+

  4. #4
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    Sono tornato ieri da Bruxelles, e nei miei giri turistici per la città sono entrato in varie chiese e ne sono uscito abbastanza esterrefatto. Da tutte. L'ultma volta che ero stato in Belgio avevo solo il ricordo della faccia perplessa di un sacerdote che, nel momento di darmi la comunione, era rimasto imbambolato non vedendomi distendere la mano e che quando gli ho esplicitamente detto di darmela nella bocca, mi ha guardato come fossi un marziano. Domenica scorsa, però, passando in rivista alcune chiese, mi sono reso conto che lì c'è una situazione parecchio strana. In una, c'erano due grandi drappi appesi sulla parete, uno con su scritta la preghiera "Shemà Israel" in ebraico, l'altro con la Prima Sura del Corano. Sotto c'era una bacheca che spiegava il significato ecumenico dell'esposizione di quei drappi.
    Un'altra, la chiesa di Santa Caterina, conteneva in sé una chiesa ortodossa romena ricavata da una cappella laterale. Sull'orario delle Messe era specificato che alle 10 del mattino era prevista la liturgia in francese e alle 11 e mezza quella ortodossa in rumeno.
    In un'altra chiesa, quella del Begijnhoff, era in corso una 'messa' i fiammingo in cui il prete era seduto su una poltroncina vicino ad un altare (tavolino) al centro della navata (l'altare a muro era parecchio giù in fondo, del tutto dimenticato e in ombra), circondato da fedeli. Ogni tanto uno si alzava, andava al legio e leggeva , poi ad un certo punto scoppia una gran risata: durante la messa!
    Suppongo che la situazione della chiesa belga sia abbastanza sul precario, ma la cosa che più mi ha infastidito e anche incuriosito, tutto sommato, è stata la presenza di una chiesa ortodossa ospitata in una chiesa cattolica. E' vero che in questo modo si evitano quelle discussioni, riportate da Bellarmino, successe a Gerusalemme, ma siamo sicuri che questo sia la giusta via ut unum simus?
    Mi sa di no, almeno a me!

  5. #5
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    Sia detto con buona pace di tutti e senza alcuna malevolenza verso l'eccellenza Silvano che ogni tanto scrive da noi.
    Rebus sic stantibus, i vescovi ortodossi sono solo dei lupi che hanno invaso l'ordine sacro.
    I "nostri vescovi" invece non hanno invaso nemmeno quello: poveretti!

    Guelfo nero

  6. #6
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    Prendo atto con simpatia della battuta del mio cordiale interlocutare.
    Per l'evento gerosolomitano rimando a quanto ho scritto sul sito dei cattolici "papali" e mi piacerebbe avere anche la vostra opinione, come sempre in piena sincerità.

  7. #7
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    Mi permetto di esporre molto concisamente il mio pensiero sull'argomento.
    La Chiesa alle sue origini non è stata una comunità monolitica, ma piuttosto si è diversificata in varie comunità locali con a capo gli apostoli ed i primi vescovi da loro ordinati.
    La chiesa primitiva era guidata localmente dal vescovo, rappresentante Cristo nella comunità locale, e per le decisioni di maggior interesse ovvero per questioni d'interesse generale vigeva il principio della collegialità tra quanti avevano la responsabilità delle varie chiese locali. Questa era la situazione di fatto.
    Queste molte chiese, unite da un'unica incorrotta fede, dalla fratellanza apostolica, costituivano la Chiesa indivisa, la sposa incorrotta e fedele di Cristo.
    Le chiese locali, così unite nella fede, rappresentavano un solo corpo, una sola carne (Genesi 2:24). Un unico corpo con molte membra. Questa era la sposa consacrata a Cristo.
    E Cristo era e resterà fedele con la sua chiesa: " Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Matt. 28, 20).
    Questa Chiesa che i Padri hanno definita Una, Santa, Cattolica ed Apostolica, questa stessa chiesa sposa di Cristo, da una si è scissa nelle sue membra, da pura e incorruttibile è diventata motivo di scandalo davanti agli occhi di Dio.
    I motivi storici che hanno portato a questo sono noti a tutti. Le varie eresie che hanno minato fin dai primi secoli la comunione delle chiese, gli scismi successivi e tutto questo fino ai giorni nostri. Si pensi da ultimo al contrasto del maggio scorso tra il Patriarcato di Costantinopoli e la Chiesa greca.
    La volontà comune di ritornare al disegno originale, di ritrovare la comunione delle chiese, credo che non possa che far piacere a tutti.
    Più in particolare, anche per l'invito di Sua Eccelleza Rev.ma Silvano, mi pare paradigmatica la problematica sull'ecumenismo tra la Chiesa Cattolica e le chiese ortodosse, patriarcali e non.
    Mi si passi un esempio ardito. Si pensi alla nascita di una famiglia. L'uomo e la donna sono uniti a diventare carne della stessa carne. Insieme costituiscono qualcosa di più e di diverso rispetto all'uomo o alla donna presi singolarmente, ovvero costituiscono un organismo vivente maggiore e diverso rispetto alle sue membra. Si ponga ora che, per i vari fatti della vita, ci sia un tale disaccordo tra i coniugi da portare ad una separazione tra loro. Oggettivamente parlando, non ci interessa se l'uno accusa l'altro di qualche episodio spiacevole e viceversa. Ciò che si è verificato è una separazione. Ciò che si è verificato è il venir meno di quell'organismo che l'uno e l'altra insieme avevano dato vita. E questo è scandalo agli occhi di Dio.
    Lo stesso si è verificato tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse. L'una e l'altra si accusano da secoli, ci sono stati scismi, ci sono state accuse reciproche di eresia ed anatemi ... le parole dette sono state tante ma il fatto è uno: hanno rotto l'unità della Chiesa sposa di Cristo. L'una e l'altra sono con ciò diventate Chiese adultere di fronte al comune sposo Cristo, che da parte sua è stato, è e continuerà ad essere a loro fedele. Il problema non è se l'una piuttosto che l'altra sono depositarie di una fede incorrotta, se le ordinazioni siano più o meno efficaci o se i sacramenti dell'una siano più validi rispetto a quella dell'altra. Il fatto oggettivo è uno: da una Chiesa fedele e incorruttibile, per vari fatti umani, si è verificata una separazione che ha comportato il venir meno di quell'organismo che era dato dall'unione dell'una e dell'altra e che non può sopravvivere l'una senza l'altra. E mi ripeto ... questo è scandalo agli occhi di Dio.

  8. #8
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    Il problema serio è che l'Unità del Corpo di Cristo non si può rompere, a meno che non si intenda la rottura del pane eucaristico che rappresenta le Chiese locali dell'Unica Chiesa.

    Quello che accomuna cattolici romani e ortodossi è che ambedue pensano di essere l'unica Chiesa dalla quale le altre si sono staccate per scisma e/o eresia. E credo sia bene che resti così, perchè altrimenti si cade nella cosiddetta teoria dei rami, per la quale la Chiesa si è divisa in tanti rami e non si ricomporrà che nell'evento escatologico. Questa teoria è eresia e le Chiese Ortodosse Tradizionali hanno espresso la comune fede della tradizione ortodossa con l'anatema pronunciato nel 1994 dalla Chiesa Russa fuorti Frontiera ed accettato dalle Chiese in comunione con lei.
    L'Ecumenismo è una eresia.

    Allora non possiamo far nulla? Restiamo impotenti di fronte a due realtà cristiane che affermano di essere l'unica Sposa dell'Agnello immacolato?

    Possiamo fare due cose:
    1 - Pregare (e non è affatto cosa da poco, specialmente se è fatto in sincerità ed autenticità).
    2 - Dialogare. Ma in modo del tutto opposto a quello che fanno gli ecumenisti. Ossia non guardando a ciò che ci unisce, ma a ciò che ci divide. Ed è ovvio che la norma è la Rivelazione. Una volta concordato quali sono le fonti di questa rivelazione a cui si sono tutti richiamati prima dello scisma ci si può "santamente sbranare" finchè qualcuno, Deo adiuvante, non ammette di essersi allontanato dall'Una Sancta.

    Se questo non è fattibile, attenderemo nella speranza il giudizio di Dio che avrà avuto misericordia di chi, chiunque sia, ha - con coscienza certa, anche se erronea, vissuto in quella che ha creduto fermamente essere la Verità.

  9. #9
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    L'Unità del Corpo di Cristo, così come formulato dai Padri e quatidianamente recitato dai rispettivi Credi (problema del Filioque a parte) è certamente inseparabile allo stesso modo in cui il matrimonio tra due coniugi non è scindibile da potestà umana. Ma come una coppia, de facto sed non de iure, decide di separarsi,con ciò stesso pone fine a quella comunione santificata e preordinata da Dio, e allo stesso modo la comunione del Corpo misterico della Chiesa Una, Santa, Cattolica ed Apostolica viene, di fatto, a venir meno con lo scisma. Non analizzo le cause che hanno portato alla separazione. Da un punto di vista "materiale" non esiste più la famiglia e non esiste più la Chiesa Una, da un punto di vista "spirituale", ovvero, mi si permetta, dal punto di vista di Dio, esiste sia la famiglia sia l'unità della Chiesa.

    Eccellenza Rev.ma Lei afferma che "quello che accomuna cattolici romani e ortodossi è che ambedue pensano di essere l'unica Chiesa dalla quale le altre si sono staccate per scisma e/o eresia". Non posso che darLe ragione, anche se ci sono segnali, sopratutto da parte dei cattolico-romani, che mi paiono incoraggianti.
    Ma il punto che vorrei sottolinerLe è che dopo secoli di separazione, nei fatti, si stà assistendo ad un cambiamento "epocale".
    Si stanno verificando delle "condizioni storiche" che stanno portanto ad un sempre maggior dialogo delle Chiese, ad un "riavvicinamento". Ed è cosa non da poco.
    Si veda al reciproco riconoscimeto tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa cattolica, anche per quanto riguarda l'efficacia sacramentale, cosa timidamente ammessa anche da quello di Costantinopoli (anche se limitato a casi eccezionalmente gravi o in pericolo di morte).
    Certo i problemi restano, ma meritano di essere affrontati e, Deo adiuvante, risolti nel limite del possibile (rappresentato a volte dalla cocciutagine degli uomini dell'uno e dell'altro fronte).

    "L'Ecumenismo è una eresia". Le confesso che mi stupisce non poco questa affermazione. Ma probabilmente dovremmo intenderci sui termini.

    Già nel 1895, il Patriarcato di Costantinopoli con enciclica sinodica e patriarcale, rispondeva a Papa Leone XIII, affermando che "Senza dubbio ogni cuore Cristiano dovrebbe essere riempito di desiderio per l’unione delle Chiese e specialmente tutto il mondo ortodosso, essendo ispirato da un vero spirito di pietà, secondo lo scopo divino della fondazione della Chiesa da parte del Dio-uomo, il nostro Salvatore Cristo, desidera ardentemente l’unità delle Chiese nell’unica regola di fede e sul fondamento della dottrina apostolica pervenutaci attraverso i Padri".
    Ed il Concilio Vaticano II, nella conclusione del Decreto Orientalium Ecclesiarum, stabilì che "il santo Concilio molto si rallegra della fruttuosa e attiva collaborazione delle Chiese cattoliche d'Oriente e d'Occidente, e allo stesso tempo dichiara: tutte queste disposizioni giuridiche sono stabilite per le presenti condizioni, fino a che la Chiesa cattolica e le Chiese orientali separate si uniscano nella pienezza della comunione. Nel frattempo tutti i cristiani, orientali e occidentali, sono ardentemente pregati di innalzare ferventi e assidue, anzi quotidiane preghiere a Dio, affinché, con l'aiuto della sua santissima Madre, tutti diventino una cosa sola. Preghino pure perché su tanti cristiani di qualsiasi Chiesa, i quali confessando strenuamente il nome di Cristo, soffrono e sono oppressi, si effonda la pienezza della forza e del conforto dello Spirito Santo consolatore. Con amore fraterno vogliamoci tutti bene scambievolmente, facendo a gara nel renderci onore l'un l'altro (Rm 12,10).
    Se si intende questo per ecumenismo non credo possa considerasi un'eresia, perché nella ricerca dell'altro, anche nelle cose che separano, nella voglia di un dialogo, nel desiderio di ricostituire l'unità originale della Chiesa, così come perdura nel disegno immutabile di Dio (Unità del Corpo di Cristo), è cosa che ritengo auspicabile.

    Ecumenismo come eresia esisterebbe solo nella visione, più teorica che pratica a dire il vero, di una riunione sic et sempliciter tra le chiese. In una simile visione le eresie che di cui l'una accusa l'altra verrebbero rispettivamente a sommarsi.
    Ma è evidente che ciò è difficilmente configurabile ... nello stessa enciclica sinodica e patriarcale del 1895, che sopra Le richiamavo, sono chiarissimamente espressi i rischi di una tale unione, che, in questi termini, credo nessuno voglia "...c’è [rectius ci sarebbe] un’evidente contraddizione quando nell’una e medesima Chiesa si crede che lo Spirito Santo proceda dal Padre e, d’altra parte, che Egli proceda dal Padre e dal Figlio; quando uno bagna a pioggia ed un altro battezza tre volte nell’acqua, uno usa pane fatto a foglia nel Sacramento della Santa Eucarestia ed un altro non fatto a foglia; uno impartisce al popolo il calice come pure il pane e l’altro soltanto il pane santo; ed altre cose come queste".

  10. #10
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    L'enciclica dei Patriarchi orientali a Leone XIII, l'ultimo atto sinodale veramente ortodosso del Patriarcato di Costantinopoli e dei suoi fratelli, è atto che condivido pienamente e senza riserve anche nel passo da lei citato, che va letto nell'isieme.
    Non confondo Ecumenismo con dialogo e capacità di parlare. Lo identifico col relativismo dogmatico, come avevo chiaramente scritto:
    " nella cosiddetta teoria dei rami, per la quale la Chiesa si è divisa in tanti rami e non si ricomporrà che nell'evento escatologico. Questa teoria è eresia e le Chiese Ortodosse Tradizionali hanno espresso la comune fede della tradizione ortodossa con l'anatema pronunciato nel 1994 dalla Chiesa Russa fuorti Frontiera ed accettato dalle Chiese in comunione con lei.
    L'Ecumenismo è una eresia."

 

 

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