Dagli etno? E quanti sono? Usa il singolare.Citazione:
In origine postato da Shaytan
Non farti sentire troppo dagli etno altrimenti ti accusano di volere l'immigrazione selvaggia purchè parlino le nostre lingue ect ect. :D
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Dagli etno? E quanti sono? Usa il singolare.Citazione:
In origine postato da Shaytan
Non farti sentire troppo dagli etno altrimenti ti accusano di volere l'immigrazione selvaggia purchè parlino le nostre lingue ect ect. :D
Oltre alla nostra Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza, c'è il Trattato CE, che garantisce la libera circolazione dei lavoratori.Citazione:
In origine postato da Delaware
Apro qs 3d per contribuire a chiarire gli aspetti pratici della riforma devolutiva recentemente approvata (non chiamiamola federalista , p.f. !) – ciascun partecipane al Forum è invitato a contrinbuire postando un quesito pratico .
Una volta raggiunto un certo numero di quesiti potremo inviare il tutto alle Alte Sfere del Partito x avere risposte e chiarimenti (o , più probabilmente , un c….o di niente – ma noi avremo cmq fatto il ns dovere)
1° quesito pratico – sullo stop alla Migrazione degli insegnanti = potranno i bambini delle elementari di Vicenza (o di qualsiasi altra città / paese della Padania) avere insegnanti della propria madrelingua o continueranno a subire influssi dialettali estranei alla propria cultura natale , e potranno gli insegnanti veneti trovare occupazione nelle scuole della loro Regione o continueranno a subire i sorpassi per maggior punteggio in graduatoria degli insegnanti dell’ex Regno delle Due Sicilie ?
2° quesito pratico : a Voi ……
Non si potranno fare bandi di concorso che pongono requisiti legati alla regione di nascita, o discriminano sotto altri profili i citttadini.
Ma dai cosa centra il diritto di circolazione,con il diritti acquisiti per "vecchiaia" per le abitazioni di edilizia pubblica ,che i lavoratori con il sudore hanno pagato.Citazione:
In origine postato da Diderot
Oltre alla nostra Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza, c'è il Trattato CE, che garantisce la libera circolazione dei lavoratori.
Non si potranno fare bandi di concorso che pongono requisiti legati alla regione di nascita, o discriminano sotto altri profili i citttadini.
Parliamo di concorso per gli insegnanti o di altro ?Citazione:
In origine postato da parmigiano
Ma dai cosa centra il diritto di circolazione,con il diritti acquisiti per "vecchiaia" per le abitazioni di edilizia pubblica ,che i lavoratori con il sudore hanno pagato.
Ti ricordo la sentenza Bosman (se ne sai qualcosa).
Diritto di circolazione non significa diritto di andare in bici nel parco, ma diritto di andare a soggiornare e lavorare in qualsiasi luogo della comunità europea, senza restrizioni o discriminazioni.
Il diritto alle case della pubblica edilizia è un'altra cosa, ma ovviamente anche qui non possono essere fatte discriminazioni
ingiustificate.
La legge Bosman riguardava però S.P.A. Qui stiamo parlando di pubblico impiego. Poco tempo fa ho letto, in un bando di concorso indetto da una comunità montana ligure, che fra i requisiti vi era quello della residenza in uno dei comuni facenti parte. Si tratta di una prassi illegittima? Sarebbe incostituzionale o lesivo dei trattati europei se una regione introducesse il criterio di residenzialità per l'accesso alle P.A., criterio che non può essere certo equiparato a una discriminazione etnica? Inoltre mi sembra, ma potrei sbagliare, che in Trentino e Valle d'Aosta la residenzialità abbia un qualche peso nel determinare l'esercizio di diversi diritti. Insomma, siamo sicuri che costituzione e U.E. siano così rigidi a riguardo?Citazione:
In origine postato da Diderot
Parliamo di concorso per gli insegnanti o di altro ?
Ti ricordo la sentenza Bosman (se ne sai qualcosa).
Diritto di circolazione non significa diritto di andare in bici nel parco, ma diritto di andare a soggiornare e lavorare in qualsiasi luogo della comunità europea, senza restrizioni o discriminazioni.
Il diritto alle case della pubblica edilizia è un'altra cosa, ma ovviamente anche qui non possono essere fatte discriminazioni
ingiustificate.
In linea di principio è comunque assurdo e vessatorio che un concorso indetto dalla regione non sia aperto solo ai residenti, come se l'attinenza a una terra non contasse nulla e non meritasse di essere tutelata. In fin dei conti il voto stesso è legato alla residenza.
Grazie per la risposta pacata e ragionata (cosa rara in questo forum)Citazione:
In origine postato da ZENA
La legge Bosman riguardava però S.P.A. Qui stiamo parlando di pubblico impiego. Poco tempo fa ho letto, in un bando di concorso indetto da una comunità montana ligure, che fra i requisiti vi era quello della residenza in uno dei comuni facenti parte. Si tratta di una prassi illegittima? Sarebbe incostituzionale o lesivo dei trattati europei se una regione introducesse il criterio di residenzialità per l'accesso alle P.A., criterio che non può essere certo equiparato a una discriminazione etnica? Inoltre mi sembra, ma potrei sbagliare, che in Trentino e Valle d'Aosta la residenzialità abbia un qualche peso nel determinare l'esercizio di diversi diritti. Insomma, siamo sicuri che costituzione e U.E. siano così rigidi a riguardo?
In linea di principio è comunque assurdo e vessatorio che un concorso indetto dalla regione non sia aperto solo ai residenti, come se l'attinenza a una terra non contasse nulla e non meritasse di essere tutelata. In fin dei conti il voto stesso è legato alla residenza.
Sulla questione c'è da discutere. L'art. 39 del Trattato CE riguarda la libera circolazione dei lavoratori in ambito comunitario, e vieta le discriminazioni basate sulla nazionalità.
Mi pare paradossale sostenere che non si deve disciminare tra italiani e cittadini di altri paesi europei, e si può invece discriminare tra cittadini italiani (in base alla regione di nascita o di residenza).
L'art. 39 del Trattato dice che il principio di libera circolazione dei lavoratori non si applica agli impieghi nella pubblica amministrazione, ma la deroga riguarda solo gli impieghi che implicano una partecipazione diretta o indiretta all'eseercizio di pubblici poteri, nonché funzioni che hanno ad oggetto la tutela diretta o indiretta di interessi generali dello Stato o di enti pubblici.
A parte ciò, non vedo poi differenze tra SPA e pubbliche amministrazioni. Anzi, i privati possono assumere in libertà, le pubbliche amministrazioni devono assumere facendo dei concorsi, e le leggi che regolano i concorsi non possono discriminare.
Possono solo porre i requisiti necessari per una determinato impiego, ma senza discriminazioni contrarie alla costituzione o
al trattato istitutivo della comunità europea.
Ad esempio, se la Regione lombardia stabilisce che nelle scuole lombarde si debba studiare il dialetto milanese, si potrà stabilire che sono assunti come insegnanti coloro che superano un esame scritto ed orale di lingua milanese, ma non che il concorso è riservato a chi è nato a Milano o vi risiede da x anni o è figlio di genitori nati a Milano.
Questa è la mia opinione, controvertibile come tutte le opinioni.
Non conosco le leggi regionali di cui parli, ma il tema merita di essere approfondito.
Art. 23 statuto speciale Regione Trentino Alto Adige/Süd-Tirol
I cittadini residenti nella provincia
di Bolzano hanno diritto alla
precedenza nel collocamento al
lavoro nel territorio della provincia
stessa, esclusa ogni distinzione
basata sulla appartenenza ad un
gruppo linguistico o sull'anzianità
di residenza.
Citazione:
In origine postato da Shaytan
Art. 23 statuto speciale Regione Trentino Alto Adige/Süd-Tirol
I cittadini residenti nella provincia
di Bolzano hanno diritto alla
precedenza nel collocamento al
lavoro nel territorio della provincia
stessa, esclusa ogni distinzione
basata sulla appartenenza ad un
gruppo linguistico o sull'anzianità
di residenza.
Si tratta di una norma di rango costituzionale, che deroga all'art. 51 Cost.
Le leggi regionali devono invece rispettare l'art. 51 della nostra cost.
Penso comunque che la norma dello Statuto del Trentino Alto Adige sia contraria al Trattato CE.
Farei una differenza fra 1) Posti di lavoro privati e 2) Posti di lavoro pubblici
Mentre i primi (privati) cadono nel libero gioco del mercato - cioè , in pratica nell'arbitrio dell'assuntore-datore di lavoro - i secondi (pubblici) sono da considerare vere e proprie RISORSE del territorio (naturalmente dal punto di vista delle famiglie residenti , non della spesa pubblica)
Quindi - come risorse , dovrebbe essere legittima una regolamentazione che ne limiti la "distribuzione" ai soli residenti
saluti
In effetti bisogna distinguere il piano descrittivo da quello valutativo.
Bisogna chiedersi innanzitutto se il diritto d'attinenza costituisca discriminazione. Non si parla infatti di sesso, razza, religione, condizione sociale. Non si parla nemmeno di regione di nascita. Si parla di regione di RESIDENZA, partendo dal presupposto che la circolazione in territorio europeo è libera. E' giusto che le opportunità occupazionali, di carattere amministrativo e sociale,che una regione mette a disposizione con soldi propri, non vadano a diretto vantaggio di quei soggetti, i residenti, che sono COSTITUZIONALMENTE i cittadini di quella regione, vale a dire il suo "corpo politico"? Stesso discorso potrebbe essere anche fatto per comuni e province. Del resto se il lavoro è un diritto, nel momento in cui quest'ultimo viene garantito attraverso la sfera pubblica decentrata, non dovrebbe essere esercitato nel rispetto dell'esclusività degli enti decentrati? In soldoni: avranno un insegnante, un medico, aspiranti agenti di polizia locale o impiegati di varia natura, il diritto a cogliere l'opportunità di lavorare dove risiedono?Questo vale per chiunque, sia chiaro: nord e sud. Non appare predatorio l'atteggiamento del "forestiero" che, nonostante sia residente in un luogo che offre le stesse opportunità e gli stessi diritti, toglie il pane di bocca a chi avrebbe nel caso l'occasione di lavorare dove risiede, senza dover rescindere il legame "vitale" con la propria terra, coi propri affetti, con la propria realtà? E' giusto che la vita sociale ed amministrativa non sia organizzata in alcun modo secondo spazi a misura del soggetto e della sua identità? tutto deve dissolversi in un egalitarismo dove tutto è identico e indifferenziato, seppur in un mondo dove tutto appare diverso e articolato?
P.S: Come è stato detto, diverso è il caso dell'impresa privata, in quanto il rischio di capitali è personale: come tale, deve essere gestito nella piena libertà di scelta in merito a collaboratori e dipendenti.
P.P.S: Io ho svolto un ragionamento puramente teorico. E' ovvio che, applicato al caso "Italia", assume significati noti. Basta consultare i dati ufficiali riportati sulla rubrica silenziosa della LCP.