Tu parli di enti locali e cittadini di quegli stessi enti locali come se fossero due cose diverse. E' qui secondo me il tuo errore. Milano equivale ai milanesi, Genova ai genovesi, il Veneto ai veneti e così via. Ora ti chiedo: cos'è che fa si, giuridicamente e non "moralmente", che un milanese sia milanese, un genovese genovese, un veneto veneto? Risposta: la residenza filtrata, ovviamente, attraverso il possesso della cittadinanza italiana (il che esclude che extra-comunitari residenti siano in qualche modo milanesi, genovesi o veneti). Quanto al "parassitismo", bisogna intendersi: io non credo che il lavoro nelle P.A. sia in sé stesso parassitario, al contrario. Ci sono mansioni pubbliche che all'interno di una comunità devono essere svolte, servizi che devono essere garantiti nell'interesse della comunità stessa. Diventa parassitario, ovviamente, quando è finalizzato al conferimento di uno stipendio, a sottrarre soldi alle categorie produttive per alimentare un giro di prebende. E diventa parassitario anche quando viene utilizzato, come nel caso italiano, come espediente per sopperire a deficit socio-economici che hanno responsabili precisi e soluzioni volutamente ignorate quando non vilipese e perseguite penalmente. Quando diventa, insomma, lo sbocco naturale (dati alla mano) per un ben definito gruppo etnico, "sbocco" i cui costi, non solo economici, sono a carico di altri, "sbocco" che riduce le possibilità, da parte di una comunità, di far si che le proprie risorse rimangono interne al circuito che le ha generate. I soldi con cui un comune paga i propri dipendenti sono soldi di quel comune, ovvero dei suoi cittadini, derivino essi da I.C.I. o da trasferimenti. E' lecito che i soldi dei lombardi, dei liguri, dei veneti, rimangano ad uso e beneficio di lombardi, liguri e veneti? Questa è la domanda. Nella tavola delle leggi che Dio ha dato a Mosè, il settimo comandamento recita ancora: non rubare.In origine postato da Diderot
Intervento molto lungo, in cui si parla di tante cose molto diverse tra loro (assistenza sociale, concorsi pubblici, diritti politici ecc.).
Molte cose del tuo discorso non mi sono chiare.
Non bisogna fare confusione. Un conto è il diritto degli enti locali di selezionare e assumere i migliori (senza le limitazioni che vorrebbe la Lega), un conto è il vivere "parassitariamente", che non è un diritto di nessuno, ma un abuso.
Se la Lega non ha ottenuto neppure il trasferimento di una
rete Rai a Milano, che cosa ha ottenuto di concreto ?
Solo la reintroduzione in costituzione della norma sull'interesse nazionale ?
Ha avuto dei finanziamenti - per esempio - per la metropolitana di milano ?
A me pare che i politici della la Lega non vogliano nulla in concreto, altrimenti cessa la loro funzione politica.
Quindi riassumendo: perchè un ente locale, che altro non è se non l'insieme dei cittadini che lo compongono, non dovrebbe "chiudere" il cerchio della spesa pubblica a loro esclusivo beneficio? Esiste qualcuno che non è residente in un comune, in una provincia, in una regione? No, lo siamo tutti, e non vedo quindi perchè ognuno non debba restare padrone a casa propria (fermo restando che è persino libero di scegliersela questa casa, stante il diritto alla libera circolazione) evitando di invadere opportunisticamente e proditoriamente quella altrui.




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