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  1. #31
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    In origine postato da Diderot
    Intervento molto lungo, in cui si parla di tante cose molto diverse tra loro (assistenza sociale, concorsi pubblici, diritti politici ecc.).

    Molte cose del tuo discorso non mi sono chiare.

    Non bisogna fare confusione. Un conto è il diritto degli enti locali di selezionare e assumere i migliori (senza le limitazioni che vorrebbe la Lega), un conto è il vivere "parassitariamente", che non è un diritto di nessuno, ma un abuso.

    Se la Lega non ha ottenuto neppure il trasferimento di una
    rete Rai a Milano, che cosa ha ottenuto di concreto ?

    Solo la reintroduzione in costituzione della norma sull'interesse nazionale ?

    Ha avuto dei finanziamenti - per esempio - per la metropolitana di milano ?

    A me pare che i politici della la Lega non vogliano nulla in concreto, altrimenti cessa la loro funzione politica.
    Tu parli di enti locali e cittadini di quegli stessi enti locali come se fossero due cose diverse. E' qui secondo me il tuo errore. Milano equivale ai milanesi, Genova ai genovesi, il Veneto ai veneti e così via. Ora ti chiedo: cos'è che fa si, giuridicamente e non "moralmente", che un milanese sia milanese, un genovese genovese, un veneto veneto? Risposta: la residenza filtrata, ovviamente, attraverso il possesso della cittadinanza italiana (il che esclude che extra-comunitari residenti siano in qualche modo milanesi, genovesi o veneti). Quanto al "parassitismo", bisogna intendersi: io non credo che il lavoro nelle P.A. sia in sé stesso parassitario, al contrario. Ci sono mansioni pubbliche che all'interno di una comunità devono essere svolte, servizi che devono essere garantiti nell'interesse della comunità stessa. Diventa parassitario, ovviamente, quando è finalizzato al conferimento di uno stipendio, a sottrarre soldi alle categorie produttive per alimentare un giro di prebende. E diventa parassitario anche quando viene utilizzato, come nel caso italiano, come espediente per sopperire a deficit socio-economici che hanno responsabili precisi e soluzioni volutamente ignorate quando non vilipese e perseguite penalmente. Quando diventa, insomma, lo sbocco naturale (dati alla mano) per un ben definito gruppo etnico, "sbocco" i cui costi, non solo economici, sono a carico di altri, "sbocco" che riduce le possibilità, da parte di una comunità, di far si che le proprie risorse rimangono interne al circuito che le ha generate. I soldi con cui un comune paga i propri dipendenti sono soldi di quel comune, ovvero dei suoi cittadini, derivino essi da I.C.I. o da trasferimenti. E' lecito che i soldi dei lombardi, dei liguri, dei veneti, rimangano ad uso e beneficio di lombardi, liguri e veneti? Questa è la domanda. Nella tavola delle leggi che Dio ha dato a Mosè, il settimo comandamento recita ancora: non rubare.

    Quindi riassumendo: perchè un ente locale, che altro non è se non l'insieme dei cittadini che lo compongono, non dovrebbe "chiudere" il cerchio della spesa pubblica a loro esclusivo beneficio? Esiste qualcuno che non è residente in un comune, in una provincia, in una regione? No, lo siamo tutti, e non vedo quindi perchè ognuno non debba restare padrone a casa propria (fermo restando che è persino libero di scegliersela questa casa, stante il diritto alla libera circolazione) evitando di invadere opportunisticamente e proditoriamente quella altrui.

  2. #32
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    E comunque, sia chiaro: sarebbe sufficiente che gli enti locali e le regioni avessero la possibilità di introdurre la residenza a criterio d'accesso nelle loro P.A. Sarebbe insomma sufficiente la sovranità in materia: se in un impeto di generosità qualche governatore o qualche sindaco vuole privare i propri cittadini dei loro diritti, lo faccia. Assumendosene le responsabilità politiche però, e quindi rispondendone ai diretti interessati che devono mantenere la possibilità di abolire, per via referendaria, il dispositivo di legge in questione. Senza avere sempre la costituzione fra le balle.

  3. #33
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    In origine postato da Diderot


    Faccio invece fatica a condividere l'idea secondo cui i concorsi ai
    pubblici impieghi dovrebbero essere riservati ai residenti. Ciò significa che l'ente che bandisce il concorso non attinge in un ambito vasto, non può prendere i migliori.

    Come dire che i migliori vengono sempre da fuori. Magari dal sudde dove sono tutti dottò con 110 elllode...

  4. #34
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    Scusa Diderot, tu riconosci il diritto, da parte di comuni, province e regioni, di stabilire in AUTONOMIA i criteri d'accesso al pubblico impiego di relativa competenza? Può anche essere che, in certi comuni o in certe regioni, il tuo discorso venga compreso mentre in altri enti, per le convinzioni comunitariste che io ho esposto o per altre ragioni congiunturali, si preferisca chiudere il cerchio degli aventi diritto. E' così strano pensare che si possano adottare soluzioni differenti, col solo dovere di rispettare i principi democratici, secondo cui una comunità da a sé stessa, e a partire da sé stessa, le proprie leggi, fondamentali e ordinarie? Il tuo discorso mi sembra viziato dal presupposto secondo cui deve esistere una soluzione che sia valida per tutti, imposta da un vertice che, giacobinamente, non riconosce la natura articolata della sovranità. Noi partiamo dal presupposto che ognuno, con i "propri" soldi, deve fare ciò che ritiene corrispondere al proprio benessere, attenendosi all'ovvio rispetto dei principi democratici, di quello di sussidiarietà e della libertà altrui. Non mi sembra di dire cose turche. O no?

  5. #35
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    In origine postato da Max50
    La Polizia Regionale si riduce alla gestione dei vigili urbani..
    Ma in modo particolare è stato reintrodotto in Costituzione l'interesse nazionale.
    Questo significa che tramite i commissari di governo , il centro potrà segare qualsiasi legge regionale che non gli faccia comodo.

    Saluti.
    Riporto da "il Federalismo" di questa settimana:

    "La formulazione originaria dell'interesse nazionale è cambiata. A decidere eventuali modifiche che il governo potrebbe volere apportare a una legge regionale dovrà essere solo il parlamento riunito in seduta comune e con un voto a maggioranza assoluta. Le occasioni in cui le cameresi sono riunite in seduta congiunta sono state molto rare e riguadano occasioni particolare come l'elezione del capo dello stato o una guerra. Insomma solo in occasioni molto particolare si potrà ricorrere alla clausola dell'interesse nazionale".

    E' grave che sia stato rintrodotto il concetto di interesse nazionale ma se fosse stato solo per la Lega ne avremo fatto volentieri a meno ( o almeno si spera ).

  6. #36
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    In origine postato da cabernet
    Riporto da "il Federalismo" di questa settimana:

    "La formulazione originaria dell'interesse nazionale è cambiata. A decidere eventuali modifiche che il governo potrebbe volere apportare a una legge regionale dovrà essere solo il parlamento riunito in seduta comune e con un voto a maggioranza assoluta. Le occasioni in cui le cameresi sono riunite in seduta congiunta sono state molto rare e riguadano occasioni particolare come l'elezione del capo dello stato o una guerra. Insomma solo in occasioni molto particolare si potrà ricorrere alla clausola dell'interesse nazionale".

    E' grave che sia stato rintrodotto il concetto di interesse nazionale ma se fosse stato solo per la Lega ne avremo fatto volentieri a meno ( o almeno si spera ).
    Si conosce il testo dell'articolo sull'interesse nazionale ?
    Diderot

  7. #37
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    A proposito di interesse nazionale, forse esulo dall'argomento, ma credo che esista qualche attinenza.
    Che fossimo in guerra e' cosa evidente. Solo gli idioti ed i pacifisti non lo capiscono ( forse hanno le stesse madri!!!).
    Lo stato itaglione, tanto forte con i deboli di casa nostra, si sta facendo invadere da truppe straniere mediante sbarchi sulle coste sicule (che sia un rigurgito del 1943?).
    Lo stato itaglione cala le braghe, ma accennando ad un blando tentativo di difesa con qualche aereo fatto decollare per le contrade libiche, viene prontamente cassato e deplorato dall' ONU!!! vale a dire dal consesso internazionale.
    Ora si pone qualche domanda:
    1) dato che l'ONU non ci permette di difendere il paese da un'aggressione, non e' da ritenersi complice e quindi nemico?
    2)e' quindi il caso di continuare a mantenere truppe di soldati itaglioni all'estero sottol e bandiere dell'ONU con i soldi del contribuente? e non sarebbe meglio che gli stessi rientrassero a difesa delle coste e della popolazione?
    3)Infine se l'itaglietta non adotta una posizione definita di fronte all'invasione in atto ed alle ingerenze straniere su questioni nazionali, non e'il caso di processare, secondo quanto stabilito dalle leggi di guerra, ministri e quant'altro siano complici di questa aggressione?
    Non e'quindi il caso che i cittadini padani si dichiarino vittime di guerra e chiedano i danni di quanto sta avvenendo i cui effetti sono l' esborso di denaro pubblico, aumento della microdelinquenza al nord, infiltrazione di commandos islamici nelle nostre citta' etc...etc....
    Padani, questo sarebbe il momento di sollevarsi, quale migliore occasione , alla faccia della cagata devolvista in corso in quel di roma, per manifestare, lottare , aggregarsi contro chi, in una situazione di guerra, non ci difende ed apre incondizionamente le porte del paese, fenomeno che se fosse circoscritto all'itaglia peninsulare...chi se ne frega, ma di fatto gravita esclusivamente sulla Padania.
    Lottiamo e poi chiediamo l'annessione alla Svizzera, che almeno i confini li difende( oddio non sempre, ho qualche ecclatante esempio che pero'non posso svelare alle forze nemiche massoterroniche -islamicocammellate).
    Buona Padania e riflettete ed iniziate a fare incetta di zucchero. non ha Livigno per favore!!!) perche' la guerra e' iniziata!!!
    Comunque abbiamo Maroni che ha gia'dimostrato di essere un duro di fronte alle invasioni....di sedi!!!!!Quindi tranquilli.

  8. #38
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    In origine postato da green

    Comunque abbiamo Maroni che ha gia'dimostrato di essere un duro di fronte alle invasioni....di sedi!!!!!Quindi tranquilli.
    di sedi o di sedie?
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  9. #39
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    ROMA - Roberto Calderoli ha messo nero su bianco una nuova bozza con il percorso che avranno le leggi nel nascente stato federale italiano. E con le competenze delle due assemblee. Su questa bozza dovrà trovare l'accordo all'interno della maggioranza. Ecco come il ministro delle Riforme immagina il futuro del potere legislativo italiano.

    COMPETENZE - La Camera sarà competente per le leggi sulle materie per le quali lo Stato esercita la potestá esclusiva. Il Senato federale sarà competente su temi riguardanti la cosiddetta potestà concorrente, ovvero materie dove lo Stato detta i princìpi fondamentali e poi legiferano le Regioni. come per esempio sarà per istruzione, polizia locale e sanità.

  10. #40
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    Predefinito Re: Re: Osservatorio x capire la devolution

    In origine postato da Diderot
    Non si potranno fare bandi di concorso che pongono requisiti legati alla regione di nascita, o discriminano sotto altri profili i citttadini.
    Cioè la maggioranza dei concorsi che vengano fatti al sudde...
    Saluti Padani

 

 
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